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Caccia alle pernici nordiche in Lapponia

Nel silenzio delle foreste lapponi, interrotto soltanto dallo scorrere dei ruscelli e dal passo celere dei cani, siamo alla ricerca di uno fra i selvatici più caratteristici del Paleartico Occidentale, la pernice bianca nordica (Lagopus lagopus). 

Il nome del genere, Lagopus, deriva dal greco lagos, che significa Lepre, e pus, che significa piede e si riferisce alle zampe piumate dell'uccello che gli permettono di affrontare il rigido inverno polare.  

Caratteristiche delle pernici nordiche

Pernice bianca nordica.
La pernice bianca nordica muta il colore del piumaggio a seconda delle stagioni, assumendo un perfetto mimetismo con l'habitat in cui vive.

Un selvatico dalla forma compatta e possente, ma indubbiamente elegante ed emozionante al suo palesarsi improvviso con volo repentino fatto di potenti battiti d’ala alternati a planate e cambi di direzione imprevedibili. 

Caratteristica la testa piccola color bruno rossastro, ali rettangolari piuttosto corte e coda nera. Il piumaggio varia in funzione della sottospecie e della stagione. 

Il maschio di Pernice bianca nordica ha piumaggio nuziale con parti superiori, mento, collo e parte alta del petto color rosso bruno barrate e chiazzate di nero; ali e parti inferiori bianche; macchia arancio reniforme sopra gli occhi. 

In inverno il maschio è interamente bianco tranne la coda nera. La femmina è simile al maschio ma con piumaggio estivo più fulvo e più marcatamente barrato. Gli esemplari giovani sono come le femmine.

Cane con pernice
La caccia alle nordiche nei boschi di betulle richiede ai cani completezza ed equilibrio, dalla cerca ampia ma collegata, alla ferma solida fino al recupero spesso difficoltoso nel fitto sottobosco.

Essenzialmente erbivora, la pernice nordica si nutre di eriche, di salici, gemme e virgulti di betulla, bacche e foglie nuove di piante decidue, che trova a terra o sugli alberi. I soggetti giovani si cibano anche di insetti. 

La Pernice bianca nordica è ben distribuita nella penisola finno-scandinava e nella Russia settentrionale. Nella stagione riproduttiva frequenta aree brulle di tundra, brughiere, ericeti e torbiere. Al di fuori della stagione riproduttiva questi selvatici scendono a quote più basse, in aree boschive ed è qui che la caccia assume le sua forma più autentica ed esaltante. Le difese delle pernici aumentano considerevolmente rispetto agli spazi brulli e questi selvatici, come tutti i fasianidi, si contraddistinguono per la tendenza alla fuga di pedina prima dell’arrivo di cani e cacciatori con una velocità di movimento molto elevata. I soggetti isolati soprattutto tendono ad ingannare i cani dalla ferma solida che lasciano al cacciatore la bellezza estetica del momento, privandolo spesso però dell’incontro.

Caccia alle pernici nordiche

Cani a caccia tra i boschi
Nelle fughe di pedina nel bosco, le pernici nordiche costringono i cani a lunghe guidate che tengono i cacciatori con il fiato sospeso fino al momento del frullo sempre a considerevole distanza.

In brigata le pernici mantengono questa strategia difensiva, ma sono leggermente più abbordabili ed è possibile assistere al frullo soprattutto dove la vegetazione è più intricata e queste tendono a sfruttare il proprio mimetismo, oppure al contrario ai limiti di radure nel bosco in cui lo spazio aperto consente loro in pochi battiti d’ala di portarsi rapidamente lontano dall’imminente pericolo. 

Vedere i cani alle prese con questi selvatici è sempre emozionante, data la possibilità di assistere a lunghe ed intricate guidate nel bosco in cui, ogni movimento dà l’impressione di essere sospesi in attesa dello svelarsi di un mistero che rompa improvvisamente il silenzio lasciando spazio ad un’esplosione di colori candidi fra gli alberi. 

Si hanno pochi attimi a disposizione per il tiro, prima che il volo si copra ed il silenzio torni a regnare sovrano sulla foresta. Le rimesse sono spesso imprevedibili e ciò contribuisce al fascino di questa caccia. 

Cacciatore con cane.
La soddisfazione di un'azione svolta correttamente e andata a buon fine premia il duro sacrificio di cani e cacciatori dopo ore di cammino.

A volte le brigate di pernici compiono voli che lasciano lo sguardo del cacciatore perso ed attonito all’orizzonte, in altre occasioni capita di vedere questi selvatici aggirare il margine di una radura per poi piegare velocemente verso il basso e quindi tornare alla fuga di pedina. 

Qui il collegamento e l’intesa fra cane e cacciatore trovano modo e necessità di esprimersi al meglio. 

Ai cani viene richiesta resistenza, avidità nella cerca ma anche l’immancabile equilibrio che deve evitare il frullo anticipato di questi selvatici elusivi e permettere al cacciatore di arrivare a concludere felicemente l’azione. 

Se tutto andrà come sperato, la ricompensa sarà degna della fatica spesa e si avrà la soddisfazione di stringere fra le mani un selvatico che conserva nel proprio piumaggio i colori della terra lappone, impossibile da dimenticare. Buona visione...

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