I fatti. Dopo l’approvazione al senato, il cosiddetto DDL caccia (in verità solo una blanda, microriforma adattativa della 157/92) stava per affrontare il normale iter parlamentare alla Camera dei Deputati, quando per mera finalità politico-elettorale “qualcuno” ha deciso di strumentalizzarlo. Mettendolo quindi sotto ai riflettori per poi costruirci sopra una narrazione non solo “fantasiosa”, ma de facto delirante e menzognera, finendo per scatenare in ogni dove “orde barbariche” di sedicenti “animalisti” che di lì in poi, bava alla bocca verso la caccia e i cacciatori (non aspettavano altro), hanno iniziato una campagna mediatica di denigrazione spaventosa senza precedenti che ha finito per travolgere tutto il mondo rurale.
Riporto per correttezza una compilation di falsità ed invettive fra le più “gettonate” fra post e meme da TSO…
“Doppietta selvaggia”, “decreto sparatutto”, “da ora in poi i cacciatori nelle spiagge in mezzo agli ombrelloni (sic!)”, “strage legalizzata, si passa da 7 (sette?) a 48 specie cacciabili”, “aperta la caccia al lupo (ma quando mai?)”, “caccia nei parchi (quale? Ma se è da prima della 157 che in particolari casi, su richiesta degli enti parco, si effettuano prelievi nei parchi?)”, etc etc..
Poco da dire, ad aprire i social era stato chiaro sin dal primo momento che di lì in poi si sarebbe trattato di una gara a chi la "sparava" più grossa, in un caos granguignolesco di panzane e vere e proprie “patacche” che in forma scritta oppure urlata, ha poi dato il via a una campagna di delegittimazione di un intero comparto fra le più feroci che mai si siano vedute.
La politica insomma – una certa area politica – mentendo ha scatenato “la bestia”. E quella poi, feroce, s’è mangiata il cervello degli animalisti che di lì in avanti, calatisi il mantello da attivista delle cause sceme, si sono tutti trasformati in diffusori virali (cioè, malati) delle peggiori idiozie nei confronti della caccia, dei cacciatori e di tutto quello che poteva emergere in un crescendo rossiniano di isteria da inquisizione, affidata a profili social di sociopatici e povere gattare di ogni genere.
Ignoranti su tutto, ma ricchi di tempo per fare video e pigiare come ossessi sui loro smartphone, solo per sfogarsi calunniando ed offendendo in ogni modo i loro odiati “cacciamerda” (ci chiamano così, facendo in maniera forse infantile di tutta un’erba un… "fascio").
Un delirio!
Un delirio che solo da poco s’è placato, lasciando come sia strascichi davvero gravi in termini di danno d’immagine e rappresentanza culturale, rivelando che, per tutto quello che riguarda la capacità di fare comunicazione del nostro mondo, ancora tanto, tantissimo resta fare.
Ma non tutto.
Gli è infatti che in questo contesto – fra audizioni e consulti tecnici, isterie e frenesia ad alzo solo di bugie – la cabina di regia e le relative associazioni che la compongono, qualche cosa di concreto l’hanno fatto.
Prima, con un documento indirizzato alla Presidenza del Consiglio.
E ora, con un serio quanto accorato appello al Presidente della Repubblica, di cui riportiamo per intero il testo.
La lettera della Cabina di Regia:
Questo è il testo integrale della lettera:
Roma, 29 luglio 2026 - La Cabina di Regia del mondo venatorio italiano (composta da Federcaccia, Enalcaccia, ANLC, ANUUMigratoristi, Arcicaccia e Italcaccia, e dal CNCN - Comitato Nazionale Caccia e Natura) ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sottoporre alla Sua attenzione alcune riflessioni sul dibattito sviluppatosi attorno alle proposte di aggiornamento della legge n. 157 del 1992.
L'iniziativa si inserisce nel percorso istituzionale avviato nelle scorse settimane dalle organizzazioni venatorie, che aveva già visto l'invio di una analoga comunicazione al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione delle istituzioni su un confronto che, nel tempo, ha progressivamente assunto caratteri che travalicano il normale dibattito democratico.
