3.7

Sabatti Saphire Carbon: versioni Tactical e Varmint

La fibra di carbonio è un materiale relativamente recente: fu prodotta per la prima volta nel 1950, la sua prima versione ad alte prestazioni è del 1958 e la stima del costo di produzione, all’epoca, era di dieci milioni di dollari per libbra. Naturalmente, era destinato a scendere. Il primo tessuto in fibra di carbonio risale al 1969 ma solo nel 1976 si giunse ad una fibra a basso costo, di qualità inferiore rispetto ad altri procedimenti ma pur sempre eccellente, ottenuta da pece anisotropica. I singoli filamenti di fibra hanno un diametro di 5-8 micron (millesimi di millimetro), circa un decimo di un capello umano che pur con un’elevata variabilità ha un diametro medio di 70 micron.

Lato sinistro della carabina Sabatti Saphire Carbon Tactical
Sabatti Saphire Carbon versione Tactical lato sinistro
Lato sinistro della carabina Sabatti Saphire Carbon Varmint
Sabatti Saphire Carbon versione Varmint lato sinistro

La fibra è leggerissima e si usa per rinforzare i materiali polimerici compositi, utilizzo in cui genera una resistenza elevata, unita a leggerezza, basso costo e - in funzione della trama del tessuto di fibra da immergere nella matrice epossidica - anche una certa piacevolezza estetica. Che non è indispensabile ai fini delle lavorazioni per ottenerne oggetti, ma al contempo non è che il loro essere brutti ne possa migliorare le qualità. La bruttezza delle sculture di un incapace, ancorché sostenuto da galleristi e critici d’arte per motivi di bottega, non fa di esse opere d’arte migliori rispetto a quelle di Giacometti, Arp o Canova.

La fibra di carbonio non teme l’acqua, ha una resistenza meccanica media di circa 500 Kgf per millimetro quadrato contro i 600 Kgf medi del C40, ma in compenso ha un peso di 1.75 chilogrammi per decimetro cubo contro i 7,87 chili di un acciaio C40, materiale con cui fino a pochi decenni fa si facevano le canne dei fucili. È evidente, a questo punto, che si fa avanti la tentazione di realizzare canne ad elevata rigidità, adatte al tiro di precisione o a lunga distanza, in materiale composito costituito da un’anima di acciaio legato (di solito si usa il 38NCD4 o sue variazioni sempre al Ni-Cr-Mo, leghe che consentono spessori più sottili rispetto al “vecchio” C40 a parità di resistenza) inglobata in un rigidissimo cilindro di fibra di carbonio. 

Canne dei fucili Sabatti Saphire Carbon versioni Tactical e Varmint
Le canne partono dallo stesso diametro in culatta, ma la Varmint è più sottile in volata.

Sabatti Saphire Carbon Tactical e Varmint: carabine per il tiro e la caccia

È quello che hanno fatto alcuni costruttori, non molti, ed è ciò che ha fatto Sabatti con le canne della carabina Saphire Carbon. Si tratta di una carabina da caccia (versione Varmint) o da caccia e tiro (versione Tactical) che vede una canna in acciaio, realizzata per martellatura a freddo con rigatura multiradiale (un’ideazione Sabatti che presenta numerosi pregi e sulla quale occorrerà dilungarsi, prima o poi. Le cose da dire sono molte e meriteranno uno specifico articolo) del diametro in volata di 16 millimetri. Questa è poi ricoperta da vari strati di fibra di Carbonio fino a un diametro di 28 mm (Tactical) o di 28mm in culatta per ridursi progressivamente a 22mm in volata (Varmint). 

Marchio Sabatti sulla versione Tactical
Il marchio è ben visibile sulla versione Tactical.
Posizione di fuoco del fucile
La posizione di fuoco è contraddistinta da un visibile punto rosso.

Naturalmente la leggerezza di una canna, per quanto auspicabile da chi caccia in montagna, e la rigidità della stessa auspicabile da chi pratica il tiro di precisione, sono qualità necessarie ma non sufficienti. Occorre che sia leggera anche l’azione, e qui incominciano vari problemi che alla fine si riducono ad uno solo, che consiste nella differenza dei materiali. Infatti l’azione è in lega leggera, in questo caso trattandosi di Ergal 55, una lega di Al-Zn-Mg-Cu spesso impiegata in strutture fortemente sollecitate, che consente buona anodizzabilità dura e ha un limite di snervamento piuttosto elevato, pari a 500-510 N/mm2. Per contro l’otturatore, o almeno la sua testina, è in acciaio. I due materiali hanno durezze diverse e se sfregano tra loro il più duro consuma velocemente l’altro. E se è possibile far chiudere l’otturatore nella canna, questo non contribuisce alla riduzione dei costi. Inoltre, resta il problema dell’estrazione primaria. C’è chi la fa creando una pista a camme che le alette dell’otturatore devono percorrere sia in chiusura sia in apertura.

