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Sako TRG M10

Sako TRG M10
Lʼotturatore in apertura; una peculiarità di questa componente del Sako TRG M10 è di fungere quale unico attrezzo necessario per la sostituzione delle componenti atte alla conversione di calibro

La percezione della modularità ‒ la rapida adattabilità di una determinata piattaforma dʼarma a ogni possibile configurazione o opzione prevista nellʼambito del progetto costruttivo o a seconda delle necessità nello spettro degli usi che lʼoperatore possa doverne fare e delle situazioni che possa dover affrontare nel corso del suo servizio ‒ quale elemento imprescindibile per unʼarma che voglia potersi dire veramente moderna ha verosimilmente da qualche tempo travalicato il campo nel quale era nata, quella dei fucili dʼassalto e in generale delle armi di dotazione individuale standard della fanteria, per arrivare a coprire pressoché l'intero mondo degli armamenti leggeri: dalle armi da fianco alle pistole-mitragliatrici, dalle armi di supporto leggero di squadra fino, più recentemente, ai fucili di precisione. Che la necessità di usufruire in una sola piattaforma d'armi di più opzioni dʼimpiego nella guerra moderna era chiaro quando si parlava di fucili e carabine d'assalto, armi destinate a operatori i cui compiti prevedono necessariamente un alto livello di mobilità e versatilità sì da potersi adattare a rispondere rapidamente a diversi tipi di situazioni emergenziali in teatri operativi caratterizzati da unʼestrema fluidità; un poʼ meno lo era per le armi destinate al tiro ad alta precisione sulla lunga distanza (“Sniper”), forse a causa anche della percezione, più o meno retrograda ed errata, del tiratore scelto inquadrato nelle unità armate dello Stato come un elemento statico, con un “range” ben definito e limitato di compiti operativi e dunque necessitante di una piattaforma dʼarma rigida, quasi monolitica. Per lungo tempo, infatti, le uniche “concessioni” che sono state fatte a questi tiratori hanno riguardato soluzioni atte a rendere le armi più leggere e semplici da trasportare su lunghe distanze (calci pieghevoli, calciature in polimero), più ergonomiche (impugnature speciali, calcioli regolabili) o maggiormente compatibili con accessoristica dʼassistenza al tiro (rotaie Picatinny per accessori tattici).

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La finestra dʼespulsione sul TRG M10 risulta molto ampia, dovendo risultare adeguata a tutti e tre i calibri per i quali la piattaforma è configurabile

Tutto ciò è decisamente cambiato nel corso degli anni 2000, quando la “guerra globale al terrorismo” seguita agli attacchi dellʼ11 settembre 2001 ha visto l'inizio del (perdurante) impegno occidentale sui teatri operativi mediorientali: una situazione che ha contribuito a consolidare il concetto di “guerra asimmetrica” e a sviluppare soluzioni costantemente aggiornate per affrontare minacce sempre nuove. Nellʼambito del maggior impegno richiesto a operatori altamente specializzati quali i medesimi “Sniper”, si sono dovute ideare per questi particolari elementi dotazioni aggiornate alle rinnovate situazioni operative. Nellʼambito dei fucili di precisione, ad esempio, lʼindustria armiera mondiale propone ormai universalmente da qualche anno piattaforme col medesimo livello di modularità della maggior parte dei fucili d'assalto contemporanei, o kit di conversione in tal senso per modelli dʼarma precedenti che continuano ad avere un ampio seguito fra gli operatori professionali; tra queste realizzazioni possiamo annoverare gli AX della britannica Accuracy International, o ancora numerosi prodotti dellʼitalianissima BCM Europearms.