Nella lettera indirizzata al Capo dello Stato, le associazioni evidenziano come il confronto sulla riforma della normativa venatoria sia stato accompagnato dalla diffusione di ricostruzioni inesatte, messaggi fortemente emotivi e vere e proprie fake news, trasformando il dibattito legislativo in una più ampia campagna di delegittimazione dell'attività venatoria e di quanti vivono, lavorano e presidiano quotidianamente il territorio rurale.
Secondo i firmatari, dietro l'opposizione alle modifiche della legge emerge un più ampio tentativo di affermare una concezione esclusivamente contemplativa del rapporto tra uomo e ambiente, nella quale vengono progressivamente negate la funzione gestionale, produttiva e culturale delle attività che caratterizzano il mondo rurale. Una contrapposizione che rischia di alimentare una crescente distanza tra la visione urbana e quella della campagna, marginalizzando una parte importante della società italiana.
La lettera richiama inoltre l'attenzione sul clima di ostilità che si è sviluppato nei confronti dei cacciatori, spesso rappresentati come una minoranza priva di legittimazione sociale solo in ragione della propria consistenza numerica, ricordando invece come il mondo venatorio sia parte integrante della più ampia comunità delle aree interne e rurali, composta da agricoltori, allevatori e da tutti coloro che operano nella gestione concreta del territorio.
Per queste ragioni, la Cabina di Regia chiede al Presidente della Repubblica un autorevole richiamo ai principi del rispetto reciproco, del pluralismo e della piena dignità di ogni componente della società italiana, oltre a una rinnovata attenzione al principio del contraddittorio nell'informazione, in particolare nel servizio pubblico radiotelevisivo.
Con questa ulteriore iniziativa, le associazioni firmatarie confermano la volontà di proseguire un confronto esclusivamente sul piano istituzionale, mantenendo alta l'attenzione sulle questioni che riguardano il futuro dell'attività venatoria, la gestione della fauna selvatica e il riconoscimento del ruolo svolto dal mondo rurale nella tutela e nella conservazione del territorio.”
Componenti della cabina di regia del mondo venatorio:
Federcaccia, Enalcaccia, AnuuMigratoristi, Arcicaccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Italcaccia, CNCN (Comitato Nazionale Caccia Natura).
Conclusioni
Entrambi i documenti, sul piano pratico, spostano poco. Dalla lettera alla Meloni a quella appena riportata inviata al Presidente Mattarella. Pur restando in ogni caso qualcosa in più della semplice testimonianza, visto i contenuti tecnici che le fondano.
Come dicevamo, tuttavia, ancora tanto, tantissimo resta da fare sul piano soprattutto della comunicazione verso l’esterno per far capire sempre più e sempre meglio all’opinione pubblica chi noi siamo.
L’intera vicenda, infatti, svela molte cose e pone serissime domande, che riportiamo in maniera puntuale.
- Con una parte immane dei nostri nemici storici, non si può negoziare. Vanno battuti là dove si fa informazione, là dove poi le cose si decidono davvero.
- Loro sanno fare rete e comunicazione, noi ancora no. Anzi, ora meno di un tempo. E questo è un problema.
- Mentre scrivo, è partita l’ennesima raccolta firme per l’ennesimo referendum che strilla alla chiusura totale della caccia (sì, non parlano più di migliore regolamentazione, parlano di chiudere del tutto la caccia tecnico-sportiva quale è l’odierna). Ok, sarà per certo un fallimento, ma intanto…
Quindi la domanda delle domande: saremo in grado di farci trovare pronti specie in termini di marketing e comunicazione del nostro mondo per le sfide attuali e soprattutto a venire? Perché come ha dimostrato questa vicenda, è su questo terreno che si combatteranno le battaglie di domani.
Saprà legarsi quindi in un unico afflato (finalmente) il mondo rurale nella sua complessità (dalla caccia alla pesca sub, dalla caccia all’agricoltura) creando un fronte unico capace di raccontarsi per quel che, riuscendo pure a contrattaccare civilmente ma come un sol uomo quando necessario colpendo duro e forte?
Einstein diceva: “Fare le stesse cose e sperare in risultati differenti, è il marchio dei cretini”.
Pensate cosa possa significare addirittura continuare a far… nulla!
E allora forza, coraggio e buon lavoro a tutti.