Otturatore Sabatti Saphire Carbon 
L’otturatore estratto dall’arma. Visibile la pista con l’elemento obliquo per l’estrazione primaria.
Percussore del Sabatti Saphire Carbon
Il percussore non può ruotare nella sua sede, a tutto vantaggio della regolarità dello scatto.
Otturatore Sabatti Saphire Carbon 
L’otturatore a tre alette ha una rotazione di solo 60 gradi.
Testina Sabatti Saphire Carbon 
La testina è intercambiabile. La spina che la tiene in sede è forata per il passaggio del percussore.

Funziona, ma in ragione della lunghezza della manetta e del rapporto tra essa e il diametro dell’otturatore in corrispondenza delle alette potrebbe consentire, per un principio analogo a quello dell’argano, anche chiusure che sarebbe bene non effettuare, magari con cartucce un po’ troppo lunghe fino a uno head space leggermente negativo, comportando un aumento delle pressioni che non può essere calcolato a priori. Conseguenze, in questo caso: canne che si consumano prima, canne che scaldano troppo e precisione che diventa aleatoria. I materiali moderni escluderebbero preoccupazioni sulla sicurezza, ma non si sa mai. Altri realizzano l’estrazione primaria da parte del corpo dell’otturatore, in cui è ricavata una camma. Se lavora direttamente sull’alluminio questo si può anodizzare per indurirlo, ma si tratta di un rattoppo più che di una soluzione. Funziona, ma non si sa quanto duri benché una visione meramente commerciale porti ad escludere che nella vita del cacciatore si spari un numero così elevato di colpi da far emergere il problema. Emanuele Sabatti non ha ragionato da venditore ma l’ha vista da ingegnere. Questo vuol dire che nell’azione è inserito un elemento di acciaio, largamente supportato per non dare mai origine a giochi, dal quale sporge un piolo, avvitato dal di sotto nell’elemento di acciaio. Questo piolo lavora nella camma realizzata nel corpo dell’otturatore e genera l’estrazione primaria; il profilo della camma non agevolerà la chiusura su una cartuccia troppo lunga. 

Zigrino sulla pistola del thumb-hole della versione Varmint
Di tipo tradizionale lo zigrino sulla pistola del thumb-hole.
Zigrino della versione Tactical 
Lo zigrino della versione Tactical è valido anche calzando i guanti.

E torniamo alla canna, che già da sé e in un solo materiale rappresenterebbe un sistema complesso. Allo sparo, infatti, la canna vibra in ben due modi distinti e contemporanei. Uno è una flessione ad arco dell’intera canna, che può avvenire su 360 gradi, l’altro è una flessione sinusoidale ed è quello che interessa ai fini della precisione. Se supponiamo di tracciare una linea orizzontale che rappresenta la posizione mediana della canna, la sinusoide la intersecherà ogni qual volta il senso di oscillazione si inverte. Quest’intersezione, che si chiama nodo, resta immobile mentre il resto della canna si muove elasticamente. Se un nodo è in corrispondenza della volata, a parità delle altre condizioni (caricamento costante, temperatura costante, inserimento corretto della cartuccia in camera, chiusura dell’otturatore normale all’asse della canna e così via) quella canna sarà molto precisa mentre se in corrispondenza della volata vi sarà un punto su un arco della sinusoide la precisione sarà nettamente minore.

Calci delle carabine Sabatti Saphire Carbon versioni Tactical e Varmint
I due calci a confronto.

Ci sono interessanti considerazioni sul posizionamento dei nodi nelle spade e sciabole, ma al momento vanno accantonate perché fuori tema. Il corretto posizionamento del nodo in corrispondenza della volata di una canna dipende da vari fattori, dal diametro della canna al bedding; solitamente la canna flottante si comporta bene ma talvolta un punto di pressione tra canna e calcio provvede alla collocazione corretta. Naturalmente, se siamo in presenza di più materiali, il problema si complica e la complicazione è vieppiù accentuata dalle differenze sia di modulo elastico sia di dilatazione volumica tra i vari materiali. Quest’ultima fa sì che canne molto precise a freddo possano decadere anche con notevole rapidità, entro pochi colpi. Qui il problema è stato risolto dopo una lunga e attenta sperimentazione, durata un buon paio d’anni, calcolando con esattezza i punti di contatto tra i materiali e interponendo nelle lacune appositi materiali di modulo elastico noto tenuti in condizioni di compressione controllata. 

Appoggiaguancia della carabina Sabatti Saphire Carbon Varmint 
La versione Varmint ha regolazione in altezza dell’appoggiaguancia, ma non micrometrica.

