Riforma UITS: l’ANPAM accoglie con favore l’iniziativa del governo e auspica un dibattito parlamentare costruttivo per la modernizzazione del settore

Gli agonisti UITS  che partecipano all'attività federale sono nell'ordine di 8.000–12.000, ma il totale dei tesserati è molto superiore.

Il riordino dell'Unione Italiana Tiro a Segno (UITS) è stato avviato formalmente dal governo Meloni con l'Articolo 8 del Decreto-Legge n. 108 del 26 giugno 2026. Il provvedimento punta a tracciare una demarcazione più netta tra la componente istituzionale e quella sportiva dell'ente, ridefinendone radicalmente l'organizzazione.

I punti chiave della riforma prevedono una netta separazione tra le attività istituzionali (istruzione, addestramento al tiro e rilascio delle certificazioni di idoneità previste dalla legge) e le attività puramente sportive. È prevista anche una forte spinta verso il controllo centrale da parte di UITS sulle funzioni operative delle sezioni territoriali del Tiro a Segno Nazionale e la a creazione di meccanismi per cui i campi di tiro privati possono essere "assimilati" alla rete UITS, previo adeguamento ai rigorosi requisiti gestionali e infrastrutturali richiesti. La proposta di riordino è stata accolta con plauso ma anche con forti dissensi. Tra le voci che si sono espresse favorevolmente c’è quella di ANPAM di cui pubblichiamo il seguente comunicato stampa.

La presa di posizione di ANPAM

Il TSN di Milano è una delle sezioni più grandi in Italia e ha ospitato diversi eventi di livello internazionale. 

ANPAM, Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni, esprime il proprio favorevole accoglimento nei confronti dell’iniziativa del Governo relativa al riordino dell’Unione Italiana Tiro a Segno (UITS).

Il provvedimento, inserito nel decreto-legge recante “Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e per l’efficacia del documento di identità”, è stato approvato lo scorso 16 giugno dal Consiglio dei ministri su proposta della Presidente Giorgia Meloni e dei Ministri Andrea Abodi (Sport e Giovani), Guido Crosetto (Difesa) e Matteo Piantedosi (Interno). Il testo, attualmente all’esame della Camera dei deputati per l’iter di conversione in legge, introduce una più netta e necessaria separazione tra le funzioni istituzionali e quelle sportive dell’UITS.

La riforma prevede meccanismi che permettano di assimilare campi di tiro privati alla rete UITS. 

ANPAM auspica che il confronto parlamentare e il dibattito in corso si sviluppino in modo costruttivo, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare ulteriormente il provvedimento, preservandone l’impianto riformatore. L'Unione Italiana Tiro a Segno (UITS) rappresenta infatti un’infrastruttura strategica per il paese nonché per il settore, fondamentale sia sotto il profilo sportivo sia per le rilevanti funzioni istituzionali che è chiamata a svolgere.

Secondo l’Associazione, è indispensabile cogliere questa storica opportunità di modernizzazione – attesa da anni – per semplificare le procedure, chiarire le competenze, rendere più efficiente la governance e adeguare l'intero sistema alle reali esigenze degli utenti e delle pubbliche amministrazioni. Rinviare questo percorso significherebbe rinunciare a una concreta occasione di innovazione e di rilancio per un comparto che necessita di strumenti normativi moderni, efficaci e coerenti con le sfide del presente.

L’industria italiana delle armi e munizioni sportive e civili, costituita prevalentemente da piccole e medie imprese, rappresenta un’eccellenza economica di primo piano. Le aziende associate ad ANPAM coprono oltre l’80% della produzione nazionale e impiegano complessivamente oltre 3.000 addetti diretti. Secondo una ricerca dell’Università di Urbino (basata su dati 2023), l’intero ecosistema economico del comparto – inclusi l’indotto e i settori collegati – genera quasi 90.000 posti di lavoro e un volume d’affari di circa 8 miliardi di euro, pari allo 0,38% del PIL nazionale.


Per saperne di più visitate il sito di ANPAM.