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Caccia al capriolo: selezione invernale

Uno degli aspetti più affascinanti ed emozionanti della caccia selettiva al capriolo è senza dubbio l'osservazione, un momento spesso durevole e fondamentale  per la scelta del giusto capo da prelevare, ma altrettanto piacevole per il cacciatore che ha modo di scrutare e scoprire i comportamenti dei selvatici che appassionatamente ricerca. 

Questi splendidi ungulati, soprattutto nel periodo invernale sono visibili in piccoli gruppi (3-5 individui) costituiti dalla femmina con prole, dal maschio adulto e/o giovane e dalla femmina “sottile” (ossia che non ha ancora partorito). 

Ben distribuito e cacciabile nella maggior parte dei paesi europei, il capriolo si è adattato ad ambienti molto diversi; dalle foreste di montagna alle ampie aree agricole, arrivando in molti casi anche a colonizzare aree non vocate alla specie. Qui le popolazioni vengono censite e gestite secondo piani di controllo scientifici e volti a mantenere in equilibrio il numero e la salute dei selvatici.

Nel video in questione ci troviamo nelle campagne marchigiane del centro Italia che caraterizzano i fondovalle appenninici. 

Territori misti costituiti da dolci colline e pianure in cui si alternano boschi a prati naturali e seminativi. 

Siamo al seguito di due selecacciatori a cui sono stati assegnati due capi adulti che scegliamo di cacciare restando appostati alle sommità di alcune colline dalle quali poter avere buona visibilità sui campi in cui i selvatici sostano in pastura nelle prime ore del giorno e al tramonto. 

La caccia all'aspetto impone la massima attenzione al cacciatore che deve curare il proprio mimetismo e soprattutto fare attenzione al piazzamento con vento a favore, in modo da non lasciare tracce del proprio odore in direzione dei selvatici. 

D'altro canto, questa tipologia di caccia consente al cacciatore un tiro meditato e preciso in cui svolgono un ruolo fondamentale la qualità delle ottiche impiegate. 

Le distanze di tiro visti i terreni spogli dei periodi in questione spesso si rivelano impegnative, per questo vanno ponderate attentamente al fine di evitare errori in questa attività che oltre al valore venatorio ha una fondamentale funzione scientifica. 

L'abbattimento deve infatti svolgersi in modo tecnicamente ed eticamente perfetto evitando ferimenti o difficili recuperi dei selvatici. I calibri impiegabili sono diversi solitamente la scelta dei cacciatori ricade sui classici in grado di garantire velocità e precisione, senza compromettere le spoglie di questo bellissimo selvatico dalle dimensioni contenute.

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