Danni da ungulati: il punto nel convegno a Siena con Confagricoltura

Da Arcicaccia. I dati, al 30 novembre 2016, sono stati elaborati dall’Atc Siena e presentati  a fine dicembre nel corso del convegno “Caccia e agricoltura, convivenza di norma” organizzato dall’Unione Provinciale Agricoltori di Siena. Il 74% dei danni è stato provocato dai cinghiali, il 18% dai caprioli e il restante 8% da altre specie (daino, cervo, avifauna, storno). “E questa è una stima sui danni effettivamente richiesti, senza considerare la miriade di danni che l’agricoltore non denuncia anche per senso di rassegnazione; raddoppiare questo milione di danni credo sia una stima molto realistica” ha commentato il presidente dell’Unione Agricoltori di Siena, Giuseppe Bicocchi.

All’incontro è intervenuto anche Marco Apollonio, professore dipartimento di zoologia genetica evoluzionistica dell’Università di Sassari, che ha sottolineato: “Una reale collaborazione con il mondo venatorio è l’unica soluzione possibile. Bisognerebbe introdurre dei distretti unici per la caccia al cinghiale e all’interno di questi delle comunità di cacciatori responsabili di queste zone”. Tra i relatori anche il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli che ha evidenziato: “Non possiamo pensare che l’unica soluzione possano essere le recinzioni, specie in una campagna come la nostra!”.

All’incontro è intervenuto anche l’onorevole Luigi Dallai: “Sono emersi dati molto interessanti con carattere di scientificità a partire dai trend decennali di crescita della popolazione degli ungulati; aumentano i danni agli agricoltori così come gli incidenti stradali provocati da fauna selvatica. E’ un problema di cui dobbiamo farci carico rapidamente anche ampliando le modalità di controllo della selvaggina avute finora”.

“Meno leggi e più possibilità di pianificare territorialmente quell’equilibrio che dobbiamo cercare di raggiungere” ha evidenziato Luigi Mastrobuono, direttore generale di Confagricoltura, presente al convegno. “Oggi è emersa la necessità di costruire normative sulla base dei dati scientifici, in alternativa s’incapperebbe solo in burocrazia che a nulla giova” ha concluso il direttore dell’Unione agricoltori Siena, Gianluca Cavicchioli. (Fonte Confagricoltura).

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