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Caccia e cucina: la conservazione della selvaggina

La conquista di un selvatico è il momento finale che giunge a premiare l'impegno e la passione che il cacciatore dedica alla caccia e ai propri cani. L'emozione data dallo svolgimento e dalla conclusione a proprio favore dell'antica sfida con il selvatico si coniuga giustamente con la soddisfazione di poterne apprezzare anche le carni in cucina. La selvaggina fra le varie carni è quella che si può definire a ragion veduta davvero biologica rispetto ad altre, perché ovviamente l’animale nasce e cresce in natura senza nutrirsi di cibo lavorato, né subendo trattamenti farmacologici come normalmente accade negli allevamenti specie se intensivi. 

La carne rossa selvatica è dunque qualitativamente superiore rispetto ad altre carni, contiene più proteine e meno grassi oltre ad un alto valore antiossidante grazie alle ricche percentuali di Omega 3 e Omega 6. Ma perché questi valori nutrizionali restino inalterati e arrivino in tavola con il giusto sapore e le naturali proprietà organolettiche è fondamentale rispettare alcuni accorgimenti e passaggi che riguardano le fasi di preparazione e conservazione. Sono questi i temi di cui parliamo con lo Chef Roberto Dormicchi che ci offre alcuni semplici ma importanti consigli pratici su come trattare correttamente le carni di selvaggina al fine di un sano consumo a tavola.

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