Disavventure canine: vipere, parassiti, attacchi d’insetti e colpi di calore. Il primo soccorso per il cane da caccia.

Durante l'azione di caccia, in mezzo a boschi, macchia mediterranea o pianure incolte, il cane è esposto a rischi ambientali biologici e climatici. Sapere esattamente cosa fare (e cosa evitare) nei primi 15 minuti può salvargli la vita, almeno quanto sapere come essere pronti, cercando di evitare a monte ogni spiacevole evenienza.

Ecco in concreto di che parliamo riportando alcune situazioni tipo per il cane da ferma (ma non solo) …

Esempi e situazioni

Piccola tabella di promemoria relativa al cosa fare e cosa no, in caso di probleni sul campo per i nostri cani. Un consiglio? Screen shot e stampatela!

Black o Lola cercano, avventano, pare che fermino ma è una ferma… strana. Si avvicinano a qualcosa e poi, “CAIIII”! Ecco che fanno un balzo indietro leccandosi e armeggiando furiosi con le zampe verso il naso, scuotendo la testa, o zoppicano con un arto sollevato.

Ma cosa è successo? Quella che per noi cinofili è una specie di fine del mondo a… due facce.

La prima: brutta cosa, ma grazie al cielo si è trattato solo di una biscia.

Male ma non malissimo, dato che l’evento al 99,99% è sempre a esito zero. Ovvero, basta disinfettare, aspettare 2/3 giorni (magari con una piccola copertura antibiotica) e il problema è bello che archiviato. Con addirittura il plus che la brutta esperienza, possa aver insegnato al cane che i rettili vanno tenuti sempre sempre e sempre alla larga…

La seconda invece, che purtroppo spesso è una tragedia: la vipera ha colpito! Calmi, ci arriveremo a tempo e luogo…

Altro caso: torni a casa spensierato, felice dopo una sessione di allenamento a fine agosto, e la mattina dopo ti accorgi che il cane si gratta furiosamente o presenta qui là, attaccate specie dietro le orecchie e sul collo e il ventre, orride zecche.

Ancora: gironzoli, senti un rumore strano a cui dai poco peso, e invece ecco che tu o Blak arrivate troppo a ridosso da un nido di vespe. E parte l’attacco…

Infine, un ultimo esempio: ti sei fatto prendere la mano, e nel campetto tuo segreto sono ore che sotto un sole ancora estivo, spremi il cane dietro a quaglie malandrine.

A un certo punto, come di schianto, l’ausiliare pare che gli abbiano tolto la corrente. Vacilla, sembra ubriaco, senza forze: è quasi per certo un colpo di calore!

Ecco, abbiamo appena descritto 4 degli inconvenienti tipo d’inizio stagione (e non solo).

Parola d’ordine: prevenzione

Ora, è sacra religione anche qui, prevenire se possibile:

  1. cercando terreni privi di vipere, cioè, di quelli senza pietre per sciogliere e allenare, avendo poi cura di muovere nelle ore più fresche della giornata. Non solo, sarebbe anche il caso di addestrare bene i selvatici ad ignorarli proprio i rettili, a fuggirli se possibile. Ma non è facile.
  2. Antiparassitari in gocce e per via sistemica tipo Simparica, devono essere sempre, sempre, sempre somministrati ai cani prima di uscire e secondo le posologie indicate nei flaconi. E così che le pulci scappano e le zecche non s’attaccano.
  3. Questi, spesso, hanno anche effetto di repellente per insetti volanti tipo zanzare, vespe e calabroni. In caso, munirsi specie nella stagione più calda di bomboletta d’insetticida in formato mignon da portarsi sempre appresso. Non fa miracoli, ma aiuta.
  4. Le ore più calde vanno assolutamente evitate per uscire con i cani. E in ogni caso, se non si caccia nei pressi di fiumi, torrenti o laghetti, è obbligatorio portarsi nel gilet o nella trisacca almeno 1 litro d’acqua a cane per ogni ora di battuta in clima caldo. Esempio: 2 cani per due ore, uguale 4 litri.

