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Combat Arms ottobre-novembre 2016: i contenuti del nuovo numero

“L’estate sta finendo…” cantava una vecchia canzone in fondo mai davvero passata di moda, ma di certo la stagione calda del 2016 è davvero da dimenticare. Numerosi gli attentati sul territorio europeo con infiniti echi nella politica internazionale, mentre continua la strana guerra contro il Califfato Nero, che perde terreno ma sta cambiando strategia portando la guerra direttamente a casa nostra. Nella speranza che quell’abominio venga demolito per sempre, dedichiamo interessanti spazi alle Special Forces della Repubblica Serba che di guerra e guerriglia, purtroppo, se ne intende. L’Italia viene ampiamente citata sia per uno scritto legato alla nostra PAN (Pattuglia Acrobatica Nazionale), sia per un articolo su quegli Operatori delle nostre SF che stanno “probabilmente” da tempo operando dietro le quinte contro Daesh. È un numero abbastanza particolare anche per le descrizioni di strutture che dedicano il proprio impegno agli aspetti addestrativi di chi opera nel comparto sicurezza, una realtà sempre più presente sul territorio nazionale. Per chi ama le tecniche corpo a corpo e le lame militari, è presente un’intervista al prof. Antonio Merendoni, uno dei massimi studiosi noto anche in ambito internazionale. In attesa di un Inverno che si preannuncia più “caldo” che mai. 

La Centuria Italiana contro l'ISIS

Uno Sniper Observer Team del Gruppo Operativo Incursori della Marina
Il nostro governo non può, o non vuole, confermare l’azione delle nostre SF in area di guerra contro Daesh.

La guerra dell’Italia contro l’ISIS è iniziata da tempo, e la si combatte su più fronti. Su quello estero dove, nonostante le frequenti smentite di organi del governo, diversi reparti (incluse le nostre forze speciali) sono impegnati in operazioni a fianco delle unitá alleate. Su quello interno, dove i nostri servizi sia civili sia militari tentano di prevenire le mosse dei jihadisti prima che possano colpire, e sulle strade delle nostre cittá, dove Carabinieri e Polizia hanno dispiegato piccolo forze di reazione rapida, teoricamente in grado di intervenire rapidamente in caso di un attacco.  

Le forze speciali dell'esercito serbo

Specia Forces serbe in clima invernale
All’est l’inverno è particolarmente freddo e la neve diventa un’ambiente normale per questi operatori serbi.

La Serbia ha una lunga tradizione di formazioni per forme di conflitto non convenzionali. L’esercito serbo (Vojska Srbije-VS) ora prosegue questa tradizione che risale alle azioni che la guerriglia serba compiva contro vari invasori, nel corso della storia. Essi furono tra i primi ad essere investiti dall’avanzata ottomana in Europa che rimase in Serbia per cinque secoli. In quell’epoca i serbi, per difendersi, crearono delle unità molto mobili di 100 elementi, le cosidette ”cete”: da qui derivò l’appellativo “cetnici”, che significa appunto “guerriglieri serbi”.

Christensen Arms CA-15 Recon Tungsten: di tutto, di più

arma Christensen con scatola di munizioni Hornady per operatore forze di sicurezza
“Lighter, stronger, more accurate” (più leggero, più resistente, più preciso), questo il motto che ispira Christensen Arms. Le sue realizzazioni lo rispettano pienamente.

Se un grande classico del settore militare e un'azienda che fa della ricerca dell'eccellenza un punto di principio si incontrano, non può che nascere qualcosa d’interessante. La conferma arriva dalla carabina semiautomatica Christensen Arms CA-15 Recon che, pur ispirandosi all'arma d'assalto delle forze armate statunitensi, centra nuovi obiettivi nel settore civile più esigente

T.O.R.S.S. EXPERIENCE – In azione sotto Stress Fire

Operatore di Wolf Tactical con AK
In azione con il più vecchio (e letale) fucile d’assalto del mondo.

Il Tiro Operativo differisce sostanzialmente dal classico “tiro in poligono” o dal “tiro dinamico” che sono specialità sportive divertenti (effettuate in condizioni di tranquillità, preparazione e concentrazione)ma che non tengono conto delle condizioni reali (di stress, movimentazione ed ambiente circostante) dove un operatore o un normale cittadino che sia costretto ad utilizzare un’arma per difendere se stesso o gli altri, si troverebbe ad operare. 



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