Prova Sant’Uberto: Speciale Giovani Cacciatori FIDC. Entusiasmo e passione a Montefiore di Gubbio

Valerya, unica concorrente donna e al suo fianco, Atena, femmina Korthals di quattro anni con la quale ha svolto il proprio turno.

La telefonata è di quelle che fanno piacere a prescindere. Quando un amico di vecchia data come Alberto Dandolo chiama per invitarti alla prova S.Uberto “Speciale Giovani cacciatori”, un evento che rappresenta una pietra miliare per il mondo venatorio ed in particolare per quello Federcaccia, la risposta non può che essere una sola: certo che vengo, anche perché noi di all4hunters le prime non le stecchiamo mai; anzi, siamo sempre in prima fila con il consueto piglio, entusiasmo e collaborazione.

L’eevento, in programma presso l’A.A.T.V. Montefiore (Gubbio, Perugia) parte da un progetto FIDC con la lodevole intenzione di avvicinare i giovani cacciatori alle gare cinofile, come quella specifica che prevede l’applicazione del regolamento Sant’Uberto. In proposito è stato costituito un Comitato di Coordinamento Nazionale. In cabina di regia lo stesso Alberto Dandolo come responsabile del gruppo, coadiuvato per l’Area Nord dal sig. Alessandro Brizzi, per l’Area Centro dal sig. Matteo Di Ghionno e per l’Area Sud dal sig. Fabrizio Furia. A loro competerà, con la fondamentale e imprescindibile collaborazione delle varie sezioni regionali, promuovere e organizzare raduni di giovani seguaci di Artemide, creando i migliori presupposti e agevolazioni per poter apprendere e assimilare i necessari dettagli tecnici del Regolamento S. Uberto, fatto di norme semplici ma non per questo banali.

Chiuso questo doveroso preambolo, la sveglia suona inesorabile alle 02.45. La stretta delle forti braccia di Morfeo tarda ad allentarsi. È un lento e progressivo risveglio che mi scuote dal piacevole tepore che solo le lenzuola di flanella possono dare. Due coccole e un biscottino a testa ai miei amati cani, che guaiscono pensando li porti con me a caccia o a qualche prova, e dopo poco termino la vestizione in tono cerimonioso, quasi come quella del torero prima della corrida.

Esco di casa e l’aria fresca e pungente mi ricorda che l’inverno non è ancora terminato. Un merlo sbuca improvviso dalla siepe del mio giardino. Vola via chioccolando infastidito e sono convinto che, a modo suo, mi abbia mandato a quel paese per averlo disturbato così presto. Anche Lillo, il simpatico cagnolone dei vicini di casa, dà qualche abbaio facendomi capire che l’ora è insolita e come non dargli ragione.

Michael Conti arrivato sul gradino più alto del podio. A premiarlo, il referente regionale presso la commissione sportiva Fabrizio Mengoni, factotum dell’evento, con un passato importante da garista, sempre al centro di tutte le iniziative FIDC nel territorio umbro.

Raggiungo Alberto, che abita non lontano dal mio quartiere, e dopo i soliti convenevoli tra quelli che nel tempo hanno maturato un legame profondo e fraterno, ci avviamo verso quella che sarà la nostra destinazione finale di oggi, ossia l’azienda faunistico-venatoria Montefiore in quel di Gubbio. Il viaggio è piacevole: niente traffico vista l’ora e la discussione, come normale che sia, è incentrata su un unico argomento: il raduno giovani Federcacciatori, totalmente gratuito per i partecipanti, riservato a una fascia di età compresa tra i 18 e i 30 anni, in possesso dei requisiti stabiliti nel modulo di adesione, da presentare in abbinamento alla domanda di iscrizione alla gara.

Personalmente sono felice di questa iniziativa così come lo sono i miei colleghi della redazione di all4hunters, in quanto nei giovani vediamo quella linfa vitale che può sostenere e dare impulso alla cinofilia agonistica e, di ricaduta, a tutto il mondo venatorio. Il settore ne ha veramente bisogno, direi quasi una necessità fisiologica. I presupposti per una staffetta generazionale fatta di passione, umiltà e costante impegno ci sono e lo si percepisce dall’entusiasmo di questi ragazzi che faticano, e non poco, a uscire dai canoni imposti dalla società attuale, fatti di superficialità ed esempi fortemente degradanti.

Lasciata la E45, ci inoltriamo nella campagna umbra, un mosaico di dolci colline impreziosite da innumerevoli oliveti e casali in pietra. L’aria profuma di legna arsa e i comignoli delle poche case rurali rilasciano pennacchi di fumo che lentamente si disperdono nell’aria tersa del mattino. Inizia ad albeggiare e, tra una volpe ritardataria che attraversa frettolosa la strada, un capriolo che ci osserva curioso da una radura vicina e il cane arrabbiato del podere che, correndo dietro la nostra auto, intima di allontanarci, arriviamo finalmente alla casa di caccia.

Un casale bellissimo, tenuto egregiamente e incastonato in un ambiente a dir poco incantevole. Il vociare festoso dei partecipanti convenuti e quello degli scrupolosi organizzatori ci dà fin da subito la sensazione di essere capitati nel posto giusto e non ci sbagliavamo. Strette di mano e abbracci come tra vecchi amici, un caffè fumante e una fetta di crostata prontamente offerti confermano che questa sarà una giornata speciale.

