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Doppietta ad avancarica Pedersoli Waterfowl

Ricordo che mio nonno era solito ricaricare le cartucce del 12 alla sera sul tavolo appena sparecchiato. Con alcuni dosatori pesava alla meno peggio polvere e pallini, quindi chiudeva il bossolo di cartone ogni volta più corto per via dell’usura. Ricordo anche che di quelle cartucce ne aveva molta cura e ponderava sempre a lungo prima di spararne una. 

Con l’avvento della plastica e del (forse) benessere economico, invece, al cacciatore moderno non solo è mancato il tempo per ricaricare, ma soprattutto l’essere parsimonioso. 

Un tiro lungo, sporco o comunque con poche probabilità di riuscita, oggi, val la pena di tentarlo: si rischiano solo pochi centesimi. Peccato però che in questo modo si vada a trascurare la vera essenza della caccia, il tempo dedicato alla passione e la cura, quasi maniacale, del proprio oggetto. Con i fucili a polvere nera, al contrario, tutto questo prende forma e la caccia diventa ancora più bella.

A caccia con l'avancarica

Doppietta ad avancarica Pedersoli con starna appena cacciata
La doppietta in cal. 20 della Davide Pedersoli, per quest’occasione a caccia di starne in montagna e con il cane da ferma.

Non è raro che visitando le taverne di paese si scorgano inchiodati ai camini, ormai ruggini e coperti dalla polvere, dei vecchi fucili a polvere nera. 

Oggetti di tempi lontani che richiamano alla memoria le scorribande delle truppe napoleoniche o, chissà, forse asburgiche. 

Preziosi pezzi di storia che, però, nulla hanno a che fare con le armi della Davide Pedersoli, se non il fascino e l’estetica. 

Per quanto riguarda le prestazioni, infatti, le armi a polvere nera – ma di produzione attuale – sono quasi del tutto sovrapponibili a quelle di un fucile a polvere infume; e addirittura è possibile anche omettere quel quasi semplicemente elaborando con calma una dose di ricarica che meglio si adatti al tipo di caccia e al nostro modo di sparare.

Per quanto ci riguarda, noi di all4hunters stavolta abbiamo provato una doppietta ad avancarica in calibro 20 impiegandola nella caccia alle starne in territorio montano con l’ausilio del cane da ferma. L’ambiente è quello tipico della fascia prealpina con ampi pascoli bovini, boschi misti di latifoglie e aghifoglie intervallati da radure più o meno ampie.

Un luogo meraviglioso, a tratti magico, oggi impreziosito da questo fucile e dal suo suono inconfondibile.

La doppietta Pedersoli

L’arma di oggi è una doppietta in calibro 20, modello Waterfowl, completa di tutti i suoi accessori necessari all’utilizzo. Poca roba in realtà. Nelle nostre tasche del gilet alcune provette contenenti la monodose di polvere nera, una fiaschetta con i pallini del 7 ed una manciata di borre e feltrini. Né più né meno di quando ci portiamo dietro le cartucce del 12.

Doppietta Pedersoli Waterfowl
Doppietta Waterfowl ad avancarica con strozzatura CL/***, ideale per la caccia con il cane da ferma.

Anche il caricamento del fucile è molto più veloce di quanto si sia portati a pensare e..scrivere. Il tempo che la nostra setterina Maja faccia un giro attorno alla macchina è sufficiente per far entrare la polvere dalla volata, pressarne sopra la borra, aggiungere i pallini e chiudere il tutto con un cartoncino. Quindi, con i cani a mezza monta in perfetta sicurezza, iniziamo il nostro viaggio nel tempo.

Il cane, beccacciaio da diverse stagioni, per l’occasione indossa un vecchio campanello che mi permette di seguirne i movimenti e, allo stesso tempo, ascoltare i suoni del fucile quando è in ferma sul selvatico.

Nonostante non abbia aggiunto una cinghia per il trasposto, il fucile, con i suoi 3 kg scarsi, è molto bilanciato e si fa ben portare sia quando lo tengo in mano che quando lo appoggio alla spalla. Stessa sensazione di feeling la provo nell’imbracciare simulando il tiro ed è proprio in uno di questi momenti che non sento più il campanello. Maja ha trovato la prima starna.

In un paio di minuti siamo da lei, arretro del tutto entrambi i cani e ci sistemiamo in un punto di vantaggio da dove, cioè, è possibile seguire bene la scena. L’uccello però non tarda a partire e ci coglie in un attimo di distrazione, tanto che con la prima fucilata lo manco del tutto. 

La nube prodotta dalla combustione della polvere nera è piuttosto invasiva e non mi permette di doppiare immediatamente il colpo, mentre il rinculo soffice e delicato mi fa rimanere in linea di mira. Pochi istanti dopo, infatti, non appena il fumo bianco dirada, tiro il secondo colpo che centra in pieno l’uccello in volo. Un gran tiro ed una bellissima soddisfazione. Intanto, mentre aspetto che Maja riporti, ho il tempo di versare nuovamente dentro alle canne le dosi di polvere e pallini. La starna abbattuta però ha qualcosa di diverso, un valore nuovo e del tutto particolare. Lo stesso il tiro, preciso e meditato, proprio come faceva mio nonno.


Per ulteriori informazioni sulla doppietta ad avancarica Waterfowl, visita il sito Davide Pedersoli & C.

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