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Beretta 92, Colt 1911, Glock 17: prova comparativa

Beretta 92 - Colt 1911 - Glock 17 prova comparativa
La Colt scarica pesa 1.105 g, la Beretta 920 g la Glock 679 g. Si consideri la capienza dei rispettivi caricatori rispettivamente di 7, 15 e 17 cartucce

Beretta serie 92, Colt Government 1911 Model e Glock 17, sono tra le più conosciute e utilizzate nel mondo. Ognuno di questi modelli ha estimatori e detrattori. Le tre pistole impiegano tre organizzazioni meccaniche differenti, tre sistemi di scatto e diversi calibri anche se per il confronto abbiamo scelto il classico .45 ACP e il 9 mm (parabellum o il bizzarro 9x21 utilizzato in Italia).

Il calibro 9 para che, statisticamente ottiene lo stesso valore di one shot stop del .45 ACP, offre un vantaggio di autonomia di fuoco alle pistole che impiegano i caricatori bifilari. Se utilizzati in ambito urbano, particolare attenzione all’energia cinetica posseduta dai due calibri menzionati che, specialmente in configurazione full metal jacket, tendono a non essere trattenuti dal bersaglio e conservando una notevole forza viva, possono provocare danni imprevisti. 

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Colt 1911 in condition one inserita in una fondina Yaqui. Jeff Cooper approverebbe. Bella da vedere ma difficile da occultare

Tralasciamo la storia di queste armi sulle quali sono stati versati fiumi di inchiostro ‒oggi tastiere consumate di computer ‒ per tentare di verificare se, specialmente i due modelli meno recenti, siano ancora in grado di svolgere il loro compito. 

I tre modelli sono pistole full size e trovano il loro impiego elettivo come arma da fianco per le FFAA in fondine esterne e porto a vista. Specialmente nei periodi estivi dimentichiamo di celare una qualsiasi di queste armi sotto gli indumenti a meno che non si voglia utilizzare una fondina inside in modalità appendix carry. Questo sistema, al quale pochi fanno l’abitudine, è l’unico che permette di nascondere l’arma efficacemente. Il porto inside si paga con una scomodità che aumenta in relazione alla lunghezza e spessore dell’arma adottata e si fa sentire specialmente stando seduti.  

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Dall'alto la canna della Glock, al centro quella della Colt con bielletta di collegamento e in basso la canna delle Beretta completa di blocchetto oscillante

Per rispettare l’anzianità iniziamo dalla Colt 1911 calibro .45 ACP. Questa pistola ancora osannata dagli americani, trova estimatori tra i tiratori di tutto il mondo. Sebbene il progetto abbia più di cent’anni, l’arma sembrerebbe non risentirne. Le ragioni sono dovute principalmente alla sua ergonomia che consente un’ottima impugnatura. L’angolazione dell’impugnatura permette un facile allineamento dei congegni di mira, i comandi facilmente raggiungibili e manovrabili ne aumentano la manovrabilità. Insomma una pistola a misura d’uomo che impiega tra l’altro un calibro di tutto rispetto. Spesso sopravvalutato ma ottimo per difesa, il .45 ACP ha delle potenzialità adeguate al compito sempre ricordando che, per quanto riguarda le normali cartucce da arma corta, più che i millimetri e l’energia cinetica, conta il punto d’impatto sul bersaglio animato. Lo scatto della Colt è in sola singola azione. La corsa del grilletto e il riaggancio dei piani di scatto sono molto corti, questo consente di azionare la leva di scatto molto velocemente. 

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Il barilotto della sicura al percussore applicato sulla Colt a partire dagli anni '80

