Divieto del piombo nelle munizioni: i recenti sviluppi in Europa condannano le cartucce a pallini di cacciatori e tiratori

 A differenza delle bozze precedenti, i proiettili singoli (bullets) sono stati eliminati dalla proposta di bando.

L’attenzione si concentra ora esclusivamente sui pallini per fucili a canna liscia. Questa decisione di facile lettura strategica della Commissione Europea vuole evitare indebolimenti al reparto di produzione sicurezza e difesa portando avanti l'ulteriore ragione di un Impatto ambientale differenziato visto che i dati mostrerebbero che la dispersione di proiettili singoli nell’ambiente è minima rispetto ai pallini. Vengono indicati come quantitativi a confronto le circa 8.232 tonnellate in 20 anni dei proiettili contro le 558.000 tonnellate dei pallini.

Obbiettivi e scadenze del divieto

L'obbiettivo nei confronti del settore venatorio e sportivo è  Una volta entrata in vigore la normativa, le scadenze previste sono: il bando totale dei pallini di piombo entro 3 anni per la caccia e il bando entro 5 anni per il tiro sportivo all’aperto. 

Saranno previste deroghe solo per quegli impianti di tiro in grado di garantire sistemi certificati per il recupero integrale del piombo.

I punti critici e i costi delle alternative al piombo

Il divieto totale del piombo nelle cartucce del comparto sportivo crea problemi all'industria per lo sviluppo d alternative che possano essere gestibili nei costi e balisticamente pienamente efficaci, a tutte le associazioni per l'adeguamento degli impianti sportivi. 

L’industria e le associazioni di settore restano in stato di allerta. Le preoccupazioni principali per l'industria e le associazioni di settore riguardano i risultati balistici di materiali alternativi al piombo che non hanno ancora raggiunto nella maggior parte delle leghe degli standard soddisfacenti sia in termini di efficacia sia per ciò che riguarda i costi di produzione e inevitabilmente di vendita agli utenti finali. 

Il costo dell'adeguamento degli impianti

Le stime dei costi necessari per adeguare i campi da tiro fanno emergere delle grandi differenze di previsioni; l'ECHA (Agenzia Europea per i Prodotti Chimici) infatti ipotizza per gli adeguamenti  un costo di circa 1,094 miliardi di euro, mentre gli addetti ai lavori dell'industria prevedono degli investimenti necessari tra  i 5,5 e i 6,2 miliardi di euro a livello europeo.

Dato che il testo non è ancora definitivo, i prossimi tre passaggi previsti saranno: la Discussione nel Comitato REACH con analisi tecnica delle restrizioni sui prodotti chimici; la votazione della Commissione Europea per l'approvazione formale della proposta; infine il passaggio al Parlamento Europeo con discussione politica e voto finale.

Tutti gli addetti del settore industriale stanno lavorando per rendere una transizione così drastica più sostenibile per il comparto. Noi continueremo a tenervi aggiornati.