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Intervista ad Antonio Perrone, Presidente FITDS

Raccontaci qualcosa di te, di come ti sei avvicinato al tiro, quando hai deciso di candidarti...


Sono iscritto alla “ex” AITPS (ora FITDS) dal 1989, proveniente, come tutti, dalla sezione del TSN ed affascinato dalla possibilità di “sparare all’aperto”. Sono istruttore di II° liv. SnaQ/CONI, ho partecipato a diversi campionati mondiali, europei e gare internazionali.

Sono sempre stato un attento osservatore delle dinamiche federali.

Per quanto riguarda la vita privata, sono consulente aziendale, tributarista, fiscalista, consulente del lavoro dal 1976

Dopo anni di relativa calma, la presidenza e il Consiglio Federale della FITDS sono completamente cambiati: cosa porterà questo cambiamento?

Antonio Perrone, Presidente della FITDS
Antonio Perrone è il Presidente della FITDS.

La base elettorale ha espresso in modo chiaro la volontà di cambiare, eleggendo due terzi di nuovi consiglieri e un nuovo presidente. Questa volontà è maturata nel corso dell’ultimo quadriennio, lì dove ci si è accorti di una lontananza dei vertici dalle ASD e tiratori. Avendo recepito questa esigenza, ci siamo proposti come elementi di novità.

Il momento elettorale ha avuto il suo apice negativo (riferito alla vecchia gestione) quando c’è stata l’esclusione dalla competizione elettorale di Pietro Guerini e di Dario Forlani per effetto di un insieme di norme contraddittorie tra Statuto e Regolamento organico. Ciò ha ulteriormente alimentato la volontà del cambiamento.

Il Consiglio Federale è stato rinnovato da poco: avete già fatto in tempo ad applicare le nuove idee alla squadra che andrà ai Mondiali?


Questo Consiglio Federale si è trovato a dover gestire un campionato già iniziato con un regolamento sportivo per il 2017 deliberato dalla precedente amministrazione e dimostratosi non in linea con il presupposto della sportività. D’altronde le diverse osservazioni e contestazioni sui “Social” ne dimostrano l’assoluta impronta negativa.

Altresì questo Consiglio Federale ha dovuto attivarsi tempestivamente per l’organizzazione del Mondiale Rifle in Russia e del Mondiale Handgun in Francia, attività che hanno impegnato moltissimo. 

Antonio Perrone in azione in uno stage di tiro dinamico
Antonio Perrone in azione in uno stage di tiro dinamico, che pratica da decenni.

Tuttavia abbiamo provveduto a programmare diversi raduni tecnici dando la possibilità ad un numero molto ampio di atleti di poter dimostrare il loro impegno e la loro preparazione sportiva. Ciò non si è mai verificato in passato e abbiamo avuto un ottima risposta dagli atleti, entusiasti di quanto si è riusciti a fare in un breve lasso di tempo. Rispetto al Campionato Mondiale precedente, abbiamo formato ben dieci team nelle varie Division, aumentando inoltre la presenza femminile.

Siamo ben consapevoli che la competizione è molto impegnativa e che alcune altre Nazioni sono ben più formate tecnicamente, ma le nostre squadre sono determinate; qualunque sia il risultato, esso sarà per lo meno di sprone per una seria programmazione futura.

L’Italia è tra i paesi favoriti del campionato. Con tutta la scaramanzia possibile, cosa possiamo aspettarci e da chi?

Sin dall’inizio del mandato mi sono preoccupato di riallacciare rapporti istituzionali con il CONI e con le altre Federazioni che utilizzano armi a fuoco. Ciò perché la FITDS è risultata molto distante da questo tipo di attività nel corso degli ultimi anni.

Tuttavia, essendo Disciplina Sportiva Associata federata CONI, dobbiamo rispettare gli ordinamenti di quest’ultimo che, per diverse volte, ne ha sollecitato adempimenti e regolamentazioni. 

Cosiglio Federale della FITDS
Il Cosiglio Federale della FITDS, recentemente rinnovato.

Peraltro è risultato che la FITDS è l’ultima Federazione in termini numerici; ciò ha comportato e comporta politicamente una posizione di svantaggio e sportivamente una situazione a dir poco incredibile alla luce della altre Federazioni, anche DSA, che crescono in modo esponenziale.

Pertanto abbiamo messo in campo una serie di strategie volte allo sviluppo dell’attività sportiva ed alla crescita di iscritti; prova ne è il prossimo regolamento sportivo che amplia notevolmente l’ingresso di neo iscritti a condizioni poco onerose.

Oltre a fornire un grado di preparazione in ordine alla sicurezza nell’uso delle armi, è nostra intenzione istituire per i nuovi associati un livello minimo di competizioni basate non sugli spostamenti, bensì sulla acquisizione dei bersagli e sul sicuro maneggio dell’arma.

Tale scelta, allargando la base sportiva, produrrà il maggior interesse per i neofiti ad entrare successivamente nel mondo del tiro dinamico sportivo, potendo partecipare al campionato nazionale dopo un ulteriore verifica ed esame delle capacità tecniche.

Questo impegno dovrà essere condiviso con i tecnici i quali non avranno solo la veste di “istruire”, bensì di formare nuovi atleti. È significativo che negli ultimi due anni sono stati rilasciati ben 1170 livelli “Bronzo” ma solo un terzo di questi ha partecipato - in misura estremamente modesta - all’attività sportiva.

Non è questo che vuole in CONI, non è questo il processo di continuità che lo Sport vuole.


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