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Pulsar Digisight N960 e N970

La serie di cannocchiali di mira notturni Pulsar Digisight è stata rivoluzionaria nell’introdurre poco più di cinque anni fa la tecnologia digitale sul mercato a prezzi competitivi, utilizzando sensori CCD ‘Prosumer’ di produzione Sony, con prestazioni paragonabili in alcuni casi a quelle di NVD (Nigth Vision Device) basati sui tubi analogici ad intensificazione di luce residua Gen 2, con in più le moltissime funzioni date dalla natura digitale del segnale. 

In effetti, un visore notturno digitale funziona fondamentalmente come una qualsiasi telecamera digitale; un obiettivo mette a fuoco l’immagine su di un sensore CCD e la trasforma in un segnale digitale, elaborato da un processore per poi essere visualizzato su di un display LCD ed eventualmente registrato su di una memoria digitale. 

Nel caso di un cannocchiale di mira notturno digitale, il sensore è monocromatico, ed è fortemente ottimizzato sia per una maggiore sensibilità alla luce in generale che ad una determinata lunghezza d’onda (tra i 600 e gli 850nm), l’immagine è restituita su di un microdisplay attraverso un oculare, oltre ovviamente alla possibilità dell’ottica di essere montata su di un’arma e alla presenza di un reticolo azzerabile.

Cannocchiale su carabina
Il cannocchiale di mira notturno Pulsar Digisight N960 LRF montato su di una carabina semiautomatica M4
Manopola di messa a fuoco Pulsar Digisight
La manopola di messa a fuoco del Pulsar Digisight si trova a nostro avviso forse troppo vicino all'illumantore IR ma è comunque agevole da azionare
Connettori 
Sono presenti due connettori protetti da tappi in gomma per l'uscita video e l'alimentazione da batterie esterne

È da notare la notevole somiglianza concettuale tra un visore termico ed un visore notturno digitale: infatti, le uniche differenze riguardano la natura del sensore e il materiale dell’obiettivo, in Germanio nel visore termico.

I vantaggi di un visore notturno digitale rispetto ad un NVD tradizionale Gen 2 sono il costo inferiore, la possibilità di impiego diurno senza danni, la possibilità di registrare quanto visualizzato, e la gestione di innumerevoli funzioni digitali semplicemente non disponibili in uno strumento analogico basato su di un tubo IL.

Pulsar in questi anni ha migliorato e via via aggiornato la serie Digisight, arrivando di fatto a quella che potremmo definire “terza generazione” di questi strumenti optoelettronici, con i cannocchiali di mira notturni digitali Digisight N960 e N970 che abbiamo ottenuto in prova dal distributore Yukon/Pulsar italiano, Adinolfi S.r.l. di Monza.

Il cannocchiale Digisight della serie 9xx si caratterizza per avere un obbiettivo fisso da 3,5x che, grazie allo zoom digitale, può essere ulteriormente moltiplicato per 2x e 4x, con un ingrandimento risultante di 7x e 14x; è possibile anche avere gli step intermedi.

Una notevole aggiunta dal punto di vista funzionale è l’integrazione, nei modelli Digisight LRF, di un telemetro laser con una portata massima misurabile di 400 metri. La misurazione è visualizzata nell’oculare.

Illuminatore IR su cannocchiale Pulsar
L'illuminatore IR presente sul cannocchiale Pulsar Digisight N960 LRF è basato su di un potente LED infrarosso da 810 nm
Modulo telemetria laser
Il modulo di telemetria laser è montato sul lato sinistro dello strumento e aggiunge un notevole ingombro

Il corpo dello strumento è realizzato in un composito polimerico caricato con fibra di vetro, abbastanza robusto – è possibile usare il cannocchiale con armi che sviluppano fino a 6000 Joule – resistente all’acqua (ma non immergibile), con la possibilità di avvitarci sopra un attacco per il montaggio sull’arma – è incluso un aggancio compatibile Weaver/Picatinny. Due rotaie Picatinny sono presenti sul corpo dell’ottica, una laterale, per la batteria aggiuntiva EPS3 o un registratore video, e una superiore, usabile anche per un mirino a punto rosso come il Docter Sight.