La pistola Colt modello 1911 ha una struttura molto solida realizzata totalmente utilizzando acciaio, i pochi pezzi che la compongono non sono soggetti a rotture se non dopo lungo uso o errate manutenzioni effettuate sulla meccanica. La Colt Government modello 1911 è una pistola semiautomatica ad azione singola con cane esterno, costruita sul classico e affidabile sistema di chiusura Colt a corto rinculo di canna, attuato mediante i tenoni ricavati sulla parte superiore della canna e il cielo del carrello. La chiusura è comandata dalla bielletta fulcrata alla canna e assicurata al fusto tramite il traversino della leva arresto carrello. Negli anni le Colt hanno beneficiato di alcuni miglioramenti. I congegni di mira sono aumentati nelle loro dimensioni, consentendo una rapida acquisizione del bersaglio rispetto a quanto avveniva con le mire di prima generazione. L’arma è stata dotata della sicura automatica al percussore già a partire dagli anni '80. Per aumentare l’affidabilità è stata ridisegnata la finestra d’espulsione e l’imbocco del caricatore, che ora presentano delle leggere svasature. Se tutto è regolato alla perfezione, anche grazie all’ottimo calibro impiegato, la pistola ha una precisione da pistola da tiro e consente delle rosate molto concentrate alla distanza di 25 m. 

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Il piolo che comanda la sicura al percussore. Si noti il tubetto porta molla della sicura che nel tempo tende a separarsi dal fusto

Fin qui sembrerebbe tutto perfetto ma ci sono alcuni aspetti da valutare. Per avere un vantaggio tattico la Colt 1911 (vale per tutte le pistole) dev’essere portata con il colpo in canna. Questo significa che si deve utilizzare il sistema detto “condition one”: colpo in canna, cane armato e sicura inserita. L’utilizzatore deve imparare a effettuare l’estrazione e disattivare la sicura manuale con il pollice, inoltre deve ricordare di riattivare la sicura durante il reinserimento dell’arma in fondina. Per evitare incidenti sotto stress, occorre automatizzare queste manipolazioni con un intenso allenamento. Il caricatore monofilare che riduce lo spessore dell’impugnatura rendendola molto gestibile, a causa del grosso calibro impiegato, contiene solamente 7/8 cartucce, limitando la capacità di fuoco di quest’arma. Le statistiche riportano che gli scontri a fuoco durano pochi secondi e i colpi sparati si contano sulla punta delle dita ma in alcuni frangenti avere una cartuccia in più potrebbe fare la differenza. Per quanto riguarda la meccanica, per ottenere un funzionamento impeccabile, spesso si deve ricorrere a un armaiolo competente che interviene su varie parti dell’arma. Al pari di alcune moto d’epoca un uso prolungato richiede il controllo di alcune parti assemblate sul fusto tramite rivetti o boccole che tendono ad allentarsi. Ultimo ma non per importanza il peso dell’arma che con il caricatore rifornito è molto elevato considerata la ridotta autonomia di fuoco.

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Per evitare malfunzionamenti la Colt necessita spesso della lucidatura delle parti di contatto con la cartuccia

La Beretta serie 92 è una pistola semiautomatica a cane esterno, basata sul sistema di funzionamento a corto rinculo di canna mutuato dalla Walther P38 che si avvale di un blocchetto oscillante comandato da un piolo. Il blocchetto è alloggiato tra due zoccoli situati sotto la canna. Il sistema di scatto misto, consente la doppia e singola azione. Il fusto è realizzato in lega leggera di alluminio detto Ergal. Il caricatore bifilare ha una capacità di 15 cartucce. Queste caratteristiche non comuni all’epoca della presentazione dell’arma, ne hanno decretato un enorme successo tanto da essere stata adottata dalle Forze Armate americane e molti altri eserciti e corpi di polizia nel resto del mondo. 

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Uno dei segreti dell'affidabilità della Beretta 92 è la presentazione della cartuccia in asse con la canna

Le pistole Beretta della serie 92 conservano il design inconfondibile della casa gardonese caratterizzate dalla canna scoperta. 

La Beretta 92 è famosa per la sua affidabilità. Non richiede interventi dell’armaiolo e può essere utilizzata tranquillamente appena tirata fuori dalla scatola senza dare problemi di sorta. La presentazione della cartuccia praticamente in asse con la canna e il carrello dotato di un’ampia fresatura superiore, rendono l’arma esente da inceppamenti. Il sistema di chiusura a blocchetto oscillante, durante il ciclo di sparo, consente alla canna di rimanere in asse con il carrello, eliminando in certa misura il rilevamento. Rispetto alla più anziana Colt 1911, il caricatore bifilare della Beretta serie 92, unito al calibro di minore diametro utilizzato, fa ottenere un’autonomia di fuoco di tutto rispetto, in grado di trarre d’impaccio da diverse situazioni. L’ottima realizzazione meccanica, unita ai congegni di mira ben proporzionati, consentono alla Beretta 92 una precisione di tiro eccellente che va oltre quanto richiesto a un’arma da difesa. 