So di risultare abbastanza oscuro per il profano, ma se qualcosa in più mi è stato detto fa parte di segreto industriale che ho promesso di non divulgare e la credibilità per cui mi dicono le cose si fonda sull’avere una parola sola. Benché sia di moda avere una sola parola per volta, pronti a cambiarla appena se ne presenti la convenienza, a costo di essere considerato obsoleto ormai sono troppo vecchio per cambiare abitudini.

La canna va unita all’azione. Questo avviene con l’interposizione di un corto cilindro d’acciaio che reca a un’estremità il filetto per avvitarvi la canna e all’altra i recessi che alloggeranno le testine di chiusura dell’otturatore. Il materiale è un acciaio da bonifica cementato, di cui non mi è stata data la composizione chimica. La cementazione è un processo che provoca l’arricchimento superficiale della percentuale di carbonio, per una profondità che va da pochi decimi a un paio di millimetri in funzione della durata del trattamento, senza inficiare la composizione degli strati sottostanti. In pratica, se operiamo su acciai al Carbonio si ottiene la durezza di uno strato di C75-C90 appoggiata indissolubilmente, per compenetrazione, sulla resilienza di un C10-C25. Se l’acciaio è un Ni-Cr-Mo le percentuali di Carbonio cambiano ma la resilienza c’è sempre.

Slitta per ottica montata sul fucile Sabatti Saphire Carbon
La slitta per l’ottica è integrale all’azione.
Manetta del Sabatti Saphire Carbon versione Varmint
Il bulbo forato nella manetta della Varmint. Pochi grammi, ma tutto fa.

Molto meno raffinato di un acciaio damasco ma anche riproducibile in modo costante e molto meno costoso, a parità di risultato. Lo scatto di serie prevede lo Stecher e a richiesta sono disponibili lo scatto Match a tre leve o il nuovo scatto Match a doppio stadio, sul quale non sono in grado di dirvi di più perché non l’ho provato. Ma con la premessa dei due scatti appena citati mi stupirei se non fosse molto buono.

Quello della versione Tactical è derivato dalla Tactical Syn, mentre quello della versione Varmint ha un’astina più piccola e con la parte inferiore piatta per adattarsi anche ad appoggi di emergenza; l’appoggiaguancia della versione Tactical ha regolazioni micrometriche e si può regolare anche in deriva, mentre quello della versione Varmint ha regolazioni più agili. Questo è tutto, per ora. Un amico ha intenzione di acquistarne una se saranno possibili le personalizzazioni che desidera. È un eccellente tiratore che ricarica per la precisione, per cui avremo presto un riscontro obiettivo sul campo. Ma ho avuto in mano le due carabine e credo che il riscontro sul campo potrà dare solo conferme.

Sgancio del caricatore Sabatti Saphire Carbon
Lo sgancio del caricatore è all’interno del guardamano.
Cilindro del Sabatti Saphire Carbon
Cilindro cementato ed elemento posteriore in acciaio.
Alette di chiusura Sabatti Saphire Carbon 
Molto ben eseguita la sede delle tre alette di chiusura.
Elemento per estrazione primaria Sabatti Saphire Carbon
L’elemento posteriore regge il piolo che realizza l’estrazione primaria.

Scheda tecnica Sabatti Saphire Carbon Tactical e Varmint

Costruttore Sabatti // http://www.sabatti.it/
ModelloSaphire Carbon
VariantiTactical e Varmint
Tipocarabine per caccia e tiro (Tactical) e per caccia (Varmint)
Calibro .308 Winchester, vari calibri disponibili
Cannain composito acciaio + carbonio
Animaacciaio, rigata per rotomartellatura a freddo
Diametro dell'anima16 mm in volata
Manicotto in carboniodiametro costante di 28 mm (Tactical) e troncoconico 28-22 mm (Varmint)
Lunghezza della canna66 cm
Otturatorecon testa a tre alette sostituibile 
Rotazione60 gradi
Estrazione primariasu acciaio
Calcioin polimero rinforzato con fibra di vetro cava
Regolazioni dell'appoggiaguanciaaltezza e deriva (Tactical) - altezza (Varmint)
Mire metallicheassenti, slitta Picatinny per ottica
Caricatore prismatico, estraibile 
Capacità3 colpi
Peso4,1 kg (Tactical) - 3,5 kg (Varmint)
Prezzo al pubblico2145 Euro (Tactical) - 1715 Euro (Varmint)
Valuta questo articolo
3.7 (7 valutazioni)
Questo articolo è disponibile anche in queste lingue:
Il corretto e completo funzionamento dei nostri servizi richiede i cookie. Facendo clic sul pulsante [OK], acconsentite al nostro dominio Internet utilizzando i cookie.