Mezzo secolo di tiro IPSC: Diligentia, Vis, Celeritas, ovvero "precisione, potenza, velocità"

Il motto latino in dell'IPSC è Diligentia (precisione), Vis (potenza) e Velocitas (velocità): questi tre fattori rendono il tiro IPSC, conosciuto in Italia come tiro dinamico, uno sport unico nel suo genere, che nel 2026 celebrerà il suo 50° anniversario ha visto una partecipazione record di quasi 1.800 tiratori provenienti da oltre 50 Paesi all'ultimo World Shoot in Sudafrica. Nonostante la sua crescente popolarità, il tiro IPSC in Europa è soggetto a severe restrizioni sulle armi da fuoco e ad attacchi burocratici, il che significa che anche questa situazione particolare deve essere presa in considerazione in un ritratto di questo sport. Basti pensare al caso dell'Italia, dove il divieto di usare armi in calibro 9 Luger/Parabellum, rimasto in vigore fino al 2022, ha di fatto frenato completamente l'attività agonistica a livello internazionale. Anche il fatto che nel nostro paese il tiro IPSC si chiami "Tiro dinamico sportivo" anziché "tiro pratico" risponde alla necessità di renderne più accettabile l'immagine pubblica.

Bersaglio classico IPSC
Il classico bersaglio di cartone IPSC: le zone colpite (A, C, D) e il tempo per round determinano il punteggio, con A che dà il punteggio più alto e D il più basso (le zone contano in modo diverso a seconda del fattore di potenza della cartuccia).
Pelle e cuoio
Cinque dei fondatori dell'IPSC nel 1976, da sinistra: Ray Chapman (primo campione del mondo al World Shoot 1975 in Svizzera), poi Elden Carl, Thell Reed, Jeff Cooper e Jack Weaver. La foto, che oggi appare un po' aggressiva, rifletteva l'idea dei fondatori di allenarsi per l'autodifesa.
Popper
Il popper è un bersaglio in acciaio che cade quando viene colpita la sua area rotonda. Esistono in diverse dimensioni per diversi livelli di difficoltà.

Gli esercizi originali del tiro pratico, come li concepirono nel 1976 i padri fondatori americani guidati da Jeff Cooper, erano pensati per allenarsi al tiro difensivo, e oggi non sono più praticati. Anche l'originale sagoma di forma umana, utilizzata nei primi anni, nel corso degli anni si è trasformata in un più politicamente corretto bersaglio di cartone dalla forma esagonale, con tre zone di tiro indicate con le lettere A, C e D. In alternativa, si può sparare a bersagli reattivi metallici ("popper") o a piastre d'acciaio.

Questa trasformazione del tiro IPSC in uno sport esclusivamente agonistico ha portato anni fa alla migrazione di molti portatori di armi professionisti negli Stati Uniti verso l'IDPA (International Defensive Pistol Association).

Rob Leatham
Lo statunitense Rob Leatham (qui in azione nel 2014) è stato sette volte campione del mondo IPSC, ma anche il primo tiratore professionista a ricevere un contratto da un milione di dollari dal suo sponsor (Springfield Armory).

In breve, le principali differenze rispetto al tiro a segno sono che nell'IPSC tutti gli stage (ovvero gli esercizi) e il numero minimo di cartucce richiesto per ogni stage sono noti a tutti i concorrenti prima dell'inizio. Nelle gare di tiro IPSC on ci sono bersagli che rappresentano persone, non ci sono bersagli che appaiono inaspettatamente e in generale non ci sono percorsi che si rifanno a situazioni militari o di polizia. Questo vale anche per il design dello stage, che vieta "coperture" opache come pareti solide. Infine, nell'IPSC la precisione ha sempre la precedenza sulla velocità: i colpi devono essere sempre mirati e sparati deliberatamente da una posizione rallentata, non in movimento o dall'anca.

Eric Grauffel IPSC
Il campione francese Eric Grauffel, sponsorizzato dal produttore ceco CZ, è diventato campione del mondo IPSC per la decima volta consecutiva nel 2025 nell'ancora giovane divisione "Production Optics" (con mirino a punto rosso). In precedenza era stato campione del mondo nella divisione "Open", per cinque volte tra il 1999 e il 2014 e una volta nella Divisione Standard nel 2017.

Come inizia e come finisce una gara IPSC?

L'IPSC è uno sport di tiro a tempo in cui l'atleta completa un percorso di fuoco noto, che di solito consiste in diverse sezioni con varie fasi. I tiratori gareggiano in gruppi, le cosiddette "squadre". Quando è il turno di un tiratore, questi completa l'esercizio successivo: il range officer, addetto al cronometraggio percorre l'intero percorso dietro al tiratore e chiede per prima cosa "Are you ready?" ovvero "Sei pronto?". Partendo dalla posizione di pronto con entrambe le braccia all'altezza della testa (o con la canna abbassata nel caso delle armi lunghe). Al segnale del timer, il tiratore estrae la pistola nella fondina e spara al primo bersaglio, poi ai bersagli successivi. L'obiettivo è completare ogni esercizio nel modo più rapido e preciso possibile.