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La conformazione di questa mano non consente di raggiungere correttamente la leva di scatto e richiederebbe di rivolgersi a un altro tipo di arma

Anche la Beretta ha i suoi nei. Uno dei problemi che affliggono le pistole della serie 92 risiede nell’impugnatura dalle dimensioni generose. L’ergonomia della serie 92 mal si adatta a chi, avendo mani medio-piccole, non riesce a impugnare correttamente l’arma e raggiungere la leva di scatto, specialmente se il primo colpo è sparato utilizzando la doppia azione. Voluta per scongiurare la partenza di colpi indesiderati lo scatto in doppia azione è poi vanificato dal porto senza colpo in canna che richiede l’arretramento del carrello, l’armamento del cane e conseguente riduzione del peso di scatto.  In relazione all’esemplare utilizzato, lo scatto in doppia azione delle Beretta serie 92 richiede uno sforzo che può variare tra i 4 e i 6 kg, con una corsa di circa 15 mm. Il grilletto in posizione di riposo dista dalla parte posteriore dell’impugnatura oltre 7cm. Queste misure devono essere considerate al momento della scelta dell’arma. 

Beretta 92 - Colt 1911 - Glock 17 prova comparativa
La sostituzione programmata del blocchetto oscillante evita di arrivare al punto di rottura di questo componente

Un’altra modifica che a nostro avviso andrebbe apportata alla Beretta 92 è individuata nella sicura abbatti cane. Questo dispositivo reso necessario dalla meccanica dell’arma, permette di riportare il cane in posizione di riposo una volta che questo è stato armato a seguito dell’arretramento del carrello. Quando attivata, la leva della sicura abbatti cane rimane abbassata disattivando la catena di scatto. A nostro parere sarebbe opportuno dotare queste pistole della sicura impiegata nella variante modello G che funziona solo da abbatti cane e una volta azionata ritorna automaticamente verso l’alto disattivandosi. In questo modo si avrebbe la sicurezza di riportare il cane in posizione di riposo senza l’inconveniente di attivare inavvertitamente la sicura sotto stress e non riuscire più a sparare. Per quelli che hanno in odio le armi nelle quali il cane non è presente, tipo quelle a percussore lanciato, ricordiamo che è normale vedere durante gli allenamenti – figuriamoci dopo aver avuto un conflitto a fuoco – reinserire in fondina le armi dotate di cane esterno con quest’ultimo pericolosamente armato.  Per evitare problemi meccanici è consigliata la sostituzione del blocchetto oscillante e della molla di recupero dopo circa 5000 colpi. 

Beretta 92 - Colt 1911 - Glock 17a comparison
La sicura abbatti cane della Beretta se attivata rimane inserita. La nostra preferenza va alla sicura applicata sul modello G

L’ultima arrivata, la Glock, beneficia di una serie di semplificazioni e innovazioni tecnologiche che, sebbene a qualcuno ancora fanno storcere il naso, hanno fatto scuola. Oggi molte case si adattano a copiare la meccanica Glock, affannandosi a migliorare il progetto austriaco. 

A oltre 30 anni dalla sua presentazione la Glock non è sicuramente una novità ma l’idea all’epoca è stata senza dubbio geniale. La pistola, oltre a essere una piattaforma da cui ricavare facilmente vari modelli, da full size a sub compact, disponibili in vari calibri, ha un costo ridotto senza che la qualità e l’affidabilità dei materiali venga meno. Poche parti, solo 33, poche rotture. Nessuna sicura manuale, scatto sempre uguale e percussore lanciato, quindi nessun cane da manovrare o controllare durante le manipolazioni. La provvidenziale sicura al percussore e quella che impedisce all’arma di sparare in seguito a cadute, permette il porto con il colpo in canna in piena sicurezza. 

