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Test e Tecnica: SIG Sauer P 226 LDC II Tacops

SIG Sauer presentò il modello P 226 LDC nel 2014. La sigla LDC sta per “Long Dust Cover” e allude alla presenza appunto di una appendice anteriore del fusto sovradimensionata. In questo caso si tratta di una carenatura d'acciaio che si estende fino alla volata dell'arma, dotata di una rotaia tattica sul lato inferiore. Questo ha portato il peso a vuoto della SIG-Sauer LDC a quota 1230 grammi. 

Il peso maggiore dell'arma riduce sensibilmente il rilevamento dell’arma e rende più veloce il riallineamento delle mire sul bersaglio. Questa soluzione tecnica è interessante ed efficace, tanto che sono sempre più numerose le pistole per tiro IPSC nella divisione Production che la adottano. Parliamo di Tanfoglio Stock II e III ma anche delle CZ 75 Shadow 1 e 2.

All'inizio degli anni '80 SIG Sauer progettò una nuova pistola basata sul collaudato impianto del modello P 220, per partecipare alla gara per la nuova pistola delle forze armate statunitensi. La risposta tedesca era il modello P 226. 

Nel processo di selezione si affiancò ad altri ben noti marchi come Beretta, Colt, FN e Smith & Wesson. Per contrastare la concorrenza in termini di potenza di fuoco, SIG Sauer modificò il fusto della P220, rendendolo adatto all’impiego di caricatori bifilari al posto di quelli monofilari del modello precedente. 

Il risultato fu una capacità dell’arma di 15 cartucce calibro 9x19 che però non bastarono a far vincere l’arma tedesca, visto che, come saprete, il concorso fu vinto dalla Beretta con il suo modello 92. Il fatto che la P 226 sia comunque un'arma molto buona dimostra il suo utilizzo da parte di numerosi corpi militari e di polizia in ogni angolo del Mondo. Oltre ai servizi segreti statunitense, la P 226 arma anche i Navy SEALs, il British Special Air Service (SAS), le forze armate israeliane e olandesi e l'Ufficio federale di polizia penale tedesca (BKA).

SIG Sauer P226 LDC 2
SIG Sauer P226 LDC II Tacops nella versione con finitura inox.

Tecnica della pistola SIG Sauer P 226 LDC II Tacops

SIG Sauer P226 LDC II Tacops smontata e con caricatore
La SIG Sauer P 226 LDC II TACOPS ha un classico funzionamento a chiusura geometrica.

La prima versione della SIG Sauer P 226 era abbastanza diversa da quella attuale. 

Il modello originario era dotato di un carrello in lamiera stampata con il blocchetto otturatore ad esso spinato e fusto in lega leggera. Successivamente la P226 fu prodotta anche con fusto in acciaio (P226S). 

Sui modelli di produzione contemporanea il carrello è in acciaio macchinato dal pieno e il fusto è in lega.

L'arma funziona con una chiusura geometrica di tipo Browning-Petter-SIG con chiusura che avviene tramite contatto del blocchetto di culatta e lo spigolo posteriore della finestra di espulsione. 

Lo scatto della Tacops è ad azione mista (singola/doppia) con valori di peso standard leggermente superiori alla media. Il peso di scatto in singola azione si aggira attorno ai due chilogrammi. La Tacops monta il nuovo gruppo di scatto SRT (Short Reset Trigger) con percorso di reset molto breve (1,2 millimetri) del trigger. Questo rappresenta un grande vantaggio nelle discipline sportive di tiro più dinamiche, come ad esempio IPSC, in quanto il tiratore può ottenere tempi di ripetizione del colpo sensibilmente più brevi.

Dettagli SIG Sauer P 226 LDC II Tacops

SIG Sauer P226 LDC II Tacops, tacca di mira
La tacca di mira regolabile della P226 Tacops è prodotta dalla italiana LPA.
SIG Sauer P226 LDC II Tacops, mirino
Il mirino è intercambiabile ed è disponibile in colore bianco o rosso.

La SIG Sauer P 226 LDC II Tacops è un nuovo modello piuttosto che una nuova pistola. 

La più vistosa innovazione è costituita dalle guancette in plastica Magwell

Oltre ad aumentare la superficie di presa e  migliorare l'ergonomia generale della impugnatura (almeno in teoria), presentano un’estensione verso il basso che di fatto funge da minigonna per il caricatore, facilitandone l’inserimento rapido. 

Le nuove guancette tuttavia non ci sono sembrate particolarmente riuscite. Da un lato non sono perfettamente accoppiate al fusto, creando alcuni interstizi lungo i bordi, dall'altro, la loro superficie non offre una presa particolarmente buona a causa della plastica utilizzata, che è molto dura.

Nuovo anche il profilo del cane, che è stato sensibilmente appesantito.

Per offrire una maggiore forza di inerzia e quindi una percussione più decisa. 

Convincenti i caricatori (due di serie) prodotti dalla italiana Mec-Gar e facili da riempire con ben 20 cartucce (ma durante i test siamo riusciti a mettercene 21) che si inseriscono con facilità e vengono trattenuti efficacemente. Interessanti gli organi di mira, costituiti da un mirino Hi-Viz con inserti in fibra ottica intercambiabili verde, rosso o bianco (forniti di serie) mentre la tacca di mira regolabile è della italiana LPA, dotata di riferimenti bianchi.

Al poligono con la pistola P 226 LDC II Tacops

SIG Sauer P226 LDC II Tacops, parte anteriore del fusto
La parte anteriore del fusto della P226 LDC II Tacops è estremamente robusta.

Nel test di precisione, le cartucce GECO Hexagon hanno prodotto una rosata dal diametro di 38 millimetri. 

Ancora meglio hanno fatto le Prvi Partizan (PPU) con palla blindata, che si sono raggruppati in una rosata dal diametro di 32 millimetri. 

Gli organi di mira di eccellente qualità e lo scatto SRT mettono il tiratore in condizioni di sfruttare al meglio la buona precisione intrinseca della SIG Sauer P 226 LDC II Tacops e a ripetere velocemente il colpo sul bersaglio. 

Il peso supplementare della pistola ne limita sensibilmente il rilevamento, facilitandone ulteriormente il riallineamento.

 

La nuova P 226 LDC II Tacops – conclusioni

SIG Sauer P226 LDC II Tacops, lato destro
La SIG Sauer P226 LDC II Tacops nella versione con finitura superficiale nera.

La nuova SIG Sauer P 226 LDC II Tacops è una pistola di alto livello, che spara molto bene e che offre al tiratore delle caratteristiche interessanti come l’elevata capacità del caricatore che la rende perfetta per le gare di Tiro Dinamico

Fa anche una bella figura nel tiro statico sulla distanza di 25 metri. A nostro parere l’unica nota stonata di questa pistola sono le guancette in plastica dura poco grippanti e di qualità inadeguata al resto dell’arma. 

Tiratore con la pistola SIG Sauer P226 LDC II 
Durante la prova di tiro la pistola SIG Sauer P226 LDC II Tacops ha prodotto risultati eccellenti.

Per ulteriori informazioni visita il sito SIG Sauer

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