Caccia alla lepre 2022: seguite nei boschi

Pochi amici e tante emozioni regalate dai segugi fino alla sudata conquista della lepre. 

Sono sempre a caccia con la mente lungo la strada che collega la mia regione Marche alla vicina Umbria, anche quando la notte è ancora fonda e sono rare le luci che spezzano l’oscurità.  I profili ombrosi delle colline e dei monti coperti dai boschi che si affacciano sulla Valle del Chienti che ben conosco, affollano puntualmente lo sguardo seppur fisso sulla strada, di ricordi, amici, cani e giornate vissute fra il lavoro e la passione. Siamo in viaggio per raggiungere Carlo Generotti e Roberto Catasti che ci aspettano nei pressi del piccolo e accogliente paesino di Sigillo. Tutto è pronto al nostro arrivo alle prime luci del giorno, i segugi, impazienti ma educatamente composti osservano ogni nostro movimento dalla macchina pronti alla partenza. Con la solita calma che contraddistingue questa caccia fatta di pazienza, valutiamo la nostra disposizione sul campo e partiamo ognuno per la posta assegnata con le nostre speranze e i nostri compiti da realizzare per far si che tutto possa essere visibile e condiviso con gli appassionati cinofili che da casa ci scrivono in attesa di vedere il lavoro dei segugi. Il mio ruolo sarà intermedio, vicino all’azione dei cani con la telecamera durante la fase dell’accostamento e pronto a fermarmi in un punto strategico dal quale avere buone possibilità di scorgere, riprendere e infine sparare alla lepre inseguita dalla muta. Facile eh?!

Caccia alla lepre con i segugi italiani

Roberto Catasti, titolare della C&C Hunting omaggia il selvatico al termine della cacciata. 

I tanti anni di lavoro dedicati da Carlo Generotti alla selezione di questi cani sono visibili in ogni momento della caccia, dal collegamento dei segugi con il conduttore, alla concretezza nella risoluzione di falli e depistaggi creati ad arte dalle scaltre lepri che vivono nella valle che stiamo esplorando ai piedi di ripide colline boscose. 

Trascorrono pochi minuti dalla sciolta al reperimento dei primi segnali di presenza della lepre nei prati dove ha trascorso la notte al pascolo. La muta si muove compatta dando voce solo in prossimità di tracce sicure e di una pista fresca da seguire. Un capriolo messo in allarme dal nostro avvicinamento abbandona rapidamente il bosco lasciando indifferenti e concentrati i cani, segno evidente anche questo di una selezione vocata alla esclusiva ricerca della lepre. Il ritmo della canizza cresce e il momento dello scovo sembra imminente. Carlo mi fa cenno di recarmi in cima alla vicina collina che sovrasta la valle per poter guadagnare buona visuale sull’azione di caccia e possibilità di tiro. Dalla sommità della collina seguo il lavoro dei cani che improvvisamente a ridosso del bosco partono all’inseguimento della lepre che non riesco e non riuscirò mai a vedere perché decisa a non abbandonare durante la sua fuga i boschi che evidentemente ben conosce.

Collari Dog Trace distribuiti da C&C Hunting: la tecnologia in ausilio della tradizione

Un lungo lavoro di selezione quello operato da Carlo Generotti negli anni per ottenere segugi italiani dalle qualità venatorie e morfologiche importanti.

I collari Dog Trace ci consentono di seguire anche visivamente dall’applicazione presente nello smartphone le posizioni dei cani che avanzano, tenacemente compatti nella lunga seguita incalzante andando e tornando fra le colline. Roberto condivide con noi partecipanti le posizioni dei cani quando le loro voci sono troppo distanti per essere udibili e il silenzio sembrerebbe essere tornato totale nella valle. È proprio in questi momenti, quando dopo l’enfasi dell’incontro con il selvatico la sfida si fa intensa e sempre più difficile e faticosa che si riconoscono i grandi cani. 

Compagni capaci di far tornare il sole quando già l’ombra del rammarico per un’occasione sfumata sembra prendere il sopravvento. Convinto dopo circa un’ora dallo scovo che la lepre avesse avuto ancora una volta partita vinta, sento come un temporale dapprima lontano e appena percettibile tornare nella nostra direzione quello che sembra un mare in tempesta dove le voci dei segugi che risalgono il crinale del bosco sempre più nitide dicono che non è ancora finita. Uno, due, tre colpi esplosi a valle all’incrocio delle colline fermano il tempo.

Tutti vorrebbero sapere ma nessuno si pronuncia alle radio temendo di conoscere l’esito dei tiri. Forse solo per la necessità di riprendere fiato Carlo ha impiegato quei brevi istanti interminabili prima di esclamare “morto!” con quel tono liberatorio ed emozionato insieme, tipico del cacciatore che conosceva il selvatico che stava aspettando e tanto ha ammirato il suo avversario che lo ha lasciato da vincitore un po' più solo. Si placa la seguita e i cani uggiolano ora festosi intorno alla lepre che Carlo fatica a trasportare verso il punto in cui ci ritroviamo, con la soddisfazione di aver potuto sentire quello che il bosco ci ha impedito di vedere. Una storia di caccia, di uomini e cani si aggiunge alle altre nella memoria, storie di vita vera e vissuta, di amicizie e sentimenti condivisi che torneranno a farmi compagnia lungo la strada per tornare ancora.

Video: Caccia alla lepre 2022, seguite nei boschi

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