Invece di utilizzare le armi da gara personalizzate, ma di conseguenza costose, della divisione Open, molti tiratori IPSC gareggiano con armi delle divisioni Production, Standard o Classic.

L'aspetto speciale di una gara IPSC è che quasi ogni esercizio, con il suo percorso di tiro è progettato in modo diverso. Ciò significa che i tiratori si trovano costantemente di fronte a nuove sfide e ogni stage richiede un nuovo approccio. L'IPSC combina due requisiti apparentemente contraddittori: da un lato, richiede sequenze di movimento automatiche e veloci e, dall'altro, la capacità di sviluppare una soluzione adeguata per ogni nuova situazione dello stage. Di solito ci sono diverse soluzioni possibili per la sequenza da un colpo all'altro, e si pianifica tatticamente se questo o quel percorso potrebbe essere il più veloce. Ad esempio, si può risparmiare tempo se si riesce a colpire bene il bersaglio e a sparare da una distanza maggiore invece di correre vicino al bersaglio successivo.

I tiratori esperti traggono vantaggio dal cosiddetto "walkthrough", che consente loro di percorrere il percorso dell'esercizio prima della gara e senza armi. Analizzano i bersagli, le distanze e gli ostacoli e pianificano mentalmente la loro linea d'azione ottimale. Velocità e precisione sono ugualmente importanti nel punteggio: i colpi ottenuti, meno eventuali punti di penalità, vengono divisi per il tempo necessario dal segnale di partenza all'ultimo colpo. Il risultato è il "fattore di successo". Il tiratore con il fattore di successo più alto ottiene il punteggio pieno o il 100% per questo particolare esercizio; tutti gli altri risultati vengono assegnati in proporzione e determinano la classifica.

Galleria di immagini: una gara IPSC a Wiechlice, in Polonia

Molti corsi IPSC sono costituiti da numerosi stage distribuiti sul terreno. I professionisti spingono i loro trolley fuoristrada lungo il percorso per trasportare l'attrezzatura completa e pesante.
Una tipica configurazione di uno stage IPSC con schermi trasparenti, che limitano le direzioni di tiro ai rispettivi bersagli.
Ecco come appaiono le normali descrizioni degli stage, che indicano la posizione dei bersagli, il numero di colpi e altre caratteristiche speciali. Prima che il primo tiratore di una squadra inizi, tutti i membri della squadra percorrono insieme il percorso, elaborando le migliori sequenze e posizioni di tiro nella loro mente, o anche dove è meglio cambiare caricatore.
Come qui a Wiechlice, in Polonia, è possibile pianificare numerosi stages su una piccola area di terreno. Qui, alti argini di terra fermano i proiettili.
Ogni poligono IPSC ha una zona di sicurezza dove i tiratori possono ispezionare le loro armi (ma senza munizioni!). La zona di sicurezza separa il maneggio dell'arma da quello delle munizioni per evitare incidenti e garantire uno svolgimento sicuro della gara.
Sei pronto? Stand by - bip: il timer in mano al "Range officer" ha appena dato il segnale di inizio, il tiratore ha estratto la pistola dalla fondina e sta per alzarla e portarla in posizione di mira. 
Dopo il cambio del caricatore, un leggero colpetto sulla sua base aiuta a garantire che si blocchi saldamente nella camera di cartuccia. Altrimenti potrebbe cadere di nuovo con il movimento successivo...
Quando ci si muove perpendicolarmente alla direzione di tiro, l'arma deve essere sempre tenuta con la volata rivolta verso il fermapalle. Un uso non sicuro dell'arma, che metta in pericolo anche gli spettatori, sarà sanzionato con una DQ (squalifica).

Il fattore di potenza (power factor) nel tiro IPSC

Nel tiro IPSC, la potenza della cartuccia è determinata dal cosiddetto fattore di potenza, definito con il termine anglosassone power factor. Si distingue tra cartucce con fattore Major e Minor, che a sua volta determina punteggi diversi a seconda del colpo. In linea di principio, mentre i colpi nella zona A hanno lo stesso punteggio, quelli sparati nella C e nella D con cartucce dal fattore Major vengono valutati un punto in più rispetto a quelli con un fattore Minor, per tenere conto del maggiore rinculo e quindi della maggiore difficoltà nel controllo dell'arma.

