Caccia e biodiversità: l’associazione AB si presenta, intervista al presidente C.N.C.N Maurizio Zipponi

Ogni novità può essere interpretata e affrontata con curiosità o sospetto, il secondo aspetto sembrava essere quello prevalente all’indomani della presentazione dell’associazione AB (Agrivenatorie Biodiversitalia ) nuova realtà costituitasi dall’unione di intenti del Comitato Nazionale Caccia e Natura e Coldiretti. L’unione e la collaborazione attiva fra il mondo venatorio e quello agricolo non avrebbe dovuto di per sé destare malumori o meraviglia dato che tale collaborazione fra due mondi vicini e complementari è contemplata e auspicata anche dalla legge quadro 157/92 in merito alla gestione del territorio e i ripristini ambientali. Comprensibile però il sospetto dei cacciatori per la nascita di una ulteriore associazione e un possibile elemento divisivo che si aggiunge alle molte che da decenni dovrebbero difendere e rappresentare i loro diritti, mentre innegabilmente il terreno perso e i limiti imposti alla caccia sono andati aumentando inesorabilmente e senza un motivo scientifico provato. Rivolgendosi alle attività agrivenatorie, la deduzione immediata ha portato a vedere fra gli intenti di AB la promozione della caccia in contesti riservati a favore di una privatizzazione dell’attività venatoria a discapito dell’art. 842 che decreta la libera circolazione dei cacciatori nei fondi privati. Subito smentita questa deduzione nel giorno di presentazione ufficiale dalla nuova associazione, continuava però ad alimentare posizioni contraddittorie fra associazioni e cacciatori fino a spingerci alla decisione di fare chiarezza come richiesto dal pubblico degli appassionati.

Video: l'associazione AB si presenta, intervista al presidente Zipponi


La nostra intervista a Maurizio Zipponi Presidente di C.N.C.N

Il Presidente del Comitato Nazionale Caccia e Natura Maurizio Zipponi

Per dare risposte chiare e concrete ai dubbi dei lettori noi di all4hunters.com abbiamo deciso di partire alla volta di Milano per un incontro con il presidente del Comitato nazionale caccia e natura, uno degli elementi fondatori di AB, Maurizio Zipponi. Facendoci portavoce dei cacciatori, abbiamo voluto conoscere i progetti e le possibili iniziative di AB, trovando nel presidente Zipponi piena disponibilità al confronto. Quello emerso dalle spiegazioni e dagli impegni presupposti è uno scenario diametralmente opposto alle prime deduzioni su AB. La nuova alleanza strategica con Coldiretti, spiega Zipponi, vuole essere una risposta concreta alle necessità della caccia e dell’ambiente in cui questa si svolge; una riqualificazione di questa attività e della figura del cacciatore agli occhi della società che non può essere più rimandabile per garantire un futuro a questa passione. Rivolgendosi al territorio agrosilvopastorale occupato dalle agrivenatorie che rappresenta una percentuale importante di circa il 14% la nuova associazione AB propone il proprio lavoro e sostegno a queste realtà per favorire i ripristini di habitat e condizioni ambientali favorevoli ad un incremento della selvaggina naturale e della biodiversità. Nessuna intenzione, né interesse per la modifica dell’art. 842 e nessun obiettivo di ampliamento delle Agrivenatorie, ma una proposta gestionale migliorata e una tutela ambientale delle stesse.

Dalla temuta proposta di una caccia simile a quella che si svolge in alcune aziende agrituristiche su selvaggina immessa e capi lanciati al momento, alla visione invece di una riqualificazione di queste realtà per favorire una caccia più autentica e una biodiversità che possano essere da esempio per il territorio e riescano a qualificare anche la figura del cacciatore agli occhi di chi non conosce l’attività venatoria. Grazie all’organizzazione capillare sul territorio di Coldiretti e la rappresentanza del mondo venatorio operata da C.N.C.N, l’associazione AB vorrebbe fornire alle agrivenatorie gli strumenti necessari per trovare investimenti e metodi di gestione e ripristino del territorio in cui l’attività positiva svolta dal mondo venatorio e la biodiversità creata siano visibili e comprensibili anche dal mondo esterno, scolastico e scientifico, dando la possibilità a chi non conosce da vicino la natura e il cacciatore di poterne apprezzare le conoscenze e l’operato sul territorio.

La partecipazione già fondamentale dei cacciatori nella gestione e nel contenimento di alcune specie è apprezzata da gran parte della comunità, ma spesso nei tavoli decisivi del ministero dell’agricoltura e dell’ambiente arrivano opinioni diversificate e facilmente attaccabili dagli intenti invece solidi e proibizionisti del mondo anticaccia. AB sottolinea l’importanza di una risposta univoca ai problemi; un’unità di intenti e obiettivi in cui le ragioni del mondo venatorio possano ricevere il giusto ascolto e riconoscimento attivo. ll rischio altrimenti evidente, sottolinea chiaramente Zipponi, è quello di assistere puntualmente a delle trattative che vedono il mondo venatorio costantemente diviso e costretto a dover rinunciare a parti importanti della propria identità e delle proprie ragioni fino a quando la caccia non sarà un’attività di fatto impraticabile fra limitazioni, divieti e costi che per i cacciatori rappresenteranno un confine ormai invalicabile.

Da queste così chiare dichiarazioni di intenti non ci si può che aspettare un impegno concreto e visibile sul campo. Per questo ci lasciamo con il presidente Zipponi con la promessa di un nuovo appuntamento in cui poter mostrare ai cacciatori le prime iniziative e i primi risultati sul territorio; a favore dell’ambiente e di una caccia che gli appassionati sperano da tempo di poter vivere con il giusto grado di serenità e di rispetto che questa attività in simbiosi con la natura merita e pretende.