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Lʼimpugnatura del fucile TRG M10, di foggia ergonomica, è a sua volta configurabile; il ponticello del grilletto, di dimensioni maggiorate, consente lʼimpiego con i guanti

In effetti a oggi possiamo affermare che la necessità di armi di precisione per il tiro a lunga distanza sia tanto sentita che la maggior parte degli eserciti mondiali hanno acquisito o stanno pianificando di acquisire modelli di questo tipo: a titolo di mero esempio gli Stati Uniti, che in questo genere di cose sono sempre “più avanti” (e non per una questione culturale o di maggiore intelligenza: semplicemente sono in prima linea in un gran numero di conflitti, e tengono in gran conto i feedback operativi dei loro elementi di punta), hanno acquisito molto recentemente il fucile di precisione XM-2010, una variante modularizzata del classico Remington 700 in calibro .300 Winchester Magnum, che andrà a sostituire gradualmente il grosso delle altre piattaforme oggi in uso; lo USSOCOM (Comando Operativo Congiunto delle Forze Speciali americane) ha inoltre lanciato il programma PSR, o “Precision Sniper Rifle”, con lo scopo di adottare un fucile di precisione modulare capace di adattarsi rapidamente allʼimpiego di diversi tipi di munizionamenti e calibri e di cambiare altrettanto rapidamente numerose componenti chiave tra cui la canna, e le cui prestazioni comprendano unʼespansione massima di 1 MOA per una rosata di cinque colpi su bersagli a 300, 600, 900, 1200 e 1500 metri. Alla gara PSR, che dovrebbe concludersi entro il 2013 partecipano, oltre al già citato modello AX della Accuracy International e a design piuttosto convenzionali quali il francese PGM Précision PGM-338 e lo Armalite AR-30, alcuni degli “Sniping Systems” più moderni e caratterizzati da altissimi livelli di modularità: Barrett MRAD, FN Herstal PSR “Ballista”, Remington MSR, Blaser Tactical 2 e una recentissima new entry che la BDT - Beretta Defense Technology, branca della holding Beretta dedicata alla commercializzazione dei prodotti professionali, ha presentato in occasione degli expo DSEi di Londra e Milipol di Parigi rispettivamente a settembre e ottobre del 2011, e poi definitivamente lanciato allo SHOT Show di Las Vegas del gennaio 2012: parliamo del TRG M10, lʼultima incarnazione del sistema di fucili di precisione a lunga e lunghissima gittata prodotto in Finlandia dalla controllata Sako.

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A calciolo ribaltato il Sako TRG M10 riduce drasticamente le sue dimensioni, dote pressoché indispensabile per il trasporto su lunghe distanze o negli aviolanci

Il Sako TRG M10 nasce da uno sviluppo ulteriore, quasi estremo, delle varianti del TRG-22 e TRG-42 con calcio pieghevole e chassis alleggerito viste nel corso dellʼEUROSATORY di Parigi del 2010 e dello SHOT Show di Las Vegas del medesimo anno e dellʼanno successivo; la holding Beretta non aveva diffuso molte informazioni riguardo a queste nuove versioni “con calcio pieghevole da paracadutista”, limitandosi a dichiarare che si trattava di modelli destinati a concorrere in futuro per l'armamento di una forza armata molto importante. E in effetti allʼepoca il programma PSR esisteva già, essendo stato lanciato nel 2007. Terminato lo sviluppo del sistema, il TRG M10 è pronto a giocarsi le sue carte contro gli altri contendenti, e a dar loro filo da torcere.

Sako TRG M10
Il Sako TRG M10 fa ampio uso, nella sua costruzione, anche di materiali di sintesi, in particolare nella sede del caricatore

Tecnicamente parlando il TRG M10 è un fucile a ripetizione con otturatore girevole-scorrevole (“bolt-action”) alimentato tramite un caricatore amovibile in lamierino metallico con fondello in polimero. Il TRG M10 si rifà in gran parte alle eccellenti esperienze di prestazioni e precisione dei passati modelli Sako TRG, correggendone molte delle défaillances che alcuni operatori hanno riscontrato in particolare nelle condizioni ambientali estreme, in quanto a temperature, dellʼAfghanistan e dellʼIraq. Proprio con riguardo a queste problematiche è stato realizzato lo chassis che costituisce lʼintelaiatura, lo scheletro vero e proprio del sistema TRG M10. Costruito in gran parte in alluminio macchinato dal pieno, con particolare riguardo per l'asta completamente “free-float” e ventilata su cui sono presenti anche varie rotaie MIL-STD-1913 “Picatinny” per accessori riposizionabili tramite viti Torx grazie ai numerosi passanti di cui il guardamani medesimo è puntellato, fa impiego anche di tecnopolimeri rinforzati in fibra di carbonio in particolare per quanto riguarda il pozzetto del caricatore amovibile e lʼimpugnatura a pistola, che oltre a essere munita di dorsalino intercambiabile è anche cava e chiusa inferiormente tramite un tappo a tenuta stagna in plastica in modo da fungere da compartimento per minutaglia utile quale piccoli kit di pulizia o manutenzione oppure per batterie di ricambio per sistemi opto-elettronici o designatori di bersaglio. Il calciolo pieghevole, imperniato su un cardine in coda alla culatta e rilasciabile per la messa in chiusura tramite un pulsante, è invece realizzato in acciaio e munito di una rotaia di tipo “Picatinny” inferiore per lʼinstallazione di un perno dʼappoggio. Anchʼesso è comunque dotato di componenti sintetiche, in particolare quelle regolabili, e i relativi comandi: il calciolino che consente buoni livelli dʼassorbimento del rinculo e il poggiaguancia. Lo chassis è reso disponibile in versioni color sabbia (“Coyote Brown”), nero (“Stealth Black”) e verde oliva (“Military Green”).