Io, fino a ottobre inoltrato e quando è secco sempre, porto uno zaino con dentro TUTTO. Soprattutto l’acqua con una comoda ciotola in alluminio dalla quale far bere i cani e non sprecare neppure una goccia d’acqua. Ma ne parleremo a tempo e luogo…

In caso, curare subito, e bene

A mali estremi, estremi rimedi tuttavia, che ora guardiamo attentamente caso per caso…:

1 - IL MORSO DI VIPERA (Vipera aspis)

La vipera, incubo da sempre dei cacciatori cinofili... 

Il morso di vipera si riconosce per la presenza di due fori distanti circa 6-8 mm, accompagnati da dolore lancinante, gonfiore edematoso che tende a scurirsi (colore violaceo), sanguinamento dai fori, debolezza e progressivo stato di shock.

Protocollo di Intervento Immediato

  1. Blocca il cane: sì, bisogna mantenere l'animale assolutamente immobile. L'attività muscolare e l’agitazione, infatti, accelerano la circolazione sanguigna, diffondendo il veleno nel corpo.
  2. Tranquillizzalo: prova dolore, è disorientato, ha paura, ma tu tienilo sdraiato e rassicuralo per abbassare la frequenza cardiaca. Ok, anche tu hai paura e sei stressato, ma tu sei “il suo umano”, la parte razionale dell’equazione. E devi esserlo per entrambi in questa situazione, perciò… calma!
  3. Localizza il morso: se il morso è sul muso o sul collo (i punti più frequenti nei cani da ferma o da cerca), se ce l’ha togli immediatamente il collare per evitare il soffocamento causato dal successivo gonfiore.
  4. Disinfetta solo con acqua ossigenata: a quel punto pulisci bene la ferita. Non usare mai disinfettanti a base di alcol o colorati che mascherano la lesione.
  5. Trasporto passivo: il morso della vipera, non è uno scherzo, ma la sua letalità non è assolutamente detto che corrisponda ad una fucilata. Più spesso di quanto non si creda infatti, se fai le cose giuste, tutto si sistema. Quindi messolo tranquillo, prendi il cane in braccio (o usa una giacca come barella) e portalo di peso fino all'auto. Non deve camminare per nessun motivo.
  6. Corsa al pronto soccorso: nel frattempo – ripeto - mantieni la calma e contatta la clinica veterinaria più vicina mentre sei in viaggio per allertarli. Ottimo, aver memorizzato già nel cellulare il numero alla voce “VETERINARIO”.

Errori gravi da evitare assolutamente

  • NO al laccio emostatico: lo so che sembra una buona idea e l’hai visto fare nei film americani, ma è una cazzata. Bloccare infatti la circolazione concentra il veleno in una sola zona, causando necrosi e cancrena dei tessuti.
  • NO a incisioni o aspirazioni: non tagliare la pelle tra i fori e non provare a succhiare via il veleno. È inutile e pericoloso, anche per te.
  • NO al siero antivipera fai-da-te: il siero si conserva a temperature rigorose (2-8°C) e può causare shock anafilattico mortale se non somministrato da un medico in clinica. Quindi, se non sei tu veterinario e/o se non lo hai conservato come si deve, meglio non pensarci.
  • NO al ghiaccio diretto: può causare lesioni da congelamento sui tessuti già compromessi dal veleno.

2 - PREVENZIONE E RIMOZIONE DELLE ZECCHE

Le zecche (Ixodes ricinus, Rhipicephalus sanguineus) non sono solo fastidiose, ma trasmettono patogeni letali come la Babesiosi (Piroplasmosi), l'Ehrlichiosi e la Malattia di Lyme.