Attacco Picatinny sul cannocchiale Pulsar
L'attacco Picatinny incluso nella maggior parte delle versioni del cannocchiale Pulsar Digisight N9xx può essere montato in tre diverse posizioni
Alimentazione del Pulsar Digisight
L'alimentazione dello strumento è assicurato da quattro batterie stilo AA da 1,5 v; in alternativa, è disponibile un pacco batterie esterno ricaricabile

Le dimensioni sono abbastanza importanti; ad un peso di circa 1,1 Kg si aggiungono ben 112mm di larghezza, 94mm di altezza e 340mm di lunghezza.

La differenza tra il modello 960 e 970 è costituito solamente dalla natura dell’illuminatore ausiliario IR, rispettivamente LED da 810 nm (ancora debolmente visibile ad occhio nudo) e Laser da 915 nm (completamente invisibile ad occhio nudo); entrambe gli illuminatori possono essere regolati su tre diversi livelli di intensità.

L’apparecchio è alimentato da quattro batterie ministilo AA da 1,5V.

Comandi cannocchiale Pulsar Digisight
I comandi principali del cannocchiale Pulsar Digisight: in alto, la manopola di accensione e il pulsante di comando del telemetro, la manopola multifunzione e a destra il pulsante programmabile

Il sensore CCD da ½” di diagonale usato ha una risoluzione reale di 752x582 pixel, e raddoppia la sensibilità alla luce rispetto alla precedente generazione di ottiche Digisight.

Una serie di comandi sono disponibili sullo strumento; una manopola per l’accensione del cannocchiale e dell’illuminatore IR, un pulsante programmabile, un altro pulsante per lo zoom o la misurazione della distanza nel modello LRF, una manopola multifunzione con un pulsante al centro per gestire completamente le funzioni digitali, e una manopola di messa a fuoco per l’obiettivo. Sempre rispetto alla precedente generazione, la serie 9xx offre il 30% in più di campo visivo a parità di ingrandimenti.

Sono anche presenti due connettori per l’uscita video e per l’alimentazione esterna.

Colpisce la mancanza delle torrette; d’altronde, l’azzeramento è interamente gestito in modo digitale. E’ possibile memorizzare i parametri di azzeramento di tre diverse armi o munizioni, e 15 distanze di tiro. Ogni profilo può avere uno qualsiasi degli 11 reticoli diversi disponibili, illuminato in rosso o verde.

Versione con telemetro
La versione con telemetro del cannocchiale Pulsar Digisight ha un notevole ingombro laterale, come si nota dalla vista dall'alto
Pulsar Digisight N960
La versione senza telemetro del Digisight N9xx è molto più compatta e la slitta Picatinny è spostata in avanti

L’oculare offre un’ampia estrazione pupillare (ben 67mm) con una regolazione delle diottrie da – 4 a + 3, e una pupilla di uscita di 6mm. Lo schermo, ovviamente di forma rettangolare, è costituito da un microdisplay OLED da 640x480 pixel a colori; sulla porzione inferiore dello schermo – la ‘barra di stato’ – sono visualizzati i vari parametri di funzionamento (stato della batteria, ingrandimento corrente, opzioni attive, eccetera) mentre la visualizzazione dell’immagine è in bianco e nero.

Modulo LRF
L'ingombro laterale del modulo LRF può limitare la visibilità del tiratore ma si rivela utilissima per calcolare distanze che di notte sarebbe difficilissimo valutare
Posizione testa 
In questa foto si può apprezzare la diversa posizione della testa, con la guancia che non si appoggia alla pala della calcio, che si assume per usare il Digisight

Abbiamo montato il cannocchiale Pulsar Digisight su di una carabina semiautomatica M4 in calibro .223 Remington e su di una carabina da caccia, sempre semiautomatica, Benelli Argo E-Pro in calibro .30-06 Springfield. L’attacco consente tre diversi montaggi sul corpo dell’ottica, per offrire una maggiore possibilità di regolazione. L’altezza del cannocchiale Digisight sull’asse dell’arma è maggiore rispetto ad un’ottica tradizionale, il che costringe a assumere una posizione della testa un po’ sacrificata, specialmente con l’Argo o con altre carabine a ripetizione oridnaria come la Blaser, mentre con lo M4 la differenza è notevolmente minore. Nel caso, e' auspicabile montare un rialzo sulla pala del calcio.

