MOA: il Museo Operazione Avalanche a Eboli.

Il teatro delle operazioni terrestri nell’ambito di Avalanche /valanga), nome in codice della missione.

Il Museo dell’Operazione Avalanche si trova all’ interno del complesso monumentale del XV secolo detto della SS. Trinità in pieno centro a Eboli (SA). L’edificio voluto in origine da papa Bonifacio VIII riveste particolare importanza storica per la sua architettura rinascimentale contenendo tra le altre opere 26 affreschi del pittore Ottavio Paparo (XVI-XVII secolo) dedicati alla vita di San Francesco. In pratica come giustamente afferma Marco Botta, presidente dell’Associazione Sophis, ente fondatore del MOA, ci troviamo in un museo nel museo. Esso ci racconta delle vicende storiche e militari succedute alla fatidica data dell’Armistizio, 8 settembre del 1943, con le battaglie che ci furono da Paestum fino al Valico di Chiunzi, poco prima dell’insurrezione partenopea, passata alla storia come le 4 Giornate di Napoli (27-30 settembre 43). 

Elmetti e distintivi della V Armata USA conservati nelle teche del museo.

Il museo, inaugurato il 9 settembre 2012, dispone di uno spazio multimediale e tridimensionale che attraverso immagini, musiche, video, fotografie e reperti è in grado di raccontare i diversi accadimenti legati agli eventi dell’Operazione Avalanche. L’allestimento statico del Museo, che occupa circa 1.500 m², è improntato, da un lato, alla ricostruzione dell’aspetto militare con armi, divise, cimeli dei quattro eserciti protagonisti dei combattimenti, in buona parte frutto delle varie campagne di scavo intraprese nella zona dei combattimenti; dall’altro, con oggetti della cultura materiale dell’epoca, diari di guerra, documenti ufficiali e scritture private, a rievocare le condizioni di vita, l’immaginario collettivo, gli stili di vita delle comunità campane che furono catapultate al centro del conflitto più cruento della storia dell’umanità. Ma la caratteristica più importante del MOA è quella di non essere solo un museo statico ma di essere il fulcro di una intensa attività culturale e artistica grazie al suo staff organizzativo.

Lo sbarco degli alleati a Salerno

Una MG42 in configurazione pesante con il treppiede Lafette 42. Ogni battaglione della Werhrmacht ne aveva a disposizione 12. Questa mitragliatrice, calibro 7,92 mm Mauser, che ha un’enorme cadenza di fuoco, 1200-1500 colpi al minuto, entrò in servizio nell’esercito tedesco nel 1942.

La zona di sbarco, scelta dalle truppe alleate, fu la fascia costiera, da Maiori ad Agropoli. La forza d’assalto era composta da ben 100 navi e 160.000 soldati. La maggior parte delle truppe sbarcarono nel tratto di costa della Piana del Sele il 9 settembre: gli inglesi a nord della foce del fiume Sele, nella zona Magazzeno, gli americani presso la zona di Paestum a sud della foce del Sele. Le truppe scelte dei due eserciti sbarcarono nella costiera amalfitana e precisamente i Rangers americani a Maiori e i Commandos inglesi a Vietri. Se la resistenza tedesca nei pressi delle zone adiacenti la spiaggia fu pressoché nulla, essa fu molto tenace quando le truppe alleate iniziarono la penetrazione interna: per gli anglo-americani la situazione divenne molto complicata. Nell'arco di due giornate subirono infatti i violenti contrattacchi delle divisioni in affluenza della 10. Armee del tenente generale Heinrich von Vietinghoff, che il feldmaresciallo Albert Kesselring (comandante supremo tedesco per il Mediterraneo) aveva opportunamente concentrato sulle alture dominanti il golfo; i tedeschi  sfruttando il largo varco tra i due corpi d'armata che componevano la 5th Army, coincidente con il fiume Sele, penetrarono all’interno della testa di ponte degli Alleati che furono sul punto di ordinare alle truppe il reimbarco generale che fu sventato solo dall’intervento massiccio  dell’artiglieria navale in supporto che arrestò l’avanzata tedesca.

Solo dopo dieci giorni di aspri combattimenti gli Angloamericani riuscirono a uscire dalla testa di ponte e a riorganizzarsi in vista dell'avanzata finale verso Napoli, porto chiave per i rifornimenti delle truppe Alleate impegnate sul Fronte Italiano. In meno di un mese (dal 9 settembre al 1° ottobre 1943) nelle sole province di Salerno e Napoli furono sganciate più bombe dell’intera guerra d’Etiopia.

Si ringrazia la Direzione del museo per la concessione del materiale audio-visivo

Per informazioni: www.moamuseum.it

Video: Scatti di guerra e tour virtuale