
Pronostici pienamente rispettati per il lotto 2289, una pistola Korriphila HSP 701 appartenuta al campione tedesco Dieter Krause, nota appunto come “Weltmeisterpistole” (pistola campione del mondo). Partita una base d’asta di 13.000 euro, questa pistola relativamente recente (porta i punzoni di prova del 1997) è stata venduta alla ragguardevole cifra di 36.200 euro, quasi tre volte il prezzo di partenza che già di per sé era elevato. Questa vendita testimonia una tendenza che si è consolidata negli ultimi anni, ovvero lo spostamento dei prezzi da record dal mondo dei fucili fini a quello delle pistole contemporanee. Non è un caso che sul secondo gradino del podio troviamo un’altra pistola moderna, la Kort in calibro 9x19 con numero di matricola P090 (lotto 2306) che avevamo già segnalato nel nostro articolo precedente. Anche in questo caso il prezzo di partenza relativamente alto - 4.800 euro - non ha scoraggiato i collezionisti che se la sono contesa a furia di rilanci. Alla fine, il martello del battitore ha chiuso la gara tra compratori una volta raggiunto il traguardo di 14.800 euro, oltre tre volte la cifra di partenza. Stesso risultato, fatte le debite proporzioni, per la semiautomatica Korriphila HSP 701 “Odin's Eye" interamente realizzata in damasco (lotto 2288). Confermata – o quasi - la “regola del tre”: il prezzo di vendita partiva da 8.000 euro che si sono quasi triplicati. È stata infatti aggiudicata per la bella cifra di 22.000 euro.
Come abbiamo visto, oltre alla rarità oggettiva, un altro fattore che contribuisce ad alzare il valore di qualsiasi oggetto da collezione è il fatto che sia legato in modo dimostrabile a un personaggio famoso. La conferma arriva dal lotto 2310, una pistola Mauser modello C 96 "Conehammer", con calciolo fondina, appartenuta al leggendario archeologo tedesco Robert Koldewey (1855-1925) che scoprì i resti della città di Babilonia, nel moderno Iraq. Per difendersi durante i suoi viaggi nel misterioso oriente, questo vero e proprio Indiana Jones portava con sé questa pistola semiautomatica che presenta marchi molto interessanti. All’interno della guancetta destra troviamo la scritta a inchiostro "1899 22/März Babylon Robert Koldewey 1898 Balbeck", mentre sulla parte esterna è inciso il monogramma "PX" (Chi-Rho), le prime due lettere della parola greca "Christòs", cioè Cristo e il numero "98". La pistola è camerata in calibro 7,63mm Mauser, ha il numero di matricola 5230 e risulta prodotta nel 1898 e bancata con i punzoni di Oberndorf. La pistola è in eccellenti condizioni, accompagnata da un calciolo-fondina in legno e da una lettera di autenticazione. Anche in questo caso il prezzo di partenza è stato ampiamente superato: dalla base di 4.500 euro si è arrivati a 22.000.



Pare quindi che le pistole abbiano spodestato i fucili e le carabine dall’Olimpo delle armi da collezione più desiderate, ma ci sono sempre le eccezioni. Non era difficile prevedere una cifra da capogiro per il lotto 3355, una delle armi più ambite e desiderate dai collezionisti. Stiamo parlando del leggendario drilling Sauer & Sohn M30 “Luftwaffendrilling”, che Hermann Historica offriva completo della sua valigetta originale e conservato in condizioni eccezionali. Questa particolare versione del Drilling M30 fu prodotta da J.P. Sauer & Sohn per la Luftwaffe durante la Seconda guerra mondiale. Non era un’arma da combattimento in senso stretto, bensì un’arma di sopravvivenza destinata agli equipaggi tedeschi operanti soprattutto su fronti remoti, come il Nord Africa. L’obiettivo era fornire ai piloti abbattuti un’arma versatile per procurarsi cibo e difendersi in attesa dei soccorsi. Per questo venne adottato il sistema Drilling (tre canne): due lisce in calibro 12 per la caccia a piccoli animali e una rigata in 9,3x74R per selvaggina più grande o difesa personale. Il prezzo di partenza era di 12.000 euro, ma il collezionista che se lo è aggiudicato è stato disposto a spenderne 17.800 e a nostro pare se l’è ancora cavata bene.

La vera sorpresa è anche un’ulteriore conferma del grande interesse di cui godono in questo momento le armi ex ordinanza della Seconda guerra mondiale. Il lotto 3356 era una interessante carabina semiautomatica Gewehr 41 in calibro 8x57 JS nella rara variante prodotta dalla Berlin-Lübecker Maschinenfabrik, Lübeck (BLM) con il codice di guerra “duv 43”. Il numero di matricola è 7349d, coerente su tutte le parti e la finitura è integra al 98%. La Gewehr 41 fu una delle prime carabine semiautomatiche adottate dalla Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale e aveva un sistema di apertura ritardata con presa di gas definito “gas trap” che funzionava prelevandolo all’uscita dalla volata. Curiosamente, questo sistema fu inventato da un ingegnere danese che si chiamava Søren H. Bang. Con una base d’asta di 4.500 euro, questa mosca bianca è stata aggiudicata a 17.800 euro, poco meno di quattro volte il prezzo di partenza.
Battaglia serrata anche per le armi bianche e quelle antiche: la Shaska ottomana databile intorno al 1870 che vi avevamo mostrato nella nostra anteprima (lotto 41039 con prezzo di partenza di 6.000 euro è stata battuta per ben 26.000 euro.

Come sempre, dopo la conclusione dell’asta dal vivo, comunque fruibile anche online, ci sarà ancora tempo per fare acquisti a prezzi vantaggiosi. La vendita post asta che durerà fino al 30 giugno permette infatti agli appassionati di cercare ottime occasioni di affari tra i pezzi rimasti invenduti. Potete trovare i cataloghi dell’asta e i risultati completi delle vendite collegandovi al sito di Hermann Historica nella sezione Past Auctions.