test di tiro Pulsar Digisight N960 e N970
Durante i test di tiro il Pulsar Digisight si è dimostrato piuttosto preciso, nonostante il reticolo 'virtuale' visualizzato sul display

L’azzeramento è quasi geniale, anche se bisogna destreggiarsi tra menu degni di uno smartphone: sparato un solo colpo e mantenendo il reticolo principale sul bersaglio, con l’arma sul rest, basta posizionare il reticolo secondario apparso durante la procedura per azzerare automaticamente il cannocchiale alla distanza desiderata.

La precisione è abbastanza buona, il reticolo (virtuale: è visualizzato direttamente sul microdisplay) rimane di dimensione costante al variare degli ingrandimenti.

Sono disponibili 100 click (+50 e -50) di elevazione e 80 (+40 e -40) di deriva, ogni click vale 17mm a 100m.

Una volta assegnata la funzione di zoom al pulsante programmabile, è possibile passare da 3,5x, a 7x a 14x ad ogni pressione; volendo, si può variare l’ingrandimento in maniera continua (incrementi di 0,1x) selezionando la funzione con la manopola principale e ruotandola, ma è lento e poco pratico.

Telecomando del Pulsar Digisight
Il telecomando del Pulsar Digisight
Telecomando su Benelli Argo
Il telecomando può essere montato, grazie a due strisciette adesive velcrate, sull'astina dell'arma, in questo caso un Benelli Argo

Alcune funzioni degne di nota sono la presenza di un accelerometro per misurare l’inclinazione del cannocchiale e l’angolo di sito, il processore di immagine “SumLight” per migliorare notevolmente la sensibilità in condizioni di scarsissima luce, e la presenza di un telecomando wireless per controllare tutte le funzioni digitali senza dover cambiare l’impugnatura dell’arma.

Abbiamo provato il Pulsar Digisight N960 LRF di giorno e di notte, anche in condizioni di luce difficilissime, utilizzando come riferimento un PVS14 con ottica afocale aggiuntiva 3x. L’esperienza è molto diversa da un NVD tradizionale, ad esempio non esiste l’alone attorno alle sorgenti di luce, ma è facile che una porzione di immagine se troppo illuminata vada in ‘bloom’ e cancelli completamente ogni dettaglio. Spostandosi fuori dall’ambiente urbano, le cose migliorano molto: in campo aperto, con uno spicchio di luna, il Digisight straccia qualsiasi visore notturno che non sia un Gen 2.

Prove di tiro con Pulsar Digisight su carabina M4
Un momento delle prove di tiro diurne effettuate con il Pulsar Digisight N960 LRF, montato su di una carabina semiautomatica M4 in calibro .223

Certo, la risoluzione rimane relativamente limitata; rispetto ad un tubo da 64 lp/mm sarebbe poco più di un terzo, anche se paragoni sono difficilissimi da fare a causa del comportamento completamente diverso del digitale, che cambia anche in funzione della luminosità ambientale. 

Utilizzando l’illuminatore IR, poi, si rimane stupiti dalla portata e chiarezza dell’immagine, tanto da poter azzardare tranquillamente tiri ad oltre 150 metri. Nel sottobosco l’illuminatore diventa assolutamente controproducente, la luce rimbalza vicinissima sulle foglie, ‘accecando’ il sensore. In condizioni di luce stellare, senza IR e con cielo parzialmente coperto, le prestazioni calano paurosamente, ed è necessario riaccendere lo IR. In conclusione, uno strumento davvero sorprendente, dalle prestazioni commisurate al prezzo, soprattutto impiegabile di notte come di giorno (impagabile la possibilità di azzeramento / allenamento diurno!) e abbastanza semplice da usare. Fortemente consigliato.


Per ulteriori informazioni visita il sito Pulsar 

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