Tecnica: l’estrazione della pistola dalla fondina

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Lʼestrazione
Lʼimpugnatura a due mani. La mano debole fascia la mano forte

L’estrazione dell’arma dalla fondina è uno dei movimenti più pericolosi da compiere con l’arma. Velocità e sicurezza inizialmente non vanno d’accordo. La sequenza dell’estrazione deve essere  scomposta in vari movimenti, eseguendoli al rallentatore per poi ricomporli in un unico movimento fluido. Non dovremo cercare la velocità, questa arriverà da sé solo quando avremo eliminato i tempi morti, le incertezze e tutti gli errori procedurali dai quali potrebbe derivare un pericolo. Stabilito che l’arma deve essere sempre portata in fondina, senza prendere in esame i pro e i contro di modelli che fanno tanto “detective” ma che spesso rallentano i tempi dell’estrazione, le due alternative che noi consideriamo migliori per portare un'arma, consistono nel tenerla collocata in una fondina esterna posizionata sul fianco, lato forte del nostro corpo, o utilizzare una fondina “inside” posizionata all’interno degli indumenti. In questo caso la fondina sarà posizionata anteriormente tra l’anca e la vita, sempre sul lato forte. La fondina inside è quella che permette di dissimulare meglio l’arma. Questo a discapito della velocità di estrazione rispetto la fondina da fianco. A nostro avviso da sconsigliare fondine ascellari e “cross draw”. Quello che si otterrà in allenamento con questi due sistemi, nella quiete del poligono, potrebbe non essere ripetibile sotto stress e facilmente potremo rischiare, durante le fasi di estrazione, di indirizzare la volata dell’arma verso zone inidonee, di colpire noi stessi o persone innocenti.  

Lʼestrazione
Lʼarma è in asse con l'avambraccio. Non cʼè aria tra lʼelsa e lʼinforcatura della mano

La tecnica dell’estrazione richiede come condizione primaria un’impugnatura corretta.

Se avremo scelto un’arma adatta alla nostra complessione saremo  avvantaggiati.

Armi sub-compact  non vanno d’accordo con mani “oversize”. Chi ha mani piccole, sarà sfavorito se costretto a utilizzare armi d’ordinanza “full size”. Se impugneremo male l’arma, questa non risulterà in asse con il nostro avambraccio, non avremo tempo di effettuare correzioni e una volta puntata, la volata non sarà in direzione del bersaglio con il risultato che i colpi andranno facilmente fuori “sagoma”. Chi può scegliere, dovrà evitare di seguire mode o preferenze dettate dall’estetica e scegliere il modello che si adatta alla propria mano, coniugando autonomia di fuoco, calibro adatto alle necessità e dimensioni che consentano di occultare sufficientemente l’arma. Da tenere presente che i revolver consentono di intervenire sull’impugnatura sostituendo le guancette mentre alcune pistole sono dotate di “back strap”.   

 

L'estrazione
Lʼarma appena estratta potrà essere indirizzata verso il pericolo

Il primo movimento consiste nel raggiungere l’arma con la mano forte che andrà a fasciare l’impugnatura con il dito medio anulare e mignolo. L’inforcatura della mano sarà posta a contatto con l’elsa, evitando di lasciare aria tra mano e arma. Il dito indice sarà tenuto lungo la fondina. Ricordiamo che non stiamo facendo tiro sportivo pertanto la forza applicata sull’impugnatura dovrà essere “consistente”. Il secondo movimento consiste nell’estrazione vera e propria. La mano di supporto sarà tenuta all’altezza dello sterno, pronta  a intercettare la mano forte, non solo per eseguire il tiro a due mani ma anche per evitare di passarla davanti la volata dell’arma e tenerla pronta per altri compiti. Alcuni pseudo istruttori asseriscono che la mano debole, così posizionata, protegga il cuore da eventuali colpi d’arma da fuoco. Evitiamo commenti polemici. L’arma sarà estratta dalla fondina con un movimento congiunto verso l’alto dell’avambraccio e della spalla. Non appena l’arma sarà fuori dalla fondina, questa dovrà essere ruotata sul proprio asse. In questa fase eventuali, quanto sconsigliate, sicure manuali potranno essere disattivate. La rotazione porterà la volata dell’arma, ancora all’altezza del fianco, in direzione del pericolo, consentendo di ingaggiare un avversario posto a distanza ravvicinata. In questa fase il dito indice  potrà entrare in contatto con il grilletto. 