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Notare l'ottima lavorazione interna della canna della Glock e la presentazione quasi in asse con la canna

Il fusto polimerico, che non richiede guancette riportate sull’impugnatura, limita lo spessore del fusto. Anche chi non ha mani medio-grandi riesce a impugnare la Glock senza troppe difficoltà. Il caricatore bifilare del modello 17 in calibro 9 parabellum ha la capacità di ben 17 cartucce. La Glock è una pistola semiautomatica che adotta un semplice ed efficiente sistema a corto rinculo di canna oscillante tipo Browning modificato. Il vincolo tra canna e carrello è effettuato dalla parte posteriore della canna a profilo prismatico che ad arma in chiusura rimane bloccata nella finestra di espulsione. 

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Nella Glock non c'è nulla da manovrare. Notare la piccola leva Hold open, riparata da una palpebra, difficilmente azionabile inavvertitamente

Le pistole dotate di percussore lanciato hanno una resistenze del peso di scatto che partono dai 2,5 kg, fino a superare i 4 kg. Esistono in ogni caso dei kit che permettono di diminuire o aumentare il peso di scatto secondo le proprie esigenze. Come al solito, rispettando le regole di sicurezza, visto che le armi da sole non sparano, per evitare incidenti, basta non mettere il dito sul grilletto se non si vuole sparare e considerare l’arma sempre carica. La Glock è un’arma che può essere utilizzata immediatamente “out of the box”, non richiede nessun tipo di manutenzione o intervento dell’armaiolo. Non dovremmo dirlo ma il sistema Glock, l’abbiamo verificato di persona, anche in virtù dei minimi punti di appoggio tra fusto e carrello assicura un funzionamento continuo dopo migliaia di colpi, senza richiedere nessun tipo di pulizia. Le temute fessurazioni del fusto, peraltro rare, avvengono solamente per ricariche errate di cartucce fatte in casa o si sono verificate in armi che hanno sparato oltre 300.000 colpi. Cifra che non crediamo sia lo standard della massa dei tiratori. 

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La Glock ha una conformazione dell'impugnatura che permette una presa agevole

Periodicamente è consigliata la sostituzione della piccola molla del grilletto, dal costo di pochi centesimi e della molla di recupero. Queste parti possono durare anche oltre 20.000 colpi ma non esiste una regola. Se vogliamo trovare dei difetti alla Glock questi sono due. La tacca di mira che in alcuni esemplari tende a sfilarsi. La soluzione consiste nel bloccare la tacca di mira con un qualsiasi prodotto adeguato (colle o frenafiletti) o procedere con un’eventuale sostituzione con altrettante disponibili sul mercato come upgrade. Il secondo difetto può essere eliminato solo rispettando appieno le norme di sicurezza riguardo l’accertamento dello stato dell’arma. Per lo smontaggio la Glock richiede l’esecuzione dello scatto a secco. Questa è una procedura che se non strettamente necessaria, come appunto in funzione dello smontaggio da campo, non dovrebbe mai essere eseguita perché provoca incidenti. 

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Di facile acquisizione i mirini delle tre pistole. Quello della Colt ha subito delle migliorie negli anni

Per quanto riguarda la durata delle armi si è detto molto su quale sia più resistente tra i vari modelli. Le pistole sono delle macchine termobalistiche che devono sopportare il tormento delle cartucce sparate, con i metalli sottoposti a intenso calore e raffreddamento. Parti che urtano tra loro e molle che si torcono e comprimono. Un errore nella lavorazione di una qualsiasi parte dell’arma  può provocare un cedimento prematuro anche dopo solo pochi colpi come al contrario, un elemento per il quale la vita utile è ipotizzata per un dato periodo continua a lavorare il doppio di quanto statisticamente previsto. Quindi non possiamo sapere se un’arma sia più resistente delle altre ma possiamo affermare che le armi moderne , se ben curate, difficilmente vanno fuori uso in tempi brevi.  

