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Morti di pistola e morti di mafia

Un po’ di chiarezza

Nei giorni scorsi la nota trasmissione televisiva “Le Iene” ha trasmesso un servizio del giornalista Matteo Viviani titolato “Quelle armi detenute legalmente che uccidono più della mafia”. Nel servizio in questione veniva evidenziato come alcuni tra gli omicidi più efferati degli ultimi anni siano stati commessi mediante l’utilizzo di armi legalmente detenute.

I dati a cui il giornalista si è attenuto emergono da uno studio condotto dall’Osservatorio permanente sulle armi leggere (Opal). Il primo dato che viene evidenziato e su cui il giornalista Viviani si concentra è il numero di omicidi commessi con armi legalmente detenute nel 2018. Un totale di 51 omicidi. Quelli commessi dalla mafia sarebbero “solo” 19. E fin qui, ci siamo.

Ma col termine “Mafia” l’Osservatorio sulle armi leggere cosa intende esattamente? Intende per caso solo la Mafia propriamente detta e cioè quella siciliana o, altrimenti, intende la criminalità organizzata in generale? Non ci è dato saperlo e perciò il dato appare, già da qui, parziale e poco chiaro.

Ma la mafia uccide solo con la pistola o col fucile? Sarebbe forse più giusto prima di tutto non classificare i morti quando si fanno analisi di questo tipo. Perché Mafia e Camorra non uccidono solo con le pistole, coi mitra, con i fucili. La Mafia e la criminalità organizzata in generale ha ucciso anche interrando rifiuti tossici (Terra dei fuochi a Napoli) o portando al suicidio persone che hanno avuto il coraggio di denunciarne i soprusi e le nefandezze, come l’imprenditore Rocco Greco. La Mafia, signore e signori, non uccide solo con la pistola o col fucile. Uccide in tanti modi diversi. E non uccide solo d’estate.

Non è opportuno, in questa sede, fare elenchi o scalette o snocciolare i nomi. Ma c’è gente che, a causa della Criminalità organizzata si è beccata il cancro perché magari per anni ha mangiato verdure coltivate su terreni dove anni prima erano stati interrati materiali radioattivi, rifiuti industriali. C’è gente che il cancro lo sta ancora combattendo e chi la battaglia l’ha persa.
Perciò, ad avviso di chi scrive,  è troppo semplice dire che la Mafia uccide meno delle pistole legalmente detenute. Troppo troppo semplice.

La ricerca dell’Università “La Sapienza” di Roma

Altro argomento che Le iene hanno deliberatamente deciso di omettere è senza dubbio una importante ricerca condotta dall’Università La Sapienza di Roma sotto la guida del Prof. Paolo De Nardis che, in modo assolutamente puntuale, ha analizzato il rapporto tra gli omicidi commessi e le armi legalmente detenute in un lasso di tempo decennale, cioè negli anni tra il 2007 ed il 2017. Il dato che si è analizzato prende il nome di OALD (Omicidi con Armi legalmente detenute) . Primo dato estremamente interessante è che solo il 5% degli omicidi commessi in questo lasso di tempo è stato commesso con armi legalmente detenute. Una percentuale davvero esigua…

A questo link l’articolo relativo alla ricerca del Prof. De Nardis
https://www.all4shooters.com/it/tiro/legge/sicurezza-e-legalita-le-armi-nelle-case-degli-italiani/

Il porto d’armi non è una mera formalità

Ciò che emerge dal servizio delle iene è che ottenere il porto d’armi, in Italia, sia una mera formalità.

Nulla di più sbagliato.  Si è omesso di dire che, una volta presentata la relativa documentazione per ottenere il porto d’armi al Questore, questo non si accerterà solo della presenza di  eventuali precedenti penali ma andrà a considerare tutti quei fattori che, in qualche modo, faranno si che il soggetto sia da considerare non idoneo al possesso di armi.

Senza voler entrare nel merito della giurisprudenza in materia, per fare un esempio in Italia anche il solo convivere con un soggetto (magari un fratello o un genitore) che ha avuto anche a distanza di anni problemi con la legge potrebbe far scattare il diniego del porto d’armi.

L’impianto normativo italiano in merito al rilascio e rinnovo del porto d’armi è tra i più stringenti al mondo. 

Le nostre conclusioni 

Certamente i controlli nei confronti dei detentori di armi sono necessari. Ma è altrettanto necessario non generalizzare e non fare di tutta l’erba un fascio additando ogni titolare di porto d’armi come un potenziale omicida pronto ad uccidere. Le armi vanno, lo ricordiamo, conservate e custodite per evitare che chi non è titolato ed abilitato al loro maneggio ne entri in possesso. L’osservanza delle normative e delle regole significa garanzia di sicurezza per noi stessi e per la sicurezza degli altri e dei nostri congiunti.
Noi di all4shooters.com esprimiamo la nostra vicinanza a tutti i tiratori, cacciatori, ed appassionati di armi che si sono sentiti ingiustamente sentiti offesi e diffamati dal servizio de Le Iene.


Corrado Maria Petrucci

Consulente Legale

Email:  legalall4shooters@gmail.com  

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