
L'eco lontana di uno sparo nel buio ti fa sussultare nell'appostamento accendendo la speranza di vedere ombre veloci attraversare l'oscurità. I primi bagliori dell'aurora disegnano i contorni sottili dei canneti dove lo sguardo spesso si ferma e si perde. Un volo di beccaccini parte radente dalla sponda della palude mentre i germani annunciano l'arrivo delle alzavole che piombano come dal nulla sullo specchio d'acqua lasciandoti appena il tempo di avvertire il fruscio del volo velocissimo e il tonfo sordo che increspa le acque del lago. È impossibile restare indifferenti e non lasciarsi trasportare da un vortice di meraviglia e curiosità in una palude in risveglio, dove un ambiente apparentemente fermo e stagnante improvvisamente si accende mostrando la sua biodiversità, fatta di colori, odori e suoni che variano con la luce, il vento, la nebbia, durante le ore del giorno. Aspettiamo qualche occasione propizia da due diversi appostamenti io e Nicolò, con gli occhi e la mente ancora pieni dei voli di anatre che al tramonto ci hanno incantato.

Niente però si ripete in modo sicuro e uguale in natura e Mario Basile, cacciatore di grande esperienza lo sa e ci avverte che la giornata troppo calma e serena non promette grande movimento di selvatici. Come noto, sono i venti e le perturbazioni i protagonisti di giornate emozionanti nella caccia agli acquatici. I selvatici sono ormai svernanti e da tempo frequentano la zona restando nelle aree più aperte e tranquille della laguna se non costretti dal maltempo a cercare riparo nelle zone interne.
Le oasi e i parchi si alternano intorno a noi, coperti da fitti canneti quasi deserti mentre qui nella azienda Faunistico venatoria gestita da Mario Basile e dai soci cacciatori le anatre trovano sia luoghi di riparo sia canneti accuratamente tagliati in modo da avere superfici utili alla sosta e al reperimento di cibo. I piccoli laghi artificiali presenti nella AFV ci spiega Mario, vengono temporaneamente prosciugati nella stagione estiva e poi di nuovo canalizzati e riempiti per permettere la ricrescita delle alghe che costituiscono una componente fondamentale della dieta degli anatidi. I laghi hanno inoltre profondità diverse che sono state valutate per dare la possibilità di permanenza sia alle anatre di superficie come germani e alzavole, sia ad anatre tuffatrici come le morette o le marzaiole. Le zone limitrofe vengono coltivate con piccoli appezzamenti di colture a perdere dove i selvatici trovano sempre cibo durante la migrazione e la stagione invernale. Non è difficile immaginare il duro lavoro svolto e il dispendio di risorse economiche impiegate per far si che questo territorio possa risultare un approdo sicuro, un paradiso per i selvatici che transitano sulla laguna. Come si può negare e non riconoscere un tale lavoro giustificato soltanto da una passione sconfinata e un amore per questo tipo di ambienti e selvatici?
Mentre scorrono i minuti di attesa sui cieli della laguna vediamo stagliarsi grandi stormi di fenicotteri, di gabbiani, cormorani e tante altre specie che nulla hanno a che vedere con la caccia e le specie cacciabili, ma che grazie all'operato dei cacciatori hanno un luogo ideale in cui vivere e riprodursi.

Mario ci racconta di essere nato fra canneti e paludi, di aver portato avanti tutte le scelte lavorative e familiari della sua vita senza mai perdere il contatto con il suo territorio che ancora oggi, all'alba è capace di illuminare il suo sguardo come quello di un bambino curioso mentre sale sul suo barchino ad allestire la tesa degli stampi.
Qui la caccia si svolge in poche giornate della stagione e l'invito a noi riservato è stato preceduto da un lungo periodo di silenzio venatorio. La qualità della caccia e non la quantità, il piacere di vedere tanti selvatici svernanti sono le soddisfazioni maggiori di chi frequenta questa AFV.
Nonostante la giornata mite e serena qualche occasione arriva a premiare la nostra pazienza. Un bel maschio di mestolone punta deciso l'appostamento di Nicolò, si appoggia qualche istante sulle acque del lago e riparte fermato quasi istantaneamente da un colpo sicuro. Un volo di alzavole volteggia alto nel cielo da sembrare inavvicinabile, ma uno scarto repentino porta i selvatici improvvisamente in picchiata a tiro utile davanti al mio appostamento. Resto immobile fino all'ultimo momento per paura di essere scoperto e sciupare l'occasione, poi quando i selvatici mi mostrano il fianco nell'ultima virata salto deciso in piedi per due colpi veloci che chiudono il volo di un bel maschio che ricade davanti al capanno mostrando il candore del petto dalle acque del lago.

Torna il silenzio e continui spostamenti di colombacci ci distraggono dall'attesa delle anatre. Michele Roggia, giovane cacciatore del luogo che condivido con lo spazio dell'appostamento mi raccomanda di non perdere la fiducia nonostante la mattinata troppo tranquilla ed ha ragione. Dobbiamo aspettare ancora molto ma alla fine un secondo volo di alzavole annunciato dai richiami dei germani arriva dalle nostre spalle deciso a fermarsi nello specchio d'acqua davanti al nostro appostamento. Decidiamo di goderci lo spettacolo della curata sugli stampi e aspettiamo che tutte le anatre siano nel chiaro. Non riuscendo a trattenere a lungo l'emozione della vista di quei selvatici tanto belli quanto sfuggenti, decido di alzarmi e alla mia vista il volo parte deciso dandomi però il tempo di due fucilate precise che lasciano ripiombare due anatre sulla sponda coperta dalle canne. Il tempo scorre lento dopo ogni sparo perché l'aria è immobile e le anatre non hanno motivo di arrivare sulla nostra tesa, Mario procede quindi lentamente al recupero degli uccelli caduti. Come a salutare la nostra trasferta mentre usciamo dagli appostamenti un'ultima alzavola solitaria giunge dall'estremità opposta del lago, sfiora la fitta macchia di vegetazione che lo costeggia e pur essendo a buona distanza mi dà l'occasione di un ultimo tiro che interrompe come con un acrobazia finale il suo volo. Poche ma spettacolari azioni di caccia in un contesto così unico e perfettamente conservato da sembrare fuori dal mondo resteranno impresse fra le storie da raccontare. Storie di uomini autentici e competenti, innamorati della propria terra, intenti a preservarla da ogni ideologia per mantenerla viva.