Strategia di Prevenzione Attiva

Se potete, specie per l'allenamento puramente fisico dei cani, in estate prediligete campagne aperte con erba bassa, il tutto nelle ore più fresche della giornata e senza esagerare in termini di durata.
  • Doppia barriera: nei mesi più a rischio (da inizio primavera a fine autunno), combina un collare antiparassitario a lento rilascio con una fiala spot-on o una compressa sistemica tipo Simparica (previo consulto veterinario, ovviamente).
  • Ispezione post-caccia: prima di rimettere il cane nel trasportino, effettua un controllo visivo e tattile "contropelo". Controlla i punti caldi e nascosti quali: ù pazi interdigitali (sotto le zampe); interno delle orecchie e base del cranio; ascelle e zona inguinale; attorno agli occhi e alle labbra.

Tecnica Corretta di Rimozione

  1. Usa le pinzette specifiche: vanno utilizzate le apposite pinze a gancio (bocchette) per zecche.
  2. Afferra alla base: posiziona la pinza il più vicino possibile alla pelle del cane, afferrando il rostro della zecca.
  3. Ruota e tira: a quel punto esegui un leggero movimento di rotazione verso l'alto, come se dovessi svitare una vite. Non tirare di scatto.
  4. Verifica l'estrazione: accertati poi che la testa della zecca non sia rimasta conficcata nella pelle (se accade, si formerà un piccolo granuloma che spesso si riassorbe, ma va monitorato).
  5. Brucia o annega la zecca: non schiacciarla con le dita (rischio di diffusione di uova o patogeni). Bruciala con un accendino o immergila nell'alcol (farlo, procura anche una certa “soddisfazione personale”).
  6. Disinfetta la cute: applica a quel punto un disinfettante analcolico sulla ferita del cane.

3 - PUNTURE DI VESPE, API E CALABRONI

A caccia o già durante l'addestramento estivo, i cani possono calpestare nidi sotterranei di vespe o tentare di afferrare insetti al volo.

In caso di attacco di api e vespe, scappare a gambe levate agitando le braccia il più possibile: sono territoriali e dopo poco smettono l’inseguimento. In ogni caso, tenere almeno in macchina (meglio se nello zaino) degli appositi prodotti post “pizzico” in grado di lenire subito gli effetti del veleno.

Sintomi di allarme e shock anafilattico

Addestramento estivo: come si vede, in spalla sempre lo zainetto con il kit e l'acqua per i cani.

Una singola puntura causa un po’ di dolore e un piccolo gonfiore locale. Il vero pericolo si ha in due casi: punture multiple simultanee o shock anafilattico dovuto ad allergia. I segnali di emergenza sono:

  1. Gonfiore immediato e massiccio della testa, delle labbra e delle palpebre ("faccia da ippopotamo").
  2. Difficoltà respiratorie, sibili, tosse e salivazione densa.
  3. Vomito, diarrea improvvisa e barcollamento fino al collasso.

Azioni di primo soccorso

  1. Rimuovi il pungiglione (se ape): se nella zona del “pizzico” vedi il pungiglione, è stata un’ape. Raschialo via lateralmente usando la lama piatta di un coltellino da caccia o una tessera di plastica. Non usare le pinzette: schiacceresti il sacco del veleno rimasto attaccato, iniettandone altro.
  2. Impacchi freddi: in ogni caso, applica ghiaccio avvolto in un panno o stracci bagnati in acqua fredda sulla zona colpita per ridurre l'infiammazione e alleviare il dolore.
  3. Terapia d'emergenza (Kit del Cacciatore): sarebbe buona norma accordarsi preventivamente con il nostro veterinario per avere sempre nello zaino un farmaco cortisonico a rapido effetto (es. bentelan o desametasone in fiale o compresse) del quale serve prescrizione. Vanno usati in dosaggio esatto basato sul peso reale dei nostri cani, con somministrazione immediata non appena compaiono i chiari sintomi dello shock.

