Sospesa dal Consiglio di Stato la sentenza del Tar per il calendario venatorio delle Marche

Torna in vigore fino all'udienza di merito che si terrà a luglio il calendario venatorio approvato dalla Regione Marche e poi modificato dalla sentenza del Tar che aveva accolto il ricorso delle solite sigle animaliste sulle date di chiusura della caccia ad alcune specie di selvatici migratori (tordo bottaccio, tordo sassello, cesena e  beccaccia) decretandone la chiusura anticipata.  Citando il documento dell'ordinanza 99/26 emessa dal Consiglio di stato si legge:

“Ritenuto che l’appello sia assistito da adeguato fumus boni iuris, in quanto la Regione Marche, nel considerare il parere del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale disattendendo in parte qua il parere Ispra, ha assunto una decisione prima facie non illogica né basata su un travisamento dei fatti.

Ritenuto di compensare le spese della presente fase cautelare.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, accoglie l’istanza cautelare e, per l’effetto, sospende l’esecutività della sentenza impugnata.

Fissa l’udienza pubblica del 2 luglio 2026 per la trattazione del merito della controversia.”

La giunta regionale delle Marche quando si è affidata al parere del comitato tecnico-venatorio nazionale disattendendo quello di Ispra ha assunto una decisione non illogica, né che travisa i fatti; quindi accogliendo l'appello di Federcaccia il Consiglio di stato ha deciso di sospendere in via cautelare l'esecutività della sentenza del Tar e rimettere in vigore la versione originaria approvata del calendario venatorio della Regione marche che fissa al 31 gennaio la chiusura della caccia a tordo bottaccio, tordo sassello, cesena e beccaccia.