Museo delle tradizioni venatorie

Museo delle tradizioni venatorie
Museo delle tradizioni venatorie

Diffondere la cultura delle tradizioni venatorie della Romagna toscana è l’obiettivo dell’Associazione Tradizioni Acquacheta, costituita nel 2007 da un gruppo di persone accomunate dall’amore per il proprio paese e la passione per la caccia. 

Fondata a Rocca San Casciano, piccolo centro dell’Appennino romagnolo a metà strada tra Firenze e la Riviera, l’Associazione si è data subito da fare per valorizzare il territorio, quello della Comunità Montana Acquacheta. Un’area che ha subito la concorrenza delle attrattive delle vicine città ed è stata oggetto di una rapida evoluzione demografica e di una rivoluzione culturale neppure immaginabile un secolo fa: culture e consuetudini che scomparivano, colture tradizionali che venivano soppiantate da altre, la civiltà agricola che andava sfaldandosi, campi abbandonati a se stessi e al ritorno del bosco.

Una rivoluzione sorda, sotterranea, ma non lenta che in un cinquantennio ha stravolto la faccia di queste valli, spopolandole di molti dei loro giovani più intraprendenti.  

Museo delle tradizioni venatorie

Ecco, allora, la necessità di costruire una memoria, una testimonianza non nostalgica che rendesse onore a un passato quasi arcaico, agli uomini e alle loro opere, alla geografia, all’ambiente, alla flora e alla fauna e rendesse disponibili le risorse di questo passato alle nuove generazioni. Quelle sempre meno radicate alla cultura del luogo dove vivono che, però, da questa cultura devono acquisire la propria identità e gli strumenti per vivere il presente e programmare il futuro.

Museo delle tradizioni venatorie

Il passo successivo che l’Associazione ha intrapreso è stato quello dell’allestimento di un’esposizione per la diffusione della cultura delle tradizioni venatorie della Romagna toscana. Con un grosso sforzo organizzativo, la raccolta è stata istituita e ufficialmente aperta al pubblico pochi anni fa.

L’esposizione, visto che per varie ragioni ancora non la si può chiamare museo, è suddivisa in sei sezioni, ciascuna dedicata a un aspetto del comprensorio. 

Museo delle tradizioni venatorie

Le prime stanze parlano della fauna autoctona dell’Appennino e della catena alimentare; tra specie estinte, altre la cui presenza si è ridotta a vantaggio di specie più coerenti ai nuovi habitat, un’ampia collezione ornitologica porta il visitatore a conoscere gli aspetti faunistici del territorio.Le sezioni successive sono più orientate alla caccia e alle attività a essa complementari. 

Attraverso la Stanza del cacciatore e una sezione espressamente dedicata alle forme di caccia tradizionali dell’Appennino, si impara a conoscere quelli che erano gli strumenti utilizzati dai cacciatori che ci hanno preceduto solo di poche generazioni. In un’area dove il contadino coltivava la terra a mezzadria, e non poteva disporre della fauna che viveva sul terreno che aveva in cura, accanto alla caccia tradizionale se ne andarono sviluppando altre meno ortodosse, quali quelle con trappole e lacci, che fornivano una fonte di sostentamento importantissima per l’economia domestica.

Museo delle tradizioni venatorie
Museo delle tradizioni venatorie

I cacciatori più convenzionali, che generalmente provenivano dai ceti più abbienti e si distinguevano per l’impiego della cartuccia, insidiavano invece la lepre e tutte le specie di passo dal capanno, in primis colombacci, tordi, fringuelli. Con l’abbandono dei campi e la riconquista da parte del bosco di ampi spazi un tempo disboscati, hanno preso piede altre forme venatorie che hanno trovato un’ottima corresponsione di gusto tra i cacciatori della zona, in particolare quelle agli ungulati che hanno colonizzato l’area. 

Molto suggestiva è la Stanza del cacciatore dove, recuperando attrezzi e strumenti da cantine e soffitte, si è ricreata con grande attenzione l’ambientazione di un’antica casa rurale romagnola dove la caccia era vissuta come una realtà quotidiana. Le ultime due sezioni dell’esposizione sono dedicate alle altre attività tradizionali della comunità: quelle lavorative, che comprendevano la coltura dell’uva e del grano e le piccole attività siderurgiche del fabbro, e quelle che costituivano lo svago degli abitanti dell’Appennino, in testa alle quali è la banda, che fino a non molto tempo addietro era ancora considerata un importante momento di aggregazione oltre che di intrattenimento.

Museo delle tradizioni venatorie

In considerazione del fatto che questa raccolta non vuole semplicemente celebrare un mondo che non c’è più ma coinvolgere i giovani a conoscere il loro territorio, l’esposizione dedica una sezione alle attività didattiche e l’Associazione investe molte energie in progetti formativi di divulgazione nei quali sono coinvolte le scolaresche. Si affianca a completare questa attività educativa la pubblicazione semestrale de I quaderni del museo, il primo dei quali è stato dedicato a detti ed espressioni dialettali del territorio, il secondo ai racconti di quattro generazioni di cacciatori e il terzo, in uscita, alla gastronomia dell’area con un occhio di riguardo alla selvaggina.

Accanto alla bella collezione ornitologica, che l’acquisizione da parte dell’esposizione permanente ha reso fruibile a un vasto pubblico, le tradizioni rurali e venatorie oggetto del percorso espositivo sono illustrate mediante documenti, fotografie, vecchie cartucce, trappole, gabbie per richiami, strumenti agricoli e tutti quegli oggetti che costituivano la quotidianità degli abitanti dell’Appennino fino agli anni del boom economico.

Per completare la realizzazione dei suoi scopi istituzionali, inoltre, l’Associazione Tradizioni Acquacheta organizza varie attività sportive secondo le direttive della FIDASC (Federazione Italiana Discipline con Armi Sportive da Caccia) e gestisce un campo di tiro permanente per l’addestramento pratico e il miglioramento della professionalità dei cacciatori del comprensorio. Il campo offre linee di tiro fino alla distanza di 200 metri in un contesto boschivo e montano di particolare bellezza. 



Per maggiori informazioni:

Luogo: Esposizione permanente delle tradizioni rurali e venatorie, via Cavour 21,

47017  Rocca San Casciano (FC)

Telefono: 0543-951279

L’esposizione è situata nel centro di Rocca San Casciano presso la sede dell’Associazione Tradizioni Acquacheta.

www.comunita-montana-acquacheta.fc.it

www.comune.roccasancasciano.fc.it

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