Beretta 690 Field III. Beauty strikes: la bellezza ha fatto centro!

L’evento

Che la cosa fosse serissima, lo si è capito sin dall’arrivo il 6, quando a far gli onori di casa abbiamo trovato niente meno che il dott. Franco Gussalli Beretta! Lui a soprintendere a ogni cosa, con la competenza di sempre e la cortesia squisita che lo contraddistingue. Il tutto poi che è avvenuto con la classe, lo stile e l’affabilità, tipici della storica factory gardonese, questa volta tuttavia con un qualcosa in più: la ricerca assoluta di una comunicazione volta a presentare al meglio il nuovo prodotto a quello che poi sarà l’utente finale, il cacciatore!

Beretta 690 Field III
L'autore insieme al patron della manifestazione, il dott. Franco Gussalli Beretta che stringe giustamente orgoglioso un esemplare del nuovissimo 690 Field III in cal. 12

Qui rappresentato dai vari importatori internazionali del brand Beretta, tutti cacciatori veri, dai neozelandesi ai russi, passando quindi per gli europei sino agli americani, per arrivare ai direttori e redattori delle principali testate di settore, a livello ancora una volta mondiale.

Insomma, c’erano tutti quelli che ci dovevano essere, e noi fra questi (fatecelo dire con un pizzico d’orgoglio). 

E non solo per ascoltare relazioni e ammirare progetti, ma per testare davvero, sul campo, in varie serie di percorso di caccia culminate in una vera e propria gara “all’ultimo sangue” i nuovissimi 690 Field III.

Prime impressioni

Il primo impatto col fucile è esaltante: la cosa che colpisce è per l’appunto la bellezza dell’insieme, la sua armonia formale. Due i plus che al riguardo saltano immediatamente all’occhio: 1) la quota forma delle belle bascule, incise e conformate da fucili di prezzo sicuramente superiore; 2) idem per quel che concerne i legni, davvero bellissimi. A dar vita ad un insieme dove sicuramente è la bellezza a farla da padrona.

Beretta 690 Field III
I ragazzi del management Beretta, qui al completo per il lancio del nuovo 690 Field III, parla Riccardo Zanardelli

Ci si sbaglia alla grande tuttavia a limitare al solo fattore estetico la cosa: no, non è upgrade formale delle vecchie serie quella che abbiamo innanzi, ma un fucile completamente nuovo, riprogettato all’insegna dalle più moderne tecnologie, avendo come stella polare il mito Beretta della qualità totale! 

Ci racconta infatti Andrea Moretta (Product Manager) che dietro al tutto ci sono oltre 3.000 ore di progettazione, fatte di engeneering e design. 50.000 cartucce sparate in tutte le condizioni, con stress-test esasperanti. Per poter dare vita ad un oggetto bello sì, rispondente poi per certo ai canoni formali made in Beretta, sempre attenti alla tradizione, pur tuttavia dotato di tutta quella qualità e di quegli accorgimenti tecnologici, capaci di fare oggi del 690 Field III, lo stato dell’arte del sovrapposto da caccia industriale di qualità.

Beretta 690 Field III
Beretta Field 690 III: un fucile tutto nuovo nel pieno rispetto della tradizione.

Cose che senti subito prendendolo e rigirandolo fra mani.

Cose che assapori poi, adoperandolo sul campo in sessioni di tiro serratissime.

Ed è qui che come d’incanto, ti si rivela l’accostamento certo non casuale a livello di coinvolgimento sensoriale, posto in essere dal management Beretta con la scelta della location dell’evento...

Beretta 690 Field III
La bascula del nuovo Field 690 III è interamente incisa, insieme ai legni 2.5 plus dà al fucile un aspetto molto elegante

I plus tecnologici

Questo è un primo assaggio, certo. Non di meno non possiamo sottacere i plus che l’arma in se contiene: 

1) Steelium Barrel (precise e durature) per le canne. Ossia quei particolarissimi tubi made in Beretta, caratterizzati da rese balistiche eccezionali con ogni tipo di munizione, caratterizzati da camere di 76 mm. (magnum), 70 mm. di profilo dual cone, tratto da cilindrico di 18,6 mm. sul quale poi in volata si raccorda la strozzatura, che può essere fissa o a strozzatori interni intercambiabili.

2) Bascula in acciaio incisa dappertutto, molto bella. Con doppio seno, come nei fucili di pregio. 

3) I legni di grande qualità: 2.5 plus. BTS finisched. 

4) Un rapporto ponderale in cal. 12 definito perfect weigth. che si aggira sui 3,35 chili (a fronte di un bilanciamento perfetto che lo fa sembrare un’arma di almeno 3-400 grammi di meno!). 

5) Possibilità di personalizzazione. 

6) Opzionali estrattori ecologici.

Il tutto, a un prezzo che oscillerà, mercato per mercato, sui 2.600/2.800 euro.

Una rivoluzione, in termini di politica aziendale e culturale: un fucile con cui Beretta, ha davvero democratizzato la qualità e la bellezza!

Fra le mani e al tiro...

Un fucile che spara benissimo. Istintivo, naturale, equilibrato in maniera impeccabile (merito anche della crocetta in ergal, cosa che “sposta” il peso dove serve per garantire equilibrio e minori impennamento e rinculo: le canne!).

Le serie cui ci siamo cimentati al percorso, hanno rivelato tante cose: 

1) le canne lavorano in maniera impressionante, portando le cartucce da 28 grammi che adopravamo a spaccare piattelli di II che ormai si pensava irrecuperabili! 

2) Rinculo e rilevamento, pur con le “nervose” cartucce da tiro (i grammi dicono poco, quel che conta sono le pressioni), sono appena percettibili: merito del nuovo equilibrio sui pesi e le masse, sposati alla leggendaria co-assialità degli over & under Beretta, garantita dalla bascula più bassa al riguardo mai realizzata.

Beretta 690 Field III
L'autore alla prova di tiro con il nuovo Beretta Field 690 III

Le estrazioni (in modalità automatica) sono poderose, capaci di scagliare via i bossoli a metri di distanza, gli scatti della meccanica nella fisi di apertura, chiusura, smontaggio e assemblaggio, precisi al micron, con suoni metallici netti, argentini, come sempre avviene quando il tutto è concepito ed assemblato a regola d’arte e gli accoppiamenti acciaio/acciaio e acciaio/legno, sono realizzati a regola d’arte.

Nota di merito va anche allo scatto del grilletto: pulito, fluido, dalla corsa breve senza ruvidità meccaniche superflue.

Beretta 690 Field III
Vista della parte superiore dell'arma: spicca l'eleganza dell'insieme, grazie alla perfezione delle lavorazioni sposata a plus estetici e funzionali di assoluto pregio, dal cursore della sicura/selettore, sino alla chiave di apertura.

Insomma, siamo per certo dinnanzi al key product di Beretta da qui ai prossimi anni. Il cuore della nuova piattaforma di sovrapposti che presto vedrà nuove esaltanti versioni, in termini di declinazioni specialistiche, e calibri.

A proposito, dalle mani Stefano Quarena abbiamo appena visto di “straforo” anche il calibro 20 del 690 Field III, ancor più snello ed elegante del fratello muscoloso, e come lui, bellissimo.

Ma è presto per parlarne, ora è tempo di 690 Field III in calibro 12, sul quale avremo modo di tornare prestissimo, con prove dettagliate e tante, tantissime news e informazioni. 

Evento Beretta
Evento Beretta
Evento Beretta
Evento Beretta
Evento Beretta
Evento Beretta
Evento Beretta