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La foggia scheletrata del calcio, pur conservando la massima ergonomia e la più totale regolabilità, mantiene a livelli minimi gli ingombri e il peso della componente

Lo scatto del Sako TRG M10 è di tipo “match” e completamente regolabile, con la qualità e la precisione a cui gli scatti dei precedenti modelli di TRG ci hanno abituati. Il peso dello scatto è regolabile direttamente dal tiratore entro un limite minimo di 2,2 libbre e un massimo di 4,4 (da 0,99 g a 2 kg circa), con lʼuso di una chiave Torx, la stessa impiegabile per installare, rimuovere o riposizionare le rotaie Picatinny sullʼastina. Tale strumento, di dimensioni contenutissime, è fornito in dotazione col Sako TRG M10 e si trova “nascosto” entro il poggiamani polimerico amovibile posizionato di fronte al pozzetto del caricatore. La chiave Torx consente anche di regolare i parametri del pacchetto di scatto anche per quanto riguarda la modalità, passando da uno scatto a stadio singolo a uno scatto a due stadi. La foggia del grilletto, con una curvatura poco pronunciata, ben si confà a uno scatto di precisione che richiede una certa sensibilità da parte del tiratore. La guardia del grilletto medesimo è svasata verso il basso e molto ampia, del tipo “invernale” dunque, che non ostacola lʼimpiego con i guanti. La stabilità di tutte le componenti all'atto dello sparo è garantita da un solido collegamento tra struttura portante in lega dʼalluminio della calciatura e azione, che di fatto rende relativamente meno importante un bedding di tipo tradizionale.

Il Sako TRG M10 è fornito completamente privo di qualsivoglia organo di mira metallico; in loro vece, una rotaia Picatinny da 30 MOA corre per tutta la lunghezza del castello superiore (12:00) e consente lʼinstallazione di qualsiasi tipo di sistema di mira ottico o opto-elettronico, anche in accoppiamento (es. un aggiuntivo intensificatore di luce posizionato frontalmente a un cannocchiale di puntamento). In abbinamento a eventuali altri accessori dʼassistenza al tiro o di designazione di bersaglio alloggiati sulle interfacce presenti sullʼastina, il Sako TRG M10 si trasforma dunque in un sistema multiruolo in grado di integrare tutte le tecnologie di cui un tiratore scelto militare o di P.S. possa necessitare nell'espletamento dei suoi compiti sul campo e nellʼassistenza o nella copertura a elementi operativi avanzati, di fanteria o di forze speciali.

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Lo chassis in alluminio macchinato del Sako TRG M10 può essere munito di numerose rotaie Picatinny per accessori, tramite le appositi viti Torx; una chiave per la loro rimozione e installazione si trova integrata nellʼarma, nascosta entro il piccolo pad in polimero collocato di fronte al pozzetto del caricatore

