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I fucili dei Fratelli Rizzini di Magno

Tra gli straordinari personaggi della migliore tradizione italiana nella produzione di fucili finissimi, i Fratelli Rizzini di Magno, in Val Trompia, occupano un posto di assoluto rilievo

I Fratelli Rizzini di Magno, in Val Trompia, occupano un posto di assoluto rilievo tra gli straordinari personaggi della migliore tradizione italiana nella produzione di fucili finissimi

Roberto Allara
Fratelli Rizzini di Magno

"Fratelli Rizzini, Costruttori d'Armi".

Se sull’etichetta che sta all’interno delle cassette in cui sono racchiusi i loro fucili, anziché “Magno V.T.” ci fosse scritto “London”, i Fratelli Rizzini avrebbero dieci volte più ordini. Tanto è il richiamo commerciale di certi nomi storici e tanta è, purtroppo, la superficialità di chi vi si accosta senza le conoscenze che permettono di discriminare la sostanza dall’apparenza. 

Ma nessun fucile inglese potrebbe oggi mantenere la stessa qualità, ottenuta con una cura maniacale di ogni singolo dettaglio delle proprie armi. 


Contrariamente a quanto alcuni possono pensare, i Fratelli Rizzini di Magno (l’indicazione geografica è d’obbligo, perché in Valtrompia molti hanno lo stesso cognome) non fanno fucili di lusso, né li faranno mai.

Perché a Magno, in Valtrompia, in Italia, i Fratelli Rizzini costruiscono fucili finissimi. La differenza può sembrare sottile, ma è vertiginosa.

VIDEO: Stefano Rizzini - Intervista 

Le canne sono realizzate in casa a partire da un forgiato
Le canne sono realizzate in casa a partire da un forgiato
Le canne sono realizzate in casa a partire da un forgiato
Le canne sono realizzate in casa a partire da un forgiato

E questo non solo per quanto riguarda i curatissimi accoppiamenti e le impeccabili finiture ma anche per le soluzioni meccaniche che questi incontentabili costruttori ricercano in continuazione, senza mai badare alla difficoltà realizzativa, ma solo alla perfezione delle funzioni. 

Le cartelle del nuovo sovrapposto sono equilibratissime
Le cartelle del nuovo sovrapposto sono equilibratissime

Il fucile di lusso guarda alla forma, all’apparenza. Si esplicita con incisioni profuse, legni appariscenti, prezzi elevati che dovrebbero sottendere una altrettanto elevata qualità. 

Potrebbe anche essere così, ma di solito si tratta di un fucile semplicemente onesto, dignitoso, abbellito oltre le sue qualità. Il fucile fine, per contro, guarda alla sostanza. La precisione degli accoppiamenti, l’ideazione di soluzioni tecniche per migliorare l’esistente, il non accontentarsi di quello che c’è, il non cercare scorciatoie di alcun genere, sono le caratteristiche del fucile fine. 

Potrebbe tranquillamente essere privo di incisioni e rimessi in oro, con appena una grechina sottile come un capello a contornare le batterie. Ma quelle batterie devono essere tirate a pietra e perfettamente in piano, non finite alle carte perché queste ultime possono agire anche su certe superfici che guardate a luce radente fanno venire il mal di mare. Forse è quello il motivo di certe incisioni profuse: servono a coprire le imperfezioni, talvolta anche a coprire gli aggiustaggi a martello dei costruttori meno onesti.

Le due posizioni del coperchio della tabacchiera sono assicurate da un nuovo sistema, con molla elicoidale. Una soluzione innovativa e debitamente siglata
Le due posizioni del coperchio della tabacchiera sono assicurate da un nuovo sistema, con molla elicoidale. Una soluzione innovativa e debitamente siglata
Le superfici piane sono finite a pietra
Le superfici piane sono finite a pietra

Ecco, per capire di primo acchito la differenza tra un fucile fine e un fucile di lusso bisogna andare a Magno e osservare le armi dei fratelli Rizzini. Fanno le migliori doppiette del mondo. Punto. E adesso fanno anche parecchio altro, sempre da par loro e con la stessa elevatissima qualità.


In comune con i costruttori britannici dell’epoca d’oro hanno l’elevato numero di brevetti, tutti tesi a migliorare qualche funzionalità che ad altri – non a loro – sarebbe sembrata già perfetta. 


Ma rispetto a quegli stessi costruttori, che hanno ottenuto la maggior parte dei loro brevetti oltre cent’anni fa e non li ritenevano migliorabili, c’è il fare tutto in casa mentre sui fucili di reputati e costosissimi nomi della miglior epoca ci sono, ad esempio, acciarini fatti da altri. Non solo Holland & Holland dichiarava nel proprio catalogo che le batterie dei suoi fucili erano fatte da Joseph Brazier, ma lo stesso nome l’ho trovato all’interno degli acciarini di una doppietta di Boss, calibro 12 a canna rigata.

Le superfici già tirate in piano sono finite alle carte
Le superfici già tirate in piano sono finite alle carte
Un acciarino a molla avanti con la briglia integrale brevettata
Un acciarino a molla avanti con la briglia integrale brevettata

Si tratta di acciarini che, per quanto finissimi, ai fratelli Rizzini non andavano bene, tanto che li hanno modificati e hanno brevettato la modifica. In pratica, la briglia non è applicata alla cartella con i tradizionali perni, ma è ricavata in un sol pezzo. Soluzione meccanicamente difficilissima e ancora più difficile per quanto riguarda le finiture, ma loro sono fatti così, non si accontentano e se trovano una soluzione migliore la applicano senza pensarci due volte. E senza mai ricercare quelle soluzioni che servono unicamente a semplificare il lavoro, senza apportare migliorie. 

Per giunta, anche solo per rispondere alle fisime di alcuni clienti, hanno ideato soluzioni definitive senza curarsi della complessità. Per fare un esempio, se un’astina con sgancio ad Auget può essere finita con un puntale di ebano o di corno, a volte d’avorio, se lo gancio è a pompa quell’astina ha un puntalino metallico da incassare perfettamente nel legno. 


Le molle degli ejectors, qui quelli della doppietta, agiscono su un elemento intermedio e non direttamente sui martelli
Le molle degli ejectors, qui quelli della doppietta, agiscono su un elemento intermedio e non direttamente sui martelli
Il puntalino integrale al canotto in cui scorre l’asta della pompa
Il puntalino integrale al canotto in cui scorre l’asta della pompa

Alcuni clienti hanno sentenziato che fosse storto, peraltro senza essere d’accordo con le loro stesse osservazioni: chi lo vedeva storto verso destra, chi verso sinistra, circostanze che per sé definivano le osservazioni fatte come una mera fisima. C’era un modo per metterli a tacere ed è stato applicato. Adesso il puntalino è ricavato in un sol pezzo con il canotto in cui scorre l’asta della pompa e quel canotto è quadrato, in modo che non sia possibile inserirlo nell’astina se non in un solo modo, quello giusto.

Il prototipo dell’attacco a piede di porco che si alloggia sulla bindella
Il prototipo dell’attacco a piede di porco che si alloggia sulla bindella
Il prototipo dell’attacco a piede di porco che si alloggia sulla bindella
Il prototipo dell’attacco a piede di porco che si alloggia sulla bindella
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