Brisa knives Nessmuk 125, un americano in Finlandia

Nessmuk: iniziamo con lo spiegare in breve l’origine di questo particolare profilo di lama dallo strano nome. La sua nascita è attribuita a George Washington Sears (1821-1890), uno scrittore americano attivo nella seconda metà dell’Ottocento che dalle pagine della rivista Forest and Stream fu di fatto il creatore del concetto di outdoor ricreativo e di ambientalismo in un tempo in cui l’America era ancora un territorio selvaggio e ostile. Uomo dalla corporatura gracile e minata dalla tubercolosi, Sears compensava il fisico fragile con una ferrea volontà che lo portò a compiere numerose esplorazioni in canoa in solitaria, abbracciando e diffondendo lo stile di vita dei nativi americani. Durante la sua gioventù George fece amicizia con un giovane indiano della tribù Narragansett che gli insegnò i segreti della caccia, della pesca e della sopravvivenza. Il ragazzo indiano si chiamava Nessmuk, ovvero “anatra sposa” in lingua algonchina e Sears decise di adottare come pseudonimo il nome dell’amico che gli aveva insegnato tanto. Nel corso della sua attività di divulgatore George scrisse il libro Woodcraft and camping (falegnameria e campeggio) nel quale introdusse con una illustrazione di suo pugno il concetto di “Nessmuk trio” ovvero un set composto da un’accetta bipenne, un coltello a due lame chiudibili e uno a lama fissa, con profilo panciuto, particolarmente adatto per scuoiare gli alci e le renne. In effetti quello ideato da Sears non è altro che una variante del coltello buffalo skinner tradizionalmente con lama da 5 pollici, che veniva usato per scuoiare i bisonti americani. Si trattava di uno strumento diffuso capillarmente nell’America dell’Ottocento, quindi è plausibile che sia servito da ispirazione per il nostro scrittore.

George Sears sosteneva che il set Nessmuk era la migliore combinazione per affrontare la vita all’aria aperta e c’è da credergli. Nel corso degli anni il coltello di tipo Nessmuk ha dimostrato la sua versatilità nelle mani di trapper, cacciatori, cercatori d’oro ed esploratori, diventando un classico della coltelleria americana forse meno conosciuto del Bowie knife e dell’Arkansas toothpick, ma altrettanto iconico.

Impugnatura del Brisa knives Nessmuk 125
L’impugnatura del Brisa Nessmuk è in radica di betulla artica. È disponibile anche con guancette in Micarta di colore verde o nero.

Circa cent’anni dopo, in Finlandia….

Brisa knives nasce in Finlandia dal 1995, frutto della collaborazione di due amici amanti della vita all’aria aperta. Inizialmente il loro obiettivo era quello di costruire lame speciali per i loro pattini da ghiaccio, ma si sa che la passione per i coltelli porta a fare cose strane e belle. Ecco quindi che alla fine degli anni Novanta appare sul mercato il Trapper, il primo coltello marcato Brisa, e il successo arriva in fretta. Negli anni la piccola azienda si trasforma e si espande e oggi non solo produce un buon numero di coltelli chiudibili e a lama fissa, ma distribuisce anche materiali per la costruzione dei coltelli, dalle minuterie alle levigatrici. Nel corso degli anni il catalogo di coltelli Brisa si è espanso andando a comprendere anche un modello con lama Nessmuk, in cui convivono due stili apparentemente tanto lontani nel tempo e nello spazio.

Brisa knives Nessmuk 125 nel suo fodero
Il bel fodero in cuoio che, come nella tradizione scandinava si estende a parte del manico.

Il Nessmuk 125 di Brisa Knives

Brisa knives Nessmuk 125 e dei pomodori
La finitura della lama è abbastanza tirata via, ma questo non impedisce al Nessmuk 125 di tagliare.

Il Nessmuk 125 di Brisa Knives riproduce piuttosto fedelmente il coltello a lama fissa disegnato da George W. Sears, ha quindi una lama panciuta con il dorso concavo, in acciaio al carbonio 80CrV2 lunga 125 millimetri, ovvero cinque pollici e con uno spessore di 3,5 millimetri. La costruzione è di tipo full tang, quindi il coltello è realizzato in un solo pezzo di acciaio, con codolo tagliato seguendo il profilo esterno dell'impugnatura. Per alleggerire l’impugnatura e bilanciare meglio il coltello, nella parte situata sotto le guancette è ricavata una fresatura ovale. Come lo sappiamo senza aver smontato? Semplice, il Nessmuk 125 è venduto anche in kit da montare, e questo ci permette di vedere la lama nuda sul sito del produttore. 