Il cuore del sistema del TRG M10 è costituito dal suo otturatore, di costruzione solida e massiccia come già quelli dei precedenti TRG-22 e TRG-42, con tre tenoni di chiusura, un estrattore sovradimensionato (più grande anche di quello già presente sul TRG-42), doppio espulsore e un angolo di apertura del manubrio piuttosto breve, 60 gradi invece dei 90 canonici per la maggior parte dei fucili “bolt-action” con due tenoni contrapposti. Assieme alla canna e al caricatore, lʼotturatore è uno dei tre componenti del Sako TRG M10 che devono essere rimossi e rimpiazzati per effettuare il cambio di calibro; sebbene qualcuno possa obbiettare che al giorno dʼoggi lo stesso risultato si possa ottenere con una testina intercambiabile, mantenendo il medesimo otturatore, i tecnici della Holding Beretta hanno preferito scartare questa soluzione, giudicandola potenzialmente troppo fragile date le peculiarità del sistema.

Sako TRG M10
Vista dal lato destro del Sako TRG M10, il nuovo fucile di precisione configurabile e multiruolo proposto sul mercato dalla Beretta Holding
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Lʼotturatore del Sako TRG M10 in chiusura, con indicatore di percussore armato; ciascun otturatore specifico per ognuno dei calibri per cui la piattaforma può essere configurata è identificabile univocamente tramite riferimenti tattili

Ciò in quanto lʼotturatore del Sako TRG M10 ha una particolarità importante nellʼambito del processo di conversione di calibro: quella di fungere da unico e solo attrezzo necessario per la rimozione e la sostituzione delle componenti, eliminando la necessità di ricorrere a kit di strumenti separati, magari eccessivamente complicati e che possano comportare un carico eccessivo o un ingombro scomodo per lʼoperatore. A tal fine si imponeva una costruzione solida e robusta, praticamente monolitica, che non rischiasse di subire danni nel caso dovesse effettuare una leva particolarmente energica per svincolare dalla sua sede una canna magari bloccata da sabbia o altri elementi esterni. Intendiamoci, non che il Sako TRG M10 risulti pronto a questo genere di problemi, anzi nella sua progettazione e costruzione sono stati presi tutti gli accorgimenti necessari a evitare lʼingresso o lʼaccumulo di fecce e sporcizie, ma si parla comunque di unʼarma nata per essere impiegata su teatri operativi caratterizzati da condizioni ambientali avverse, dove a volte tali situazioni possono risultare inevitabili. Dunque, decisamente meglio prevenire che curare.

Sako TRG M10
Il calcio del TRG M10, ribaltabile sul lato sinistro, è imperniato a un cardine rilasciabile tramite un semplice pulsante

Per effettuare la conversione di calibro sul Sako TRG M10 si procede, ad arma scarica con camera di cartuccia libera e caricatore rimosso, a estrarre lʼotturatore e per il suo tramite la canna (allentando due viti Torx posizionate sullo chassis allʼaltezza del tenone), e sostituire le due componenti con quelle relative al calibro che si vuole impiegare, prima di ricaricare lʼarma utilizzando il caricatore specifico della munizione prescelta. Sono tre i cameramenti per cui il Sako TRG M10 è predisposto, i tre calibri tipici del tiro “sniper” in ambito tanto civile quanto militare e di pubblica sicurezza: 7,62x51mm NATO (.308-Winchester), .300 Winchester Magnum e .338 Lapua Magnum. Lʼautonomia del caricatore varia a seconda del calibro: undici colpi in calibro 7,62x51mm, sette colpi calibro .300 Winchester Magnum e otto colpi calibro .338 Lapua Magnum.

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Il caricatore è una delle componenti da sostituire per effettuare il cambio di calibro; in questa foto è palese come, rimanendo identiche le dimensioni generali, cambino quelle dellʼelevatore e della cucchiaia

Al fine di facilitare la conversione, rendendola più rapida e istintiva, ciascuna componente tipica di ogni singolo calibro è caratterizzata da riferimenti tattili univoci. Ad esempio, il fondello di ciascun caricatore presenta un cerchietto in rilievo sul lato per il calibro .7.62mm, due per il calibro .300 e tre per il calibro .338; le altre componenti intercambiabili, canna e otturatore, presentano riferimenti similari.