Una foto emblematica della staffetta generazionale. Qui, accanto all’autore, il veterano Matteo Baratti, 80 anni appena compiuti e portati egregiamente…

In contemporanea e nella stessa riserva si svolgerà anche una gara per la selezione regionale della squadra destinata al Campionato Nazionale S. Uberto a squadre. I giovani non sono tanti ma nemmeno pochi e tra loro, come una gemma che splende e dà un lustro particolare all’evento, c’è una simpatica e intraprendente ragazza proveniente dalla zona di Macerata. Il suo nome è Valerya che, nel suo turno di gara, condurrà Atena, un bellissimo esemplare di Griffone a pelo duro (Korthals). L’emozione si taglia a fette, per non parlare poi di Luca, il più giovane del gruppo, fresco di primo rilascio del porto d’armi e con una springerina cedutagli per l’occasione dall’amato nonno, nonché suo primo sostenitore.

Fatte le doverose raccomandazioni in merito alla sicurezza in generale ed in particolare all’uso corretto delle armi, ci si reca nella zona di caccia assegnata, ansiosi di iniziare il proprio turno. Nelle loro teste, come normale che sia, un turbinio di pensieri, mille dubbi e quasi zero certezze. Un aspetto che ha contraddistinto il gruppo giovani è stata l’umiltà di ascoltare attentamente i consigli quasi paterni dei giudici sia in fase di raduno che nello svolgimento del turno. Il terreno si presenta ottimale così come di buona qualità la selvaggina immessa (starne) e l’assistenza degli operatori di campo.

…qui invece, il giovane Luca Magnani appena diciottenne, con il giudice Alberto Dandolo, che fornisce al ragazzo gli ultimi consigli prima della sciolta del proprio cane Kira.

Iniziano le danze e quelli che potevano sembrare piccoli dubbi, diventano poi macigni. Ripeto: tutto normale perché la caccia, quella pratica di ogni giorno, è una cosa ma resta la base mentre lo svolgimento di un turno con il Regolamento S. Uberto è molto di più. Un fucile senza cinghia, una presentazione non corretta davanti al giudice, il brandeggio maldestro dell’arma, un cane disobbediente al richiamo e magari anche “fuori mano “, sono tutti fattori che determinano il punteggio finale se non addirittura l’esclusione. Come già detto, il Giudice in questo caso Alberto Dandolo, ha svolto un ruolo anche didattico facendo notare al concorrente del momento, l’errore specifico e indicando le modalità per una azione corretta e rispettosa del Regolamento.

Un buon turno per tutti ma con una forbice di punteggio che ha evidenziato un divario notevole tra il primo classificato e l’ultimo. Come ha più volte ribadito il Giudice Dandolo, la partecipazione alle gare, serve anche a vedere e capire meglio i propri errori rispetto ad altri concorrenti più capaci anche solo per l’occasione e quindi, di avere lo spunto necessario per migliorare in quella che poi diventa una sana competizione fatta sì di autostima ma soprattutto di passione e impegno costante.

Foto di gruppo tra giovani partecipanti, organizzatori, Giudici e dirigenti Federcaccia locali.

Fatta la premiazione di rito durante la quale i rappresentanti Federcaccia della Regione Umbria, hanno nuovamente ribadito le finalità di questa lodevole iniziativa, il gruppo con meno adrenalina in corpo ma con tanta fame, si è trasferito nella sala interna della casa di caccia. Un ampio salone con un bel camino acceso. Mario Francioni uno degli organizzatori nonché chef ufficiale della manifestazione, ancor prima Vicepresidente FIDC di Gubbio e non solo, ha deliziato i partecipanti con succulenti panini e porchetta, salumi, formaggi, vini locali e per finire due meravigliose crostate, delle quali una con il cocco, spazzolata in men che non si dica alla velocità della luce. D’altronde, l’ospitalità umbra è arcinota, confermandosi una eccellenza assoluta.

Ci apprestiamo a fare ritorno a casa con la consapevolezza di aver preso parte allo start up di un percorso direi quasi inevitabile. Ora spetta a tutti noi, impegnarci per far sì che questa iniziativa, ottimamente riuscita sotto il profilo della partecipazione e su quello organizzativo, diventi un eco che si possa propagare nel tempo e il più lontano possibile. La caccia in generale e la cinofilia in particolare non possono fare a meno della partecipazione attiva. Nella nostra passione, c’è una componente del tutto personale che è indubbiamente una prerogativa del singolo cacciatore ma in abbinamento a questa, vi è l’associazionismo attivo e in questo ricadono partecipazioni a gare e contributi a vario titolo in quanto fondamentali, per mantenere in vita l’ars venandi. Siamo tutti piccoli ingranaggi di un meccanismo più ampio e solo l’empatia, la simbiosi e la sintonia tra le varie discipline nessuna esclusa, può rappresentare uno solido scudo verso chi spesso ci denigra perché non capisce o non vuol capire il meraviglioso mondo della CACCIA. Come già detto in precedenza, nella medesima azienda si è svolta una gara per la selezione regionale a squadre. Questo duplice evento ha permesso di coniugare due mondi paralleli ma diversi dove uno è oggi ciò che sarà domani (i giovani) mentre l’altro (i veterani) sono oggi ciò che sono stati in passato.

Grazie FDC, grazie Umbria, grazie ai giovani cacciatori che hanno partecipato a questo evento e un grazie infinito al mio amico Alberto per averci dato la possibilità come all4hunters di essere presenti al primo raduno Nazionale giovani FDC.

Viva la caccia e viva i cacciatori!

“Il futuro si trova nelle mani di coloro che possono dare alle nuove generazioni, buoni motivi per vivere e sperare “

(Pierre Teilhard de Chardin)