4 - IL COLPO DI CALORE (Ipertermia)

Il cane non suda come l'uomo: dissipa il calore quasi esclusivamente attraverso l'ansito (evaporazione polmonare). Durante l'apertura della caccia a settembre, ma già da molto prima, nel periodo agostano dell’allenamento, l'alto tasso di umidità e lo sforzo fisico intenso in ambienti afosi possono far impennare la temperatura corporea oltre i 41°C, causando danni cerebrali e organici anche irreversibili in pochi minuti.

Uno dei miei super idispensabili zainetti porta tutto: senza, neppure esco coi miei cani.

Sintomi Premonitori

  • Ansito accelerato, rumoroso e continuo.
  • Gengive e lingua di colore rosso mattone scuro o violacee.
  • Saliva densa, filante e schiumosa.
  • Sguardo vitreo, disorientamento, andatura barcollante (il cane non risponde ai comandi).
  • Collasso a terra e convulsioni.

Protocollo di raffreddamento d'emergenza

Se il cane manifesta questi sintomi, interrompi la caccia all'istante e agisci secondo questi passaggi:

  1. Ombra totale: Sposta il cane all'ombra profonda o in un ambiente ventilato (es. abitacolo dell'auto con aria condizionata accesa, ma non puntata addosso direttamente).
  2. Bagna con acqua fresca (NON gelata): Utilizza l'acqua della borraccia per bagnare costantemente la testa, il collo, l'inguine e i polpastrelli.
  3. Usa stracci umidi: Applica stracci bagnati sulle zone prive di pelo (pancia e interno cosce). Cambiali spesso perché si scaldano rapidamente.
  4. Offri acqua a piccoli sorsi: Se il cane è cosciente, proponigli acqua fresca, ma non forzarlo mai a bere per evitare l'aspirazione nei polmoni.
  5. No al ghiaccio totale: Non immergere il cane in acqua ghiacciata. Il freddo estremo causa la costrizione dei vasi sanguigni superficiali (vasocostrizione), intrappolando il calore negli organi interni e peggiorando la situazione.
  6. Trasferimento: Continua a bagnarlo durante il tragitto verso la clinica veterinaria.

KIT di pronto soccorso del cacciatore

Giornata calda, ecco a cosa serve anche la ciotola d'alluminio ultra leggera: a dar da bere ai cani senza sprecare una goccia, poi in caso con quella che avanza via a una piccola doccia rinfrescante prima di tornare al furgone... 

Or bene, come spero sia chiara, anche di fronte alle disgrazie se si sa che cosa fare (e cosa no) e se si è tempestivi, le situazioni si possono pur risolvere nel migliore dei modi.

Due elementi emergono tuttavia con forza all’insegna del latino ESTOTE PARATI (siate pronti):

1) è comunque necessario essere accorti e attenti PRIMA, cercando di evitarli i pericoli attraverso una profonda conoscenza di ambienti e situazioni;

2) per poter intervenire in ogni caso, bisogna essere attrezzati alla bisogna, senza mai farsi mancare l’indispensabile di quello che già abbiamo definito il kit del cacciatore.

Questo riassumendo consta in: un coltellino ben affilato, pinzette specifiche per rimozione di zecche, acqua ossigenata (utilissima tra l’altro come emetico in caso il cane ingurgiti qualcosa di sospetto), una siringa con ago sterile, cortisonici iniettabili o in pasticche oro solubili, garze e rotolo di cerotto, soluzione fisiologica per lavare occhi e orecchie, un telo termico e acqua, almeno 2/3 litri di acqua per ogni uscita con ciotola in alluminio per facilitarne il consumo ai cani senza sciuparla. Il tutto, sempre con noi in un capace e comodo zaino, che dovrebbe essere sempre e comunque il nostro (secondo) miglior compagno di caccia dopo il cane…

A voi, sono mai capitate disavventure simili? Diteci la vostra, e raccontateci le vostre storie...