Lʼestrazione
Le dimensioni delle nostre mani hanno fatto optare per lʼimpugnatura più grande in neoprene

Un avversario posto a distanza maggiore, richiederà l’utilizzo dei congegni di mira. Chi è addestrato a sparare con una sola mano, dovrà solamente estendere il braccio, portando l’arma in linea con gli occhi. Il movimento è simile al “diretto” pugilistico. Il tiro a due mani richiederà un ulteriore movimento. Quando l’arma sarà ancora in prossimità dello sterno, la mano debole dovrà intercettare, fasciandola, quella forte. Le mani ora unite saranno indirizzate con un movimento rettilineo verso la minaccia. Un errore comune da evitare, che si commette durante l’estensione delle braccia, è quello di compiere un movimento rotatorio con i polsi che ricorda il lancio della lenza con una canna da pesca. Su come contrastare il rinculo esistono teorie che spiegano come devono essere tenuti i pollici, come deve essere stretta l’arma, sulle percentuali di forza da ripartire tra la mano debole e quella forte, quanto una mano deve tirare e quanto l’altra deve spingere. Ogni espressione numerica è soggettiva. Crediamo che solo un cospicuo e costante allenamento consentirà a ogni tiratore di individuare, in base alla propria forza, come attenuare un certo grado di rinculo, consentendo di tirare in rapida successione tutte le cartucce occorrenti a risolvere il problema, senza perdere precisione.

 

L'estrazione
La tecnica Hackathorn rip, semplice ma funzionale

Si consiglia inoltre di imparare a mirare con i due occhi aperti e di assumere una posizione “combat”. Questa posizione che prevede gambe leggermente flesse e busto leggermente in avanti, somiglia alla guardia del pugile. Da quanto appreso da resoconti di chi ha avuto scontri a fuoco, in quei momenti è istintivo assumere la posizione “combat”: il corpo si contrae e gli occhi rimangono sbarrati verso il pericolo, più per un effetto della paura che dell’allenamento.  

Quanto esposto è più teorico che pratico. Nella realtà non tutto è così semplice. Nessuno garantirà che l’avversario sarà proprio davanti a noi o sia posto a una distanza che consenta di utilizzare i congegni di mira e di estendere le braccia utilizzando le due mani. Spesso l’arma non sarà in una fondina esterna ma dovremo estrarla scansando degli indumenti. Questo è il motivo per cui si deve imparare a sparare soprattutto con una sola mano, anche quella debole. È inutile esercitarsi a effettuare l’estrazione da una fondina portata a vista se poi si dovrà portare l’arma nascosta, oltretutto in una fondina inside. Dovremo imparare a  effettuare l’estrazione scostando il lembo della giacca o sollevando la maglia utilizzando la tecnica  Hackathorn rip che ha preso il nome dal suo ideatore Ken Hackathorn, famoso istruttore di tiro e di arti marziali operante negli USA. 

Lʼestrazione
Le armi dotate di cane esterno dovrebbero essere inserite nella fondina posizionando il pollice sopra il cane

Un momento pericoloso forse più dell’estrazione arriva quando si deve rinfoderare l’arma, specialmente considerando che si è sotto stress. Se avremo armi con cane esterno dovremo fare attenzione a riattivare le sicure per riportare il cane in posizione di riposo o bloccare la catena di scatto come nel caso della 1911, lasciando il cane armato. Armi dotate di doppia azione e cane esterno saranno accompagnate in fondina, tenendo il pollice premuto sul cane, per evitare che questo si armi involontariamente durante l’inserimento. Una buona norma consiste nell’andare sull’attenti per evitare di puntare la volata dell’arma verso le zone inferiori del corpo. Durante questa operazione la mano debole sarà tenuta all’altezza dello sterno. Un'ultima annotazione su una tecnica spesso consigliata da alcuni istruttori che consiste nel rinfoderare l'arma evitando di guardare la fondina. Questo perché  sarebbe più tattico in quel momento non distogliere l'attenzione dall'ambiente. Ci permettiamo di far notare che avendo il sentore di una pur minima minaccia, invece di rimettere l'arma in fondina, noi la terremmo pronta e impugnata. 

Soprattutto se l'arma è portata in una fondina da fianco o inside, celata sotto gli indumenti e aderente al corpo - ma questo vale anche per chi può portare l'arma in bella vista come le FFAA - sarà molto rischioso rimettere l'arma in fondina senza guardare cosa si sta facendo. Il lembo di un capo di vestiario o un laccio, tipo quelli che servono per stringere in vita i giubbotti, potrebbero intercettare il grilletto mentre si reinserisce l'arma. Incidente assicurato. Basta navigare sul web alla ricerca di questi incidenti per scoprire che tali episodi non sono infrequenti. Quindi: occhio!