Collari elettrici d’addestramento: parliamone con Barbara Mazzali

Riportiamo l'intervista da parte di Andrea Aromatico a Barbara Mazzali, in cui viene affrontato il complesso e dibattuto argomento dell'uso dei collari elettrici di addestramento durante l'attività venatoria, per insegnare ai nostri cani i comportamenti ed i pericoli da evitare. 


A. A: Ciao Barbara, allora, fra sentenze e pronunciamenti di varie corti, repliche di TAR e rilanci in salsa più o meno legale, ormai sull’argomento esiste un fumus al limite dell’inestricabile: innanzitutto, perché? Da dove deriva questo caos? B.M.: Perché laddove non c'è chiarezza nelle norme, oppure quando ci troviamo in presenza di decisioni al limite valide per un caso specifico che vengono estese in maniera superficiale a tutti i casi,  prende il sopravvento la tentazione di creare dei principi generali che possono generare confusione! Il caos, appunto...

Barbara Mazzali
Barbara Mazzali spiega le ragioni del corretto utilizzo del collare elettrico; strumento importante per l'addestramento dei cani, che solo erroneamente o in base a pregiudizi ideologici può essere ritenuto maltrattamento

A. A: Qual è la tua opinione al riguardo?

B. M. : Io penso che bisogna sgomberare il campo da un equivoco di fondo. E cioè, l'equivoco in cui cade chi pensa che utilizzare un collare elettronico sia illegale. Niente di più errato. Infatti, se fosse illecito utilizzare questo strumento, sarebbe altrettanto illegale poterlo vendere! Non mi risulta che siano stati mai incriminati i venditori di collari elettrici. 

Semmai, occorre dire che alla luce dei pronunciamenti giurisdizionali - che è bene ribadire, sono riferibili SOLO a casi specifici - ciò che costituisce illecito è l'abuso dell'utilizzo del collare elettronico. 

Abuso che, ovviamente, deve essere verificato caso per caso. Penso quindi che sia profondamente errato  trarre dalle motivazioni di una sentenza un principio di illiceità che solo una norma generale ed astratta potrebbe contemplare. 

Insomma, siamo in presenza di una serie di errori/orrori, facilmente smantellabili e che a torto cercano ancora una volta di colpire i cacciatori in quanto tali, e in particolar modo uno dei volti più nobili della caccia in quanto tale; la cinofilia venatoria in tutte le sue variegate sfaccettature!

A. A: Nel web gira un pezzo a cura dell’Avvocato Giacomo Nicolucci, nel quale quasi quasi si faceva il tifo per i “savonarola” dell’animalismo demenziale e per le sentenze più vessatorie verso i cacciatori/cinoflili che giocoforza nella loro attività, si trovano come costretti all’uso del collare, che idea hai al riguardo?

B. M.: Dopo aver letto le parole dell’Avvocato Giacomo Nicolucci mi viene spontanea, una replica sulle questioni da lui sollevate, ovviamente con spirito costruttivo.

Già perché, cari amici cacciatori, vorrei cercare al contrario di quanto emerge nell’articolo in questione, di dare un valore aggiunto al miglioramento della cinofilia venatoria, per il quale – e non voglio che ci siano dubbi al riguardo – è INDISPENSABILE il mantenimento della possibilità di addestrare i cani da caccia anche con il collare elettronico.

Sia cani da seguita che da ferma nei moderni contesti ambientali in cui si svolge la caccia possono venire salvati da pericoli come l'attraversamento di strade o smarrimenti attraverso l'uso consapevole del collare elettrico

A.A: Insomma, tu sei a favore di un uso ponderato e logico del collare elettrico?

B.M: Senza ombra di dubbio! Quando si mostra equilibrio, e si utilizzano gli strumenti della tecnologia per l'uso ragionevole per il quale sono stati realizzati, non vi può essere alcun motivo di essere contrari. Nessuno fra i grandi desseurs e cacciatori, si sognerebbe mai di infliggere sofferenza gratuite ad un cane! che per quanto taluni non siano d'accordo su questo, è un amico prezioso per un cacciatore.

L'impulso elettrico viene emesso solo per uno scopo "correttivo" e quando ce n’è strettissima necessità, non danneggia minimamente l'animale – anzi, spesso gli salva la vita impedendogli di entrare in una strada trafficata o perdersi dietro a caprioli e cinghiali – e quindi non  ritengo si sia in presenza di un comportamento sbagliato, anzi! Casi specifici di animali particolarmente sensibili che dalla minima correzione hanno riportato danni caratteriali devono, ribadisco essere esaminati caso per caso, con l'ausilio di un'apposita perizia veterinaria. 

Collare BS Planet
Concepito per la correzione di comportamenti errati da parte dei cani che potrebbero risultare pericolosi per la loro stessa incolumità, i collari elettrici non arrecano alcun danno all'integrità psico fisica degli animali e non sono pertanto da considerarsi illegali. Solo l'abuso è condannabile e per questo la valutazione deve essere attenta e svolta da personale medico veterinario

Nell’articolo citato invece, riportare frasi come “la considerazione principale è che qualsiasi impiego di collari elettrici costituisce reato ed è punito penalmente senza deroghe o opposizioni di sorta”, a mio avviso non è un atteggiamento propositivo, e certamente non va a favore né del mondo venatorio, né del mondo della cinofilia! 

Oltretutto con termini come questi “nel caso, l’utilizzo di collare elettronico, che produce scosse o altri impulsi elettrici trasmessi al cane tramite comando a distanza, integra il reato di cui all’art. 727 cod. pen., concretizzando una forma di addestramento fondata esclusivamente su uno stimolo doloroso tale da incidere sensibilmente sull’integrità psicofisica dell’animale: sofferenze comunque gravi, e incompatibili con la natura dei cani, giacché altri criteri e soluzioni di addestramento per i cani sono possibili, più naturali e consoni alla natura etologia dei cani” l’Avvocato con disinvoltura parla di “integrità psicofisica”, “sofferenze”.

Il problema è che ne parla in prima persona, quando le reali condizioni del cane possono essere definite in giudizio solo con una perizia legale medico veterinaria, e purtroppo, in diverse sentenze delle Corte di Cassazione intervenute sul tema, di queste perizie non vi è il benché minimo richiamo!

Concludo ribadendo che non solo sono favorevole all’utilizzo del collare elettrico, ma  lo considero uno strumento prezioso ed ormai indispensabile per l’addestramento dei nostri cani soprattutto nei nostri mutati contesti ambientali: antropizzati al massimo e popolati da frotte di ungulati! Chi usa un collare elettrico secondo le prescrizioni, lo usa per quel che è stato progettato e venduto, cioè per l’addestramento dei cani, non per maltrattarli, è qui la sostanziale differenza. Di cosa stiamo parlando, quindi? Vorrei ricordare a chi ci legge che i nostri genitori per correggerci quando sbagliavamo ci davano uno scappellotto, che più che doloroso ci umiliava, eppure nessuno si è mai sognato di considerare quello scappellotto un caso di maltrattamento.

Anzi, era e resta un atto d’amore, e chi non lo capisce o è tarato lui, oppure è in malafede!