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Il freno di bocca-rompifiamma a due camere dʼespansione del TRG M10 presenta una base filettata M18x1 che consente lʼinstallazione di silenziatori o soppressori di suono senza dover procedere alla sua rimozione

La canna del Sako TRG M10 è del tipo fluted (alleggerita con scanalature laterali), ed è realizzata per rotomartellatura a freddo a partire da un singolo tubo dʼacciaio inossidabile (e non più di acciaio al cromo-molibdeno come nelle precedenti varianti del Sako TRG-22/42). Alla volata, un rompifiamma/freno di bocca con due cieli laterali, della medesima foggia per tutti e tre i calibri, sʼincarica di ridurre efficacemente rinculo, rilevamento e vampata. La sua base filettata consente una rapida installazione di silenziatori o soppressori di suono senza dover prima procedere alla sua rimozione. Sono quattro le lunghezze di canna disponibili per il Sako TRG M10: 40, 50, 59 e 66 cm circa (16, 20, 23,5 e 26 pollici); tutte e quattro sono disponibili per il calibro 7,62x51mm NATO, mentre solo le ultime tre per il calibro .338 Lapua Magnum e solo le ultime due per il .300 Winchester Magnum. Le canne nei calibri 7,62x51mm e .300 Winchester Magnum presentano quattro rigature destrorse con passo di 1/10”, che diviene un passo di 1/11”, sempre per quattro rigature destrorse, nella canna per il calibro .338 Lapua Magnum (pertanto in grado di stabilizzare le più pesanti palle da 300 grani). Per adattarsi alla lunghezza di canna, il guardamani di lunghezza standard può essere rimosso e sostituito con uno più corto. La lunghezza della corsa dellʼotturatore nellʼazione può altresì essere regolata agendo direttamente sulla manetta dʼarmamento, per adattarsi allʼimpiego di camerature Standard o Magnum e dunque allʼespulsione di bossoli più lunghi o più corti.

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Il calciolo del TRG M10, regolabile per estensione ed elevazione, è realizzato in sintetico e offre eccellenti proprietà dʼassorbimento del rinculo

Le prestazioni del Sako TRG M10 in fatto di precisione eguagliano, e in gran parte superano, quelle a cui i precedenti modelli Sako TRG-22 e TRG-42 hanno da lungo tempo abituato gli operatori. A una distanza di circa 91,5 metri (le canoniche 100 Yard), una rosata di cinque colpi calibro 7.62mm si attesta tipicamente sul centimetro e mezzo, che si riduce a un centimetro nel calibro .338 Lapua Magnum. Con i giusti accorgimenti, ad esempio lʼimpiego di munizioni dʼalto livello, le prove effettuate da tester indipendenti hanno dimostrato che lʼarma è capace di rosate “sub-MOA” in tutti e tre i calibri, con rosate che vantano una dispersione da 1,7 centimetri in giù. Un ulteriore test di tiro rapido, effettuato da alcuni giornalisti statunitensi, ha permesso di verificare che quattordici colpi (due caricatori calibro .300 Winchester Magnum) sparati in rapida successione in 10 secondi, con lʼunica pausa necessaria a ricaricare lʼarma, possono risultare in una rosata di diciassette centimetri e mezzo su un bersaglio a sagoma umana posto a duecento Yard.

Sako TRG M10
Altresì regolabile per elevazione, intervenendo su un pulsante posizionato sui due lati del calcio, è il poggiaguancia

In base a quanto visto sino a qui, ci sentiamo senzʼaltro di dire che il Sako TRG M10 è un prodotto di altissima qualità, capace di ottime prestazioni anche quando “spinto al massimo”. La sua destinazione dʼuso, come già accennato, è prevalentemente professionale: in questa fase infatti la Sako rende disponibile il TRG M10 solo sui mercati militari e di Polizia. Ovviamente una macchina da tiro con queste prestazioni sarebbe il sogno di ogni tiratore competitivo nel “Long Range”, ma bisognerà probabilmente aspettare un bel poʼ prima di vedere realizzato questo desiderio proibito. Nel frattempo le truppe impegnate sui teatri operativi attuali possono sperare di vedersene dotate molto presto. In prima fila ci sono ovviamente le FF.AA. italiane e quelle USA, che stanno valutando il TRG M10 nell'ambito del programma PSR; e anche solo a una prima analisi, pare pressoché certo come il prodotto della Sako sia tra i migliori in gara.



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