Colt SMG MOD 635 9mm: il nonno di tutti i PCC

Negli ultimi anni il mercato sportivo agonistico ed amatoriale ha visto un crescere esponenziale delle cosiddette PCC o Pistol Caliber Carbine: le carabine in calibro da pistola.

Compatte, leggere e generalmente dotate di ergonomie paragonabili alle versioni in calibri maggiori, permettono di avere un alto consumo di munizioni con costi più contenuti, compatibili con molti poligoni privi di balipedi per munizioni più potenti, hanno spopolato in svariate tipologie, forme, allestimenti e scelte tecniche, quasi tutte basate su di un sistema a chiusura labile a massa adattando receiver, o realizzandone ex novo per diversi standard di caricatori.

Salvo qualche caso sporadico la base di tutti questi progetti deriva dall'impianto AR15, del quale nella maggior parte dei casi ha preso ergonomia, impostazione, comandi e parti - seppur adattate - in modo da sfruttare un’offerta quasi infinita di accessori, nonché una ergonomia ben conosciuta ed apprezzata.

In realtà, la novità delle PCC che tanto hanno avuto successo anche nelle competizioni di tiro dinamico negli ulti anni non sono altro che la veste moderna e sportivizzata di un progetto risalente agli anni 80 della stessa colt, che vide la realizzazione di una SMG basata sulla conosciuta ordinanza americana opportunamente modificata, per offrire una risposta sul mercato locale americano meno costosa alle SMG di oltre oceano (HK mp5 in primis), sfruttando il feeling di un arma già in dotazione, o comunque conosciuta.

Fu così, che dopo folcloristici rabberci e accrocchi meccanici frutto del tipico taglia, salda e incolla che caratterizzava i prototipi dell'epoca nacque il COLT SMG o meglio il COLT SMG MOD 635 calibro 9mm NATO.

L’arma DR-15 Mod. SMG in calibro 9mm è classificata pistola, ed è disponibile sia in versione “comune” che “sportiva”.
Il primo impatto con la DR-15 SMG è sconcertante: se non ci fossero i marchi sul lato sinistro, l’impressione è di avere in mano un vero Colt Mod. 635  

Canna da 10,5 pollici, sistema blow back a chiusura labile senza presa gas, caricatore da 20 o 32 colpi che ricordava molto quello dell'UZI da cui effettivamente derivava, un nuovo otturatore studiato appositamente (ancora oggi alla base degli otturatori dei moderni PCC su base AR/M4) e tutta la panoplia di parti presenti nei magazzini colt e usate sugli svariati modelli sino ad allora prodotti: Lower A1, Upper “slick” primissima versione con un nuovo “gas deflector” applicato alla finestra di espulsione, calcioli estensibili in metallo seconda versione, astina guardamano a 2 gusci tipo 2, spegnifiamma “bird cage”, base del mirino Delta Sight Base spinato tipo A1, un riduttore del bocchettone di alimentazione spinato in maniera non propriamente raffinata al Lower Receiver per ospitare i caricatori in calibro 9 dritti. 

Insomma, il capo progettista Henry “Hank” Tatro, le cui iniziali erano all'inizio del campo matricolare delle prime serie prese alla lettera il fatto di riciclare quanto era disponibile per contenere i costi.

Il risultato fu una carabinetta compatta, di peso abbastanza contenuto con selettore di fuoco a 3 modalità, affidabile e robusta ma soprattutto sufficientemente economica da soddisfare le richieste.

Persino il perno del disconnettore è replicato sul semicastello inferiore (Lower Receiver), ma è solo simulato con una fresatura. Lo scatto è un classico milspec semiautomatico standard.
Il calcio collassabile con calciolo in metallo verniciato è una parte originale dei primi anni 80; anche la cinghia è originale Colt.
Il buffer tube è, come l’originale, a due sole posizioni: aperto e chiuso.
Il bocchettone del caricatore ha un inserto di riduzione – anche questo originale Colt – spinato al lower receiver per il caricatore dritto.

Negli anni il modello 635 ha visto svariati aggiornamenti, o meglio svariate combinazioni di componenti più o meno aggiornati e moderni cercando di restare il più possibile al passo con lo sviluppo delle varie versioni di m16 per mantenerne ergonomia e caratteristiche generali.

Tutt'oggi la Colt ha ha catalogo il nipote del 635 con caratteristiche quasi invariate se non l'impiego di Upper flat top, Lower a2, e componentistica più recente rispetto quella delle prime varianti, tra cui astina e calciatura M4.

Nel corso degli anni venne poi alla luce il modello 639 con pacchetto di scatto a raffica controllata da tre colpi, ed il modello 633 con canna accorciata a 7 pollici ed un sistema di mira semplificato.

Purtroppo, a livello di adozioni ufficiali il 635 non ha propriamente sfondato... per lo meno a livello ufficiale.

Sul lato sinistro troviamo incise a laser i marchi, che in originale erano rullati – ma l’aspetto e i font sono identici. Il seriale comincia con “HT”, le iniziali del progettista Colt Henry Tatro.

A livello militare interno agli USA solo alcuni reparti dello USMC lo hanno utilizzato, un po’ più di fortuna la ha vista a livello di agenzia governative come DEA, DSS , US MARSHAL SERVICE, infine dipartimenti locali di polizia per usi di servizio o controllo in aeroporti e strutture governative ne hanno visto la presenza in inventario.

Nel resto del mondo si sono viste adozioni più o meno limitate da parte di paesi del sud America, dell'area Indo pakistana, e della Malesia.

Nonostante questa nota poco da star il 635 è stato usato piuttosto spesso sul campo ed in azioni dalle agenzie governative sopra citate, comportandosi tutto sommato in maniera più che soddisfacente.

Probabilmente la sua croce più grossa fu proprio caratterizzata da alcune delle caratteristiche che dovevano essere i suoi vantaggi: comandi di un M16 e costruito con parti di M16.

Entrambi molto apprezzati o ben disponibili in USA...ma un po’ meno all'estero.

Nonostante ciò, si è guadagnato un posto di tutto rispetto tra gli appassionati della storia e delle versioni AR15-m16, e degli appassionati delle armi retrò anche per le vicissitudini delle agenzie governative che lo hanno impiegato.

La finestra di espulsione è particolare; lo sportello è tagliato e sull’Upper senza forward assist è montato il deflettore in gomma dura.
La canna è da 10 pollici, con spegnifiamma A1 ma in calibro 9mm; DR-15 la costruisce partendo da un tubo rigato Lothar Walther. Il FSB ha l’attacco per la baionetta come i Colt originali.

Per anni sul mercato civile chi avesse voluto un 635 o un suo clone, o meglio qualcosa che gli assomigliasse vagamente aveva poche opzioni commerciali che lo riproponevano in maniera più o meno fedele. Esisteva il Model R6540, essenzialmente una versione civile ma con le leggi che già imponevano lunghezze di canna di almeno 16” altrimenti si ricadeva nel “buco nero” delle armi NFA e la pochissima disponibilità di esemplari sul mercato, piu spesso erano solo opzioni in calibro 9 che di interesse verso il modello originale non avevano nulla, oppure carabine che mutuavano adattatore, bocchettone e otturatore per offrire una carabinetta cal. 9 su base AR15. In molti casi erano copie delle parti con istallazione plug and play che non sempre erano particolarmente affidabili, cosa che portò man mano quasi a dimenticarsene.

Recentemente, per tutti i feticisti del mondo ar-15 vintage, il marchio italiano DR-15 Custom ha inserito nella sua serie Service Rifle il proprio modello 635, denominato SMG. Come tutti i modelli di questa serie anche lo SMG riproduce con fedeltà maniacale l'arma, parti realizzate apposta, repliche ed in alcuni casi componenti originali, non tralasciando nulla dalla posizione delle spine dei riduttori al tono del trattamento superficiale.

Dr-15 offre sia l'allestimento iniziale con upper slick A1, che versioni più recenti con Upper A3 flat top; l’arma è realizzata su ordinazione dopo aver concordato col cliente tutte le caratteristiche desiderate, il grado di fedeltà storica (certi componenti non piu esistenti saranno realizzati ex novo o modificati per riprodurre attentamente gli originali ) nonché la dotazione di accessori.

Dopo la prova del clone DR-15 Xm177 e2 non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di provare l'esemplare personale del proprietario della DR-15 riproducente un primissima serie modello 635, che ci è stato messo a disposizione per questa prova.

Le parti del DR-15 SMG nello smontaggio di campagna. 
L’interno del Lower Receiver mostra la catena di scatto semiautomatica e le fresature che impediscono l’uso di parti militari proibite…
La canna è ovviamente priva di barrel extension. Il sistema di funzionamento è la classica chiusura labile a massa. 
Il pesante otturatore “blowback” costruito su disegno Colt di primo tipo fedelissimo all’originale.

Il DR-15 Mod. SMG riproduce un Colt 635 prima serie: all'apertura della valigetta a stento avremo detto fosse una replica. Le finiture, i trattamenti, l'aspetto riprendono perfettamente quelle di un arma con un minimo di vissuto, le poche parti polimeriche non sono repliche plasticose orientali ma parti in polimeri rinforzati con fibra come quelli veri. Con la cinghia militare in cordura originale (montata nella maniera corretta…) e pure un cartellino di stoccaggio che riproduce quelli standard d'arsenale, oltre al kit di accessori standard del produttore.

Lo SMG DR-15 in prova riproduce un esemplare della prima serie  con Lower A1 ed Upper “slick” primo tipo con maniglione fisso privo di forward assist e privo di deflettore Brunton, impugnatura e mire metalliche A1, buffer tube Milspec primo tipo a 2 posizioni, calciolo in metallo secondo tipo con finitura anodizzata, astina polimerica con scudi in alluminio, canna da 10,5 pollici passo 1:10 profilo militare ricavata da tubo Lothar Walter, camerato in 9x19 (è disponibile anche in 9x21) il FSB è spinato sulla su canna, spegnifiamma bird cage. Per le foto è stato usato un caricatore colt originale da 32 colpi, ma l'arma è classificata pistola ed è quindi viene fornita con i caricatori da 20, che erano comunque previsti originariamente.

L’astina è in due pezzi in composito con fibra di vetro e scudo anticalore interno, originale Colt dell’epoca.

Il riduttore del bocchettone originale Colt è spinato al Receiver esattamente come l'originale e presenta internamente il bolt catch monolitico lungo Colt e non quello diviso in 2 parti adottato da altri cloni, fonte di problemi di funzionamento.

Internamente l'otturatore un Colt style primo tipo con estrattore tipo 1911, scatto sicura e tutte le minuterie sono Milspec prodotte in USA come anche i Receiver finiti con il classico Colt Grey dell’epoca, e tutti gli accessori. Unica licenza poetica è il trattamento interno alla canna che al posto della cromatura è nitrurata. Degno di nota il gas deflector che riduce la finestra di espulsione, replica esatta del modello in gomma dura pieno della colt, le marcature che per font stile posizione riprendono quelle Colt originali, ed il campo matricolare che parte con le iniziali del progettista come gli originali.

Prova a fuoco DR-15 Mod. SMG in calibro 9x19

Abbiamo provato l’arma con munizioni Fiocchi e RWS-Geco in calibro 9 Luger FMJ.

l'arma risulta ben bilanciata e maneggevole, per chi già ha usato un AR15 non cambia proprio nulla, i comandi sono i medesimi. Le mire metalliche diottra e mirino A1 sono spartane ma funzionali. I caricatori da 20 colpi metallici sono aftermarket USA ma riproducono abbastanza fedelmente i colt originali, si riempiono agevolmente e si inseriscono bene nel bocchettone senza giochi eccessivi. L’otturatore scorre bene e l’alimentazione è fluida e pulita.

La reazione allo sparo, sebbene decisa e secca, non è per nulla fastidiosa, ma risulta ben gestibile e piacevole. Il rilevamento è contenuto. La precisione al tiro è eccellente, a 16m con un minimo di cura si doppiano i colpi in un buco solo, l’espulsione è decisa e pulita. A 50m in appoggio la migliore rosata misura 25mm a centro a centro.

Su oltre 200 colpi tirati in meno di un’ora non abbiamo avuto un solo inceppamento. Anche in serie rapidissime, con cambi caricatore e alla fine l’arma ha finito il caricatore finendo in hold open.

In conclusione, abbiamo iniziato questa prova citando le attuali PCC. Sicuramente il DR-15 SMG risulta meno adatto ad un impiego sportivo che armi progettate appositamente, con accortezze e componenti più specifici, ma non è certamente pensato a quello scopo e non è indirizzato a quell’utilizzo. È una replica magnifica, che abbiamo preso a pretesto per parlare di un’arma che è stata fondamentale per il successo di una intera tipologia di armi, le PCC, ma che di suo ha visto poca gloria purtroppo – forse i tempi non erano giusti. L’arma nella configurazione provata, con  due caricatori, valigetta, accessori e 5 anni di garanzia ha un costo suggerito al pubblico di circa 2700 Euro.


Per maggiori informazioni: www.dr15custom.com