Il fattore di potenza viene determinato sulla base di una misurazione cronografica con alcune cartucce a campione di ciascun partecipante, utilizzando la formula:

Peso del proiettile (in grani) x velocità media del proiettile (piedi al secondo), il risultato diviso di nuovo per 1000.

Timer
Un timer di tiro (in questo caso un CED 7000) misura il tempo che intercorre tra il segnale di partenza e l'ultimo tiro del tiratore. Per determinare il fattore di potenza è necessario anche un dispositivo di misurazione della velocità.

In linea di principio, le munizioni per le pistole che partecipano alle gare IPSC devono avere un diametro minimo di 9 mm (9 mm Luger) e avere un fattore di 125 o più. A seconda della divisione, il fattore maggiore inizia a essere Major a 160 (Open Division) o 170 (Standard Division, Classic Division e Revolver). Nelle divisioni Production, deve essere rispettato solo il fattore Minor.

Nell'IPSC Rifle, ovvero con carabina semiautomatica, è necessario raggiungere un fattore minimo di 150 per partecipare a tutte le divisioni a percussione centrale e, nei calibri più potenti, un fattore Major di 320. La divisione Mini Rifle utilizza cartucce a percussione anulare in calibro .22 LR senza ulteriori restrizioni. Nelle due divisioni PCC sono ammesse le seguenti cartucce (con fattore minimo 125): 9x19, 9x21, .357 SIG, .38 Super, .38 Super Comp, .40 S&W e .45 ACP.

Per i fucili IPSC (shotgun), il calibro minimo consentito è il 20 (20 gauge) e si applica un fattore di potenza minimo di 480 per tutte e quattro le divisioni. Per i proiettili, è ammesso qualsiasi tipo nel calibro corrispondente.


Le Divisioni nel tiro IPSC

Tanfoglio Stock III
Con il modello Stock III, il produttore italiano di armi Tanfoglio offre una pistola pronta per la gara non solo per l'IPSC, ma anche per altre discipline d'azione. La pistola, molto precisa, contiene 19+1 cartucce in 9 mm Luger.

Le diverse Divisioni del tiro IPSC con pistola

Le armi impiegate nelle gare IPSC vengono suddivise e indirizzate nelle cosiddette Divisioni, ovvero delle categorie che le classificano in base alle dimensioni e agli eventuali accessori che impiegano. Per fare un esempio pratico, le pistole della divisione Standard devono entrare in un contenitore di 225 mm X 150 mm X 45 mm (con una tolleranza di +1 mm) e non possono montare compensatori o ottiche a punto rosso. Nella divisione Open, considerata la Formula Uno del tiro IPSC, soluzioni tecniche come compensatori, minigonne e ottiche a punto rosso sono invece consentiti.

Tino Schmidt
Tino Schmidt, collabora con all4shooters.com ed  è uno dei tiratori tedeschi di maggior successo nel tiro IPSC (qui in Production Optics) e in altre discipline dinamiche.

Divisione Open

Divisione Standard

Divisione Classic

Divisione Production

Divisione Production Optic

Divisione Revolver

Pistola .22 LR Divisione Open

Pistola .22 LR Divisione Standard

Pistola .22 LR Divisione Classic


Teemu Rintala
Il campione del mondo finlandese di carabina IPSC 2017, Teemu Rintala, con il suo fucile CTR-02 della JP Enterprises, basato su una piattaforma AR.
Fucili a percussione anulare tipici per la disciplina IPSC Mini Rifle.

Discipline di carabina IPSC

Per le armi lunghe vale la stessa distinzione. Anche qui si fa una distinzione tra il sistema di funzionamento della carabina - semiautomatica o a ripetizione manuale, e il suo calibro. La divisione Mini Rifle è riservata a carabine in calibro .22 long Rifle. Anche in questo caso la divisione Standard comprende armi prive di compensatore e di mire optoelettroniche, consentite invece nella divisione Open.

Divisione Semi Auto Open

Divisione Semi Auto Standard

Divisione Manual Action Open

Divisione Manual Action Standard

Mini Rifle (Rimfire) Divisione Open

Mini Rifle (Rimfire) Divisione Standard


La rapidità di ripetizione è un fattore di successo fondamentale per i fucili a canna liscia IPSC.

Divisioni di fucile a canna liscia IPSC

Nel caso del fucile a canna liscia, definito Shotgun, la principale distinzione è tra i fucili semiautomatici e quelli con ripetizione a pompa, che gareggiano nella Divisione manuale Standard. Il calibro più utilizzato in assoluto è il 12, anche se il regolamento consente anche l'uso del calibro 16 e del 20. 

Divisione Open

Divisione Modified

Divisione Standard

Divisione Manuale Standard

Sito web della Federazione mondiale IPSC

Sito web della Federazione italiana tiro dinamico sportivo

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