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Le tacche di mira sono ben proporzionate. Un punto a sfavore per quella della Glock che a volte tende a sfilarsi

Al tiro le tre armi si dimostrano molto precise anche se la Colt nel tiro mirato riesce a ottenere qualche punto in più sulle altre due. L’impugnatura vincente è senz’altro quella della vecchia Colt che beneficia delle dimensioni del fusto, conformato per contenere un caricatore monofilare. Anche lo scatto della Colt, in singola azione, è il migliore delle tre. Il rinculo più gestibile è posseduto dalle pistole che impiegano il calibro 9mm, con una leggera preferenza per la Beretta. La Colt, in calibro .45 ACP, può essere domata dopo un lungo affiatamento, specialmente se si utilizzano delle cartucce esuberanti dove i 230 grani della palla si fanno sentire. Per quanto riguarda la velocità di esplosione del primo colpo con estrazione dalla fondina e  svuotamento del caricatore (abbiamo limitato per tutte il rifornimento a 7 cartucce) la Glock, almeno nelle mani del sottoscritto, batte gli altri due modelli. La Colt è rallentata dalla necessaria disattivazione della sicura manuale mentre la Beretta paga la corsa più lunga del grilletto rispetto la pistola austriaca.  

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Nei recenti modelli l'imbocco del fusto della Colt è stato svasato, consentendo un inserimento del caricatore più agevole

La domanda è: la Colt 1911 è un dinosauro sopravvissuto fino ai giorni nostri? Tenuto conto del successo che riscuote ancora oggi sembrerebbe di no. Il sistema Colt è impiegato per armi da tiro e difesa personale. Il calibro .45 ACP, lento e pesante infonde un senso di sicurezza nell’utilizzatore che, una volta impadronito della tecnica di manipolazione e gestione del rinculo, ha a disposizione una pistola ben manovrabile e dotata di uno scatto molto gestibile che può essere portato a pesi persino inferiori al chilo. Specialmente per difesa personale e abitativa la Colt ha ancora molto da dire. A causa del cane esterno, dello scatto in sola singola azione e la sicura manuale che richiede ulteriori e attente manipolazioni, la sconsigliamo a quanti non hanno molto tempo di frequentare il poligono assiduamente. Il peso considerevole della 1911 che a fronte di solo 7 cartucce, raggiunge i 1.360 grammi con caricatore rifornito può essere un problema nel porto prolungato.  

Beretta 92 - Colt 1911 - Glock 17 prova comparativa
La Colt grazie alle alle linee rastremate risulta essere la più occultabile ‒ si fa per dire ‒ delle tre

La Beretta 92, sebbene abbia qualche anno sulle spalle, rimane un’ottima piattaforma che potrebbe essere aggiornata cercando di limitare le dimensioni dell’impugnatura, sostituendo i materiali del fusto, modificando la sicura manuale o rivedendone la meccanica. Alla casa gardonese, senza scomodare disegnatori di automobili, non mancherebbero sicuramente i tecnici in grado di rivedere questi aspetti e ringiovanire un’arma che oggi appare un po’ datata. La sicura abbatti cane, nonostante i suoi problemi, aumenta la sicurezza durante le manipolazioni dell’arma rispetto al sistema Colt e ne fa consigliare l’acquisto ai meno addestrati. La scelta è comunque condizionata dalle dimensioni delle mani del futuro utilizzatore. La Beretta 92 completa di caricatore rifornito con 15 cartucce raggiunge i 1.145 grammi. Non proprio un peso piuma.  

Beretta 92 - Colt 1911 - Glock 17 prova comparativa
I caricatori di diversa capienza delle tre pistole. dalle 7 cartucce della Colt alle 17 della Glock

La Glock, arrivata per ultima, rispetta più degli altri due modelli i moderni dettami tattici. A nostro avviso stacca le altre due per manovrabilità e velocità di messa in opera durante un tiro di risposta. La sicurezza d’impiego per l’operatore sottoposto a stress da combattimento, non richiedendo manipolazioni che comportano ragionamenti, è migliore rispetto le altre due concorrenti. La pistola Glock 17 trova impiego sia in ambito operativo, sia sportivo. Grazie a innumerevoli prodotti che si trovano in commercio, è possibile effettuare l’upgrade dello scatto, dei pochi comandi o dei congegni di mira. Una volta memorizzato che l’arma è sempre carica e che non si deve mettere il dito sul grilletto se non si vuole sparare la Glock è la più tattica delle tre. Il peso ridotto della Glock, che con le 17 cartucce inserite nel caricatore, pesa solo 905 grammi, la fa preferire durante il porto prolungato.