La lama ha una finitura tipicamente scandinava, con i fianchi fosfatati e una affilatura di tipo scandi. Sicuramente è un tipo di lama alla quale l’occhio si deve abituare, ma va considerato che una volta i coltelli servivano a tagliare e non ad appagare il senso estetico dei collezionisti, e in questo caso nulla è concesso all’estetica, almeno per quel che riguarda la lama. La stessa fosfatazione dei fianchi è abbastanza irregolare, ma aggiunge un certo fascino da attrezzo agricolo al Nessmuk. Dove il coltello appaga l’occhio è nell’impugnatura in radica di betulla artica, perfettamente sagomata e fissata al codolo con una coppia di rivetti in ottone. Certo, il Nessmuk 125 è disponibile anche con impugnatura in Micarta nera, o verde, un materiale sicuramente più resistente, ma non altrettanto caldo e affascinante. Non è prevista una guardia, per cui durante i lavori più impegnativi è richiesta una certa attenzione. Il Nessmuk 125 è accompagnato da un bel fodero in cuoio di impostazione scandinava, quindi lascia scoperta solo la metà circa dell’impugnatura. È fatto davvero molto bene e si abbina alla perfezione al coltello. Inoltre, ordinando il coltello attraverso il sito dell’azienda è possibile riceverlo in versione mancina.

Impressioni d’uso del Brisa Nessmuk 125

Brisa knives Nessmuk 125 con accetta CRKT e multilama Wenger Ranger 5
Una interpretazione moderna del Nessmuk trio. Oltre al coltello troviamo l’accetta americana CRKT Jenny Wren Compact e il multilama svizzero Wenger Ranger 5.

Per valutare correttamente il Nessmuk bisogna inquadrarlo nell’ambito del “Trio” concepito da Sears più di 130 fa: egli aveva capito che non esiste un coltello in grado di fare tutto nel migliore dei modi. Sicuramente nelle sue intenzioni lo scopo principale del suo coltello era quello di scuoiare la selvaggina di grossa taglia, come alci, cervi e renne. Per questo compito la lama ricurva del Nessmuk 125 è perfetta, e l’affilatura di tipo scandi conferisce al coltello quella facilità di riaffilatura tipica del Puukko. Nel corso delle nostre prove di taglio abbiamo potuto apprezzare l’eccellente affilatura di fabbrica del Nessmuk 125 e le buone qualità dell’acciaio 80CrV2, solitamente utilizzato per utensili e seghe circolari, e molto amato dai produttori di coltelli scandinavi. Ma non si tratta di un coltello destinato a soli lavori di media intensità: va benissimo anche per tagliare le verdure e affettare il salame. Il Nessmuk 125 non concede nulla alla leziosità: la finitura fosfatata della lama è fin dall’inizio irregolare, ma va bene così perché comunque usando il coltello si segnerà. L’unica concessione all’estetica è la possibilità di acquistarne una versione con radica di betulla particolarmente scelta al prezzo di 125 euro anziché i 99 del modello standard, che comunque non è affatto male. Per concludere, a chi potrà piacere questo insolito coltello ibrido? A me, e a chi come me studia i coltelli in tutte le loro forme, ma anche a chi ama gli oggetti spartani e legati alle grandi foreste del Nord, sia esso quello della vecchia Europa o del nuovo Mondo. Il prezzo richiesto è onesto in rapporto ai materiali impiegati e alla qualità della lavorazione. 


Per saperne di più:www.brisa.fi

Scheda tecnica

ProduttoreNisa knives - Finlandia
ModelloNessmuk 125
Tipocoltello a lama fissa full tang
Impiego tuttofare
Profilo lamaNessmuk
Materiale lamaacciaio al carbonio 80CrV2
Lunghezza lama125 mm
Spessore3,5 mm
Lunghezza totale235 mm
Peso170 grammi
Foderoin cuoio
Prezzo99 euro
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