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Il Comitato Direttiva 477 fa le pulci all'Eurobarometro

Il Comitato Direttiva 477 contesta i risultati dell'Eurobarometro sulle armi da fuoco nell'Unione Europea

05/01/2016 - Il Comitato Direttiva 477 critica aspramente i risultati della rilevazione dell'Eurobarometro 383 sulle armi da fuoco

all4shooters.com

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato del Comitato Direttiva 477



La presente nota tecnica è stata redatta dall’Ammiraglio Domenico Peveri, che in occasione della riunione del direttivo del Comitato Direttiva 477 indetta per il 4 gennaio 2016 verrà ufficialmente investito della responsabilità di seguire e valutare l’andamento dei lavori della Commissione Europea. L’ammiraglio Peveri entra quindi ufficialmente nel Team operativo del Comitato Direttiva 477. Lo ringraziamo pubblicamente per la Sua preziosa adesione e per l’impegno personale che ha deciso di dedicare alla difesa degli interessi dei legali detentori di armi civili e sportive.


In un recente scambio di corrispondenza con il dottor Fabio Marini − a capo della Task-Force sulle armi da fuoco del Commissariato UE agli Affari Interni − il medesimo ha fatto riferimento ad un sondaggio (l'Eurobarometro 383) promosso dalla Commissione Europeae millantato come rappresentativo nei suoi esiti:
«Our recent Eurobarometer survey indicated that most Europeans support stricter firearm controls, and two-thirds support EU action - in cooperation with national authorities – against firearms trafficking».
In seguito ad approfondimento, l'ammiraglio Peveri ha potuto riscontrare come la realtà sia tutt'altra.

Il Comitato Direttiva 477 contesta i risultati dell'Eurobarometro sulle armi da fuoco nell'Unione Europea
L'Eurobarometro 383, incentrato sul "problema" delle armi da fuoco nell'Unione Europea, sarebbe basato su un metodo di rilevazione quantomeno falsato e ideologicamente orientato

In primo luogo si ritiene di eccepire che non si possa attribuire alla maggioranza degli Europei quanto sostenuto dal dott.Marini, poichè il campione dell’indagine statistica fatta con il metodo CATI (intervista telefonica assistita da computer) riguarda un campionamento dell'0,0064% della popolazione (circa mille persone per ciascun paese europeo, esclusi Malta e Cipro, che hanno avuto 500 intervistati, per un totale di 26.555 individui su una base di  412.555.713): a pagina 49 del documento, ciò è implicitamente ammesso dai curatori stessi del documento.

Il campione di 1000 persone per paese, inoltre, avrebbe potuto essere valido solo se anziché basarsi sul metodo casuale  di “residente con età superiore a 15 anni” fossero state scelte categorie rappresentative/competenti dei dati che si sarebbero voluto raccogliere; ha invece risposto un campione che per il 90% non ha mai posseduto armi. Si tenga presente come per avere un livello di confidenza del 95%, con un margine di errore anche alto (del 10% circa) per un Paese di circa 60 milioni d'abitanti come l'Italia sarebbe necessaria una base di circa 4800 persone.

Il Comitato Direttiva 477 contesta i risultati dell'Eurobarometro sulle armi da fuoco nell'Unione Europea
Solo mille persone sono state intervistate per ogni paese UE, e di queste la grande maggioranza ha dichiarato di non aver mai posseduto un'arma − eppure si sarebbero dichiarate a favore di maggiori restrizioni!

Le nove domande del questionario da cui scaturiscono le valutazioni dell'Eurobarometro 383 non sono state compilate secondo criteri di correttezza e onestà − almeno volendo ritenere tali i criteri tipicamente utilizzati dall'ISTAT − in quanto:

  • Non vi sono domande filtro;
  • Le domande Q1, Q2, e Q3 condizionano chiaramente le risposte delle successive;
  • La domanda Q4 è tendenziosa, in quanto l'unico Paese UE dove viga una normativa sulle armi "sostanzialmente differente" come suggerito è il Regno Unito;

  • Poiché risulta che il 90% degli intervistati non ha mai posseduto armi, le risposte relative non hanno significato in quanto chi non ha mai acquistato un arma verosimilmente non sa cosa implichi (avrebbe avuto senso con una domanda filtro tipo “Lei sa quali armi sono legali nel suo paese?”);

  • La sequenza delle domande è palesemente impostata sulla logica della proposta di modifica della Direttiva, e comunque non tiene conto del fatto che l’ordine stabilito nella sequenza degli argomenti può condizionare la risposta, creando distorsioni nei dati. Ad esempio se si vuole un’opinione spontanea sulla soddisfazione nel lavoro è bene non anteporre domande sulle caratteristiche specifiche del lavoro svolto che potrebbero focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti particolarmente gradevoli o sgradevoli (vedansi le linee-guida ISTAT). Infatti, chiedere alla domanda numero 2, "Crede che nei prossimi cinque anni il livello di crimini commessi con armi da fuoco calerà, aumenterà o resterà stabile?" condiziona evidentemente quasi tutte le altre sette che seguono.

La nostra valutazione è che quindi l’indagine in commento sia stata realizzata con criteri distorsivi per prevenire alle conclusioni desiderate e predeterminate dalla Commissione e che non sia tecnicamente corretta e che,  pertanto, manchi di una reale rappresentatività dell’opinione dei cittadini europei.

Contestualmente vogliamo ricordare che è di ENORME IMPORTANZA che tutti i tiratori provvedano a compilare il questionario promosso dalla Commissione Europea ENTRO IL 1 FEBBRAIO 2016.

Il Comitato Direttiva 477 contesta i risultati dell'Eurobarometro sulle armi da fuoco nell'Unione Europea
Il Comitato Direttiva 477 continua la sua battaglia per i nostri diritti in Italia e in Europa!

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