Scheda tecnica della Beretta 92

ProduttoreFabbrica d’armi Pietro Beretta S.P.A.
Via Pietro Beretta, 18
25063 Gardone Valtrompia
Brescia, Italia 
Modello
92/98
Tipologia - sistema di chiusura
Pistola semiautomatica a cane esterno, corto rinculo di canna sistema Walter
Calibro
9mm parabellum o 9x21mm
Canna
Lunghezza 125 mm (4.921)
Alimentazione
Caricatore bifilare capienza 15 cartucce
Sistema di scatto 
Doppia e singola azione
Sicure
Manuale con funzione abbatticane, mezza monta del cane, automatica al percussore
Congegni di mira
Mirino integrale al carrello, tacca di mira  fissa inserita in fresatura a coda di rondine
Materiali e finiture
Carrello acciaio carbonio, fusto in lega di alluminio, guancette in plastica
Lunghezza totale
217 mm (8.5”)  
Peso a vuoto
960 gr (33.86 oz)  
Distanza elsa grilletto Doppia azione
72 mm (2.83”)
Distanza elsa grilletto singola azione
64 mm (2.5”)
Peso di scatto
4,8 Kg (10.58 lb) DA  2,3 Kg (5.07 lb) SA  (modello testato)
Larghezza carrello
28 mm (1.10”)
Larghezza impugnatura 
35 mm  (1.37”)
Corsa del grilletto
20 mm  (0.78”)
Circonferenza impugnatura (min / max)
148 mm / 157 mm   (5.82”/ 6.18)
Riaggancio piani di scatto
5 mm  (0.197”)

Scheda Tecnica della Colt 1911

ProduttoreColt's Manufacturing Company LLC
P.O. Box 1868 Hartford
CT 06144
USA
Modello
1911 Government
Tipologia - sistema di chiusura
Pistola semiautomatica, corto rinculo di canna, sistema Browning
Calibro
.45 ACP
Canna
127 mm (5")
Alimentazione
Caricatore monofilare capacità 7 cartucce
Sistema di scatto 
Singola azione
Sicure
Sicura manuale, dorsale, al percussore, mezza monta del cane
Congegni di mira
Tacca e mirino fissi riportati sul carrello
Materiali e finiture
Fusto e carrello in acciaio al carbonio, guancette in legno di noce
Lunghezza totale
212 mm (8.38”)  
Peso (scarica)
1,134 kg (40 oz)  
Trigger reach
62 mm (2.44”)
Peso di scatto
* 1050 kg (2.315lb)
Larghezza carrello
23,5 mm (0.925”)
Larghezza impugnatura
33 mm (1.299”)
Corsa del grilletto
* 2mm (0.079”) senza collasso di retroscatto
Circonferenza impugnatura (min / max)
135 mm (5.315”)
Corsa riaggancio piani di scatto* 2mm (0.079”)
Note
* la pistola testata è stata preparata dal noto armaiolo   Roberto Dallera - ADC Dallera Custom

Scheda Tecnica della Glock 17

ProduttoreGlock Ges m.b.H.
A-2232 Deutsch Wagram
Austria 
Modello
17
Tipologia - sistema di chiusura
Pistola semiautomatica, corto rinculo di canna, sistema Browning modificato
Calibro
9mm parabellum o 9x21mm
Canna
114 mm (4.48")
Caricatore
Caricatore bifilare capienza 17 cartucce
Sistema di scatto 
Safe action - percussore semilanciato
Sicure
Automatica al percussore e sul grilletto
Congegni di mira
Mirino fisso, tacca di mira fissa o regolabile
Materiali 
Carrello acciaio al carbonio, fusto polimerico 
Lunghezza 
204 mm (8.31”)  
Peso (scarica)
625 gr (22.04 oz)  
Distanza elsa grilletto
70 mm (2.75”)
Peso di scatto
2,5 kg (5,5 lb) 
Larghezza carrello
25 mm (0.98”)
Larghezza impugnatura
29 mm (1.14”)
Corsa del grilletto
6 mm (0.23”)
Circonferenza impugnatura (min / max)
135 mm (5.315”)
Corsa riaggancio piani di scatto144 mm / 155 mm (5.66” / 6.10)
Riaggancio piani di scatto
4mm circa (0.157”)
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