Carabina B&T SPR 223

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Nei primi anni dopo la sua introduzione il calibro .223 Remington, denominazione civile del 5,56x45 Nato, non era considerato un granché sotto il punto di vista della precisione.

Vero che derivava dal .222 Remington che al tempo, e per molti anni a venire, era considerato al top come precisione intrinseca, una cartuccia equilibrata ed in grado di dare ottimi risultati in discipline molto esigenti come il bench rest, ma era altrettanto vero che la munizione militare era nata con il solo scopo di incrementarne esclusivamente la velocità, senza tenere in alcun conto altre doti: nelle idee dei progettisti si desiderava infatti una munizione destinata ad un’arma da utilizzare a raffica per saturare il bersaglio e non certo per colpire con precisione chirurgica.

B&T SPR-223
La volata è incassata in modo da offrire una certa protezione in caso di urto o cadute. La lunga parte cilindrica è riservata al montaggio di accessori

Nel 1975, poi, arrivò il 6PPC, vero re della disciplina del Bench Rest grazie ad una geometria “superquadra” con un bossolo corto e cicciotto, ben diverso dal sottile e lungo 222, in pratica un 30-06 in scala, ed ancor di più diverso dal 223, che con il suo colletto cortissimo e con il corpo ancora più allungato era agli antipodi rispetto al progetto di Pindell e Palmisano: con queste premesse chi mai avrebbe potuto prevedere per il brutto anatroccolo 223 un futuro sui campi da tiro?

Eppure è proprio questo che è successo: al giorno d’oggi il 222 è praticamente scomparso ed il suo posto, a caccia e persino nel tiro di precisione, è stato preso dal 223, anche se in versioni un po’ diverse dall’originale per quanto riguarda palle e passo di rigatura. 

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Il bipiede, di produzione B&T, è snodato e permette di adeguarsi alla conformazione del terreno. Lateralmente il grosso foro entro cui si inserisce l’aggancio rapido della cinghia di trasporto

Il Bench Rest è ancora appannaggio dei calibri PPC o da questi ispirati, ma il 223 è sicuramente il calibro più utilizzato in ambito di tiro di precisione non estremo: come è stato possibile?

La lunga strada che ha portato da un calibro nato per usi militari, progettato per avere un'arma di piccolo calibro che sparasse a raffica con una certa dispersione e che fosse effettivo fino a circa 300 metri, ad una star della precisione è andata di pari passo con l’evoluzione della piattaforma “madre” M16, trasformata, a nostro parere un po’ forzatamente, da un catorcio inaffidabile nell’arma più diffusa al mondo e che oggi risulta a suo agio nei peggiori scenari operativi.

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Sul B&T SPR le slitte Picatinny si sprecano: qui quella che prolunga la già sostanziosa slitta montata sul castello
B&T SPR 223
I marchi del produttore e l’indicazione del modello. In primo piano uno dei tanti agganci Picatinny per il montaggio di accessori

Il successo del 223 ha poi indotto numerosi fabbricanti di grido ad allestire armi in grado di sfruttare appieno le doti delle munizioni moderne e sono così comparse sul mercato civile e di polizia varie proposte che promettono di spremere tutta la precisione possibile, proposte sia di tipo semiautomatico sia di tipo bolt action e tra le queste ultime una delle più moderne e all’avanguardia è una recente realizzazione della svizzera B&T, denominata Special Police Rifle, in sigla SPR.

B&T SPR-223
Vista destra con calcio esteso
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Sulla lunga slitta Picatinny è stato montato un superbo cannocchiale Night Force

Nata nel 1991 per la realizzazione di silenziatori ed altri accessori destinati al mercato militare e di polizia, la B&T si è ben presto fatta un nome come rivenditore di prodotti moderni, come la BT96, propria interpretazione della MP5 civile e militare; poi, nel 2004, la casa elvetica ha fatto il grande passo ed ha intrapreso la costruzione in proprio di armi altrettanto moderne ed innovative, come la versione rivista della pistola mitragliatrice Steyr Tmp, denominata MP9, ed una linea di carabine da sniper in calibro 308 e 338, gli APR, seguita poi da un lanciagranate monocolpo abbastanza tradizionale.

B&T SPR-223
Molto minimale anche la manetta di armamento, semplicemente saldata al corpo dell’otturatore

Sul mercato civile italiano la casa si è presentata con la versione semiauto della sua MP9 e con l’intera linea degli APR, cui si è aggiunto recentemente proprio l’SPR in 223 di cui ci stiamo interessando, carabina che in pratica ripropone la meccanica e le soluzioni tecniche dei fratelli maggiori anche se, come si evidenzia dal nome stesso, è indirizzata al settore delle forze di polizia e, inevitabilmente, ai tiratori civili più esigenti.

Come tutte le proposte della casa elvetica, l’SPR è progettato in modo da essere dotato facilmente di tutti gli accessori possibili e immaginabili e si vede subito che è stato pensato per un impiego tattico operativo da gente che se ne intende.

B&T SPR 223
La leva della sicura manuale, posta a destra sopra il grilletto, presenta tre posizioni. Il suo impiego è comodo e silenzioso
B&T SPR-223
La parte terminale del castello vede, a sinistra, la presenza del pulsante per separare l’otturatore. Notare come la coda di quest’ultimo non sporga dal castello, così come il piccolo indicatore di percussore armato, visibile sotto di essa

Una delle caratteristiche che salta subito all’occhio, comune peraltro alla linea delle carabine di calibro maggiore, è la calciatura, realizzata in lega di alluminio e dotata di pala ripiegabile sul fianco sinistro. E’ evidente che questa struttura ha una valenza eminentemente tattica: nell’uso di polizia un’arma lunga ed ingombrante può risultare di impaccio in varie situazioni, come durante i rapidi spostamenti dell’operatore, magari in ambienti stretti od affollati, e non per niente altri produttori hanno risposto al problema utilizzando canne più corte.

B&T SPR-223
La robusta cerniera per la rotazione della pala del calcio, garanzia di assenza di giochi anche dopo anni di utilizzo

La B&T, al contrario, ha preferito non rinunciare alla massima velocità ottenibile con una canna da ben 26” ma ha ridotto l’ingombro utilizzando appunto una pala ripiegabile. Il sistema utilizzato per realizzarla e la qualità delle lavorazioni fanno sì che a calcio esteso non vi sia il minimo gioco e la calciatura tutta risulti rigida come si conviene ad un’arma da tiro.

Altre particolarità estetiche, apprezzabili fin dal primo sguardo, sono la colorazione della parte anteriore del calcio, una specie di Desert Tan oggi tanto di moda, la lunga canna fluted di elevato spessore, le numerose rotaie Picatinny per il montaggio di ottiche ed altri accessori e, soprattutto, l’elevato livello delle finiture.

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Vista sinistra a calcio esteso 
B&T SPR-223
Il calcio ripiegato sul lato sinistro: in questa posizione non interferisce assolutamente con i comandi della carabina

L’estremità anteriore dell’astina è predisposta per il montaggio di un bipiede e sull’arma in prova abbiamo trovato, di serie, installato un ottimo prodotto della casa, così come della B&T è la comoda cinghia ad aggancio rapido fornita con la carabina; ovviamente, per l’SPR sono poi disponibili altri accessori dedicati come il raccoglibossoli e, ove permesso, vari tipi di silenziatore.

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L’impugnatura UPG della CAA Tactical: la parte anteriore e quelal posteriore sono sostituibili per meglio adattarsi alla mano dell’operatore

Ottima, poi, l’ergonomia dell’impugnatura a pistola della CAA Tactical, il modello UPG dotato di inserti anteriori e posteriori in grado di adattarsi a qualunque tipo di mano e dotato di memory groove.

L’SPR utilizza un moderno caricatore estraibile realizzato in materiale sintetico translucido, capace di dieci cartucce, fissato come si conviene con un dente anteriore ed una comoda leva posteriore, in puro stile AK.

Come detto l’SPR è una carabina di tipo bolt action: cosa si può dire di nuovo in un settore che ha raggiunto la maturità da oltre un secolo? Meccanicamente non molto, ma vi è comunque spazio per soluzioni innovative e, soprattutto, per l’elevata qualità.

B&T SPR-223
Quasi minimale la guardia del grilletto, data da una semplice lamiera piegata

La meccanica della carabina è molto convenzionale: il castello è realizzato in lega leggera ed è esternamente cilindrico, con i due ponti, anteriore e posteriore, della stessa altezza; al suo interno scorre un robusto otturatore a “tutto diametro”, con i tenoni anteriori non sporgenti ma scavati: in questo modo si può avere uno scorrimento veramente molto fluido, ed il tutto con un numero limitato di lavorazioni. 

Inutile dire che lo far muovere in avanti e indietro l’otturatore su questo SPR risulta privo di attriti e incertezze: il castello è in lega leggera resa durissima da un apposito trattamento superficiale mentre, ovviamente, l’otturatore è realizzato in ottimo acciaio ed altrettanto ovviamente la chiusura avviene nel prolungamento, anch’esso in acciaio, della spessa canna.

B&T SPR-223
La pala del calcio è di tipo scheletrato ed è realizzata in alluminio, Per rendere più comodo l’impiego della carabina troviamo questo semplice ma funzionale appoggiaguancia regolabile in altezza

Quest’ultima componente è veramente massiccia e nonostante le profonde scanalature che la percorrono in senso longitudinale ha un peso notevole e condiziona il bilanciamento dell’intera carabina che infatti tende ad appruare.

La volata è protetta mediante una lieve incassata circolare e gli ultimi centimetri sono perfettamente cilindrici e di diametro appena ridotto: questa zona è evidentemente dedicata al montaggio di un eventuale freno di bocca e, ove legale, di uno dei vari “soppressori di suono” che sono il vanto della casa elvetica.

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Vista sinistra con calcio ripiegato
Brugger & Thomet SPR-223
Qui si può apprezzare la semplicità dell’otturatore a tutto diametro, con i tenoni incassati e non sporgenti

La sicura manuale è data da una comoda leva posta appena dietro alla manetta di armamento.

Correttamente sono possibili le classiche tre posizioni, con quella che permette di operare l’otturatore con il sistema di scatto bloccato utile solo per mettere o togliere il colpo in canna, dato che l’arma è dotata di caricatore amovibile e non è necessario far passare in camera tutte le cartucce per scaricarla.

B&T SPR-223
Il caricatore standard ospita dieci colpi di 223 Remington

La foggia della zona posteriore del castello è molto classica, quasi minimale, e ricorda molte altri armi, tra cui la recente Haenel 10 e la classica Sauer 202: l’asta della manetta scorre in una lunga fessura e tutta la coda dell’otturatore rimane all’interno del castello; in questo modo la radice della manetta stessa potrebbe svolgere il ruolo di ulteriore tenone di sicurezza, ma riteniamo che l’arma possegga una chiusura più che esuberante, in grado di reggere sforzi notevolissimi.

La chiusura, infatti, è affidata a tre robusti tenoni frontali, ottenuti asportando materiale nel corpo dell’otturatore a tutto diametro: se si vuole essere precisi, i tenoni sono due e … mezzo, dato che l’estrattore, a gancio tipo Sako, occupa circa la metà di una aletta, ma anche così di acciaio ce n’è in abbondanza.

L’espulsore è il classico pistoncino caricato a molla e quando il percussore è armato dalla coda dell’otturatore sporge l’altrettanto classico indicatore visivo e tattile di arma pronta al fuoco.

B&T SPR-223
La testa dell’otturatore mette in evidenza i tenoni scavati, l’estrattore a gancio e l’epulsore a pistoncino
B&T SPR-223
L’otturatore, pur nella sua semplicità, è realizzato con estrema cura, come d’altra parte tutta la carabina

In definitiva, l’azione di questa carabina non presenta niente di innovativo o particolare, ma i progettisti hanno preferito soluzioni collaudate ed affidabili, senza ricercare a tutti i costi qualcosa di sfizioso o unico: quello che è veramente al top, piuttosto, è la cura della realizzazione e lo studio ergonomico che rendono questa carabina una delle più moderne offerte.

Ovviamente tutta questa cura ha un suo costo, costo che si riflette nel prezzo di vendita al pubblico, alquanto robusto, ma come detto la qualità costruttiva e le soluzioni adottate rendono molto particolare questa interessante carabina svizzera e la qualità